Riqualificazione sostenibile di residenze sociali: un progetto per Reggio Emilia

In un contesto edilizio caratterizzato da cementificazione ed elevati consumi energetici occorre pensare a strategie, a basso costo, per il recupero del patrimonio abitativo esistente, che riducano i consumi energetici degli edifici e che siano pensati ad una scala più ampia, con l’obiettivo di indagare la possibilità di modificare i modelli urbani: come cambia la città se tutto il patrimonio risalente ad un certo periodo venisse riqualificato utilizzando il verde?

 

La riqualificazione dell’esistente è un atteggiamento che risulta vincente rispetto la costruzione ex-novo non solo dal punto di vista ambientale e ideologico, ma economico: se pensata da un punto di vista più ampio, può supportare una modificazione del modello della città esistente, utilizzando il verde come strumento di abbattimento dei consumi alla scala architettonica, e come contributo alla riduzione del fenomeno delle isole di calore alla scala urbana.

 

L’intervento prevede la riqualificazione di residenze sociali, risalenti agli anni ’70, che caratterizzano il quartiere Canalina della città di Reggio Emilia. L’obiettivo è di ridurne i consumi energetici, ora molto elevati, attraverso scelte progettuali a basso costo, che rendano fattibile l’intervento dal punto di vista economico. Il tema della riqualificazione degli edifici esistenti è argomento di primaria importanza in Italia, Paese che si colloca al primo posto in Europa per consumi energetici imputabili agli edifici (dati Eurima 2008). Altro punto molto importante riguarda il consumo di suolo libero. In Italia si è consumato il 40% del totale di suolo dal 1950 al 2005 (fonte Istat). La riqualificazione degli edifici esistenti può rappresentare il modo per ridurre la cementificazione e fermare questo fenomeno.

 

Punto essenziale per la fattibilità economica è determinato dall’adozione del verde, che presenta costi molto inferiori rispetto alle soluzioni più comunemente utilizzate, in particolare  per schermare dalla radiazione solare, presentando, inoltre, molti vantaggi di carattere ambientale, alla scala dell’edificio e alla scala urbana. I rampicanti a foglia caduca costituiscono uno schermo naturale alla radiazione solare in estate, permettendo in inverno di accumulare passivamente il calore del sole attraverso le serre, che costituiscono nuova superficie abitabile degli alloggi. Queste sono caratterizzate da tecnologia a secco per poter essere disassemblate e recuperare i materiali.
Gli impianti adottati, che si distribuiscono all’interno delle nuove pareti ventilate, comprendono una macchina ad assorbimento, per il riscaldamento e il raffrescamento, posta in copertura, e ventilconvettori. L’acqua piovana viene recuperata e collettori solari riscaldano l’acqua calda sanitaria. Il progetto è stato pensato in modo da poter essere realizzato con la presenza degli stessi residenti, non prevedendo interventi all’interno degli alloggi. Serre solari e schermature sono state opportunamente dimensionate attraverso analisi dei consumi energetici e della radiazione solare.

 

Attraverso queste strategie di assiste ad una riduzione del 78% dei consumi per riscaldamento e raffrescamento. Si evidenziano, inoltre, le possibili ricadute sul contesto urbano simulando tre scenari in cui, ipotizzando di riqualificare edifici realizzati in epoche differenti, si assiste a una riduzione dal 46% al 76% di emissioni di C02.

 

Il progetto contribuisce all’individuazione di nuove possibilità di trasformazione della città esistente, attraverso un intervento urbano che consideri aspetti ambientali ed economici.

 

Il progetto ha ricevuto una menzione d’onore per la sezione “Progetti elaborati come Tesi di Laurea” alla nona edizione del Premio Internazionale Architettura Sostenibile, la cui cerimonia di premiazione si è tenuta lo scorso 25 giugno 2012 presso la Facoltà di Architettura di Ferrara.

 

Secondo il parere della giuria, “il tema della riqualificazione di residenze sociali degli anni ’70 è sondato con un approccio metodico e con un’analisi che delinea le ampie potenzialità di una strategia diffusa d’intervento sul territorio della Pianura Padana. L’introduzione dell’uso del verde viene concepito come strumento di risanamento energetico e architettonico, valorizzato anche dalla adeguata visualizzazione del progetto”.


SCHEDA PROGETTO
Riqualificazione sostenibile di residenze sociali a Reggio Emilia


Studente
Valentino Gareri


Università
Università IUAV di Venezia


Facoltà
Facoltà di Architettura
Laurea Specialistica in Architettura Per la Sostenibilità


Relatore
Prof. Benno Albrecht


Anno accademico
2009/2010


Per ulteriori informazioni
www.premioarchitettura.it

 

Nell’immagine di apertura, riqualificazione di residenze sociali attraverso l’utilizzo del verde nelle quattro stagioni. © Valentino Gareri

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