Riqualificazione. La porta del Parco Nazionale del Pollino

A Maierà, un progetto nel pieno rispetto dell’ambiente con costi calibrati. Un team di alta professionalità ha partecipato al concorso di progettazione indetto dall’Amministrazione Comunale di Maierà (Cosenza): l’ing. Giovanni Rolando (capogruppo), l’arch. Domenico De Rito, l’ing. Carlo De Vuono, l’arch. Stefano Gimigliano, l’ing. Giovanni Sionne, l’arch. Antonio Spadafora e l’ing. Alfredo De Vuono. È sempre lodevole per un Amministrazione Comunale indire un concorso di progettazione in un territorio così interessante come Maierà, da cui è possibile ammirare l’alto tirreno cosentino.

 

Il centro storico di Maierà, assieme alle zone della sua recente espansione edilizia, è un ambito urbano che manifesta una serie di problematiche connettive e relazionali, strettamente correlate, per la cui risoluzione necessita un intervento incisivo e radicale.

 

I problemi più evidenti sono legati ai seguenti aspetti:
– una viabilità su via Ortaglie caratterizzata dal preminente traffico carrabile, completamente mancante di percorsi pedonali e che quindi si connota come asse di collegamento incompleto ai fini della funzionalità urbana nelle zone di interesse;
– un’inadeguata conformazione fisica ma anche, e soprattutto, funzionale, che rende il contesto negativamente percepito dalla cittadinanza, con particolare riferimento all’effetto “barriera” che le imponenti strutture murarie di contenimento costituiscono, rendendo netta la separazione tra gli ambiti di via Ortaglie (centro storico alto) e via Santo (centro storico basso);
– una carente rispondenza del contesto di intervento alla sua naturale connotazione di luogo di accesso al centro antico, percepito come scomodo e distante dagli altri luoghi urbani;
– un crescente stato di degrado socio-economico della zona, dovuto alla forte carenza di servizi pubblici o privati e alla mancanza di idonei spazi e strutture a essi pertinenti, con conseguente emarginazione sociale della realtà urbana complessiva;
– una generale e diffusa sensazione di abbandono da parte dei residenti e degli esercenti locali, derivante dalla sommatoria dei suddetti aspetti.

 

Per realizzare al meglio il programma di investimento, la proposta è concepita in tre distinti lotti funzionali, in ciascuno dei quali sono previsti: nel primo lotto il nuovo asse di via Santo, la piazza per le manifestazioni con l’area dedicata ai caduti, il parcheggio incassato, l’ascensore panoramico e il marciapiede a sbalzo di via Ortaglie; nel secondo lotto il gruppo di edifici a uso pubblico (centro medico e di riabilitazione, centro turistico informativo e sale espositive e di riunione polifunzionali), le aree per mercatini ed esposizioni temporanee ed i percorsi distributivi di tali edifici e spazi ad uso pubblico; nel terzo lotto l’anfiteatro all’aperto con il relativo fabbricato di servizio, i percorsi pedonali sopraelevati con lo sbalzo panoramico di raccordo, il giardino tematico del “pino loricato” e l’impianto fotovoltaico di alimentazione dell’intero complesso.
I primi due lotti possono essere singolarmente realizzati perché autonomamente funzionanti, mentre non conviene realizzare il terzo lotto senza prima completare il programma di investimento poichè gli elementi che lo costituiscono rappresentano opere complementari delle strutture principali contemplate negli altri lotti funzionali.

 

Ai fini dell’operatività di cantiere, i lotti sono ulteriormente suddivisibili in tratti esecutivi.

 

Prefattibilità ambientale. Lo studio di prefattibilità ambientale dell’intervento è sviluppato in relazione a:
– caratteri ambientali dell’area e incidenza dell’intervento;
– compatibilità con gli strumenti di programmazione locale;
– iter tecnico-amministrativo delle successive fasi progettuali.

 

Analizziamo di seguito i caratteri ambientali e la compatibilità con gli strumenti di programmazione del luogo.

 

Caratteri ambientali dell’area e incidenza dell’intervento. L’intervento si colloca in un’area di particolare interesse paesaggistico che impone di porre particolare cura nelle scelte, sia in merito alle diverse componenti strutturanti che in quelle di mitigazione e raccordo con le caratteristiche ambientali del contesto, interventi questi di un certo effetto sulla percezione finale del luogo. In ogni caso, pur non essendo l’area in questione soggetta a vincolo paesaggistico e non occorrendo, si sono attuate scelte oculate in merito a materiali e tecniche costruttive, che non comportano nessuno stravolgimento ambientale. Nello specifico, si sono adottate tecniche costruttive moderne (strutture portanti in c.a.) e componenti “visive” legate alla tradizione edile dei luoghi (infissi in legno, lamierati in rame, intonaci naturali, pavimentazioni in pietra, essenze autoctone, ecc.) con il preciso scopo di calare l’intervento nella maniera più consona al suo contesto che, comunque, contempla anche edifici di recente edificazione nelle immediate vicinanze dell’area. Anche le componenti impiantistiche, con particolare riferimento all’impianto fotovoltaico, per le loro caratteristiche costruttive, non incidono minimamente sull’aspetto paesaggistico, essendo concepite come parti integranti dell’idea di progetto.
La proposta si inserisce nell’ambiente senza celare le sue caratteristiche di modernità e, soprattutto, le sue componenti di richiamo visivo, quali l’ascensore panoramico e le piazze a sbalzo, ma mostrando le proprie potenzialità di incidere nello sviluppo e valorizzazione della zona. La sostenibilità ambientale delle scelte progettuali rimane, quindi, alla base della compatibilità dell’intervento e si ribadisce che esso, pur costituendo una proposta forte e riconoscibile, stante anche la sua connotazione di progetto-volano, si cala nel contesto urbanistico e paesaggistico in modo discreto ed essenziale.

 

Compatibilità con gli strumenti di programmazione locale. Il P.R.G. vigente nel Comune di Maierà individua, per l’area di intervento, due distinte zone territoriali omogenee: le zone F “aree pubbliche o di uso pubblico” (nella fascia compresa tra via Ortaglie e via Santo) e le zone G “attrezzature pubbliche urbane” (nell’area sottostante via Santo). La destinazione d’uso degli edifici e degli spazi pubblici proposti combacia con le attività ammissibili previste nelle N.T.A. che, per le suddette zone, pongono compatibili le infrastrutture collettive (tempo libero, sport, cultura, svago, ricettività, ecc.) e le attrezzature pubbliche (impianti ricreativi e sportivi, parcheggi, parchi urbani, ecc.) al servizio della popolazione locale e non solo.L’intervento in progetto si inquadra nel più ampio contesto di riqualificazione dell’intero centro abitato di Maierà. La nuova “porta del parco” che l’intervento rappresenta riunirà in sé tutte le peculiarità e le caratteristiche degli interventi realizzati e in corso di realizzazione nella zona durante l’ultimo decennio, senza discostarsi dalle chiare linee guida imposte dall’Amministrazione. Grande attenzione verrà infatti posta in merito all’integrazione con le lavorazioni in corso sui palazzi del centro storico, con particolare riguardo all’attrattore principe del centro storico di Maierà, ovvero il “Museo del Peperoncino” ospitato nelle sale dell’antico palazzo patrizio. Così, l’impiego di pietra locale nelle pavimentazioni (pietra di Grisolia e pietra lavica), nonché di tecniche costruttive tradizionali (intonaci, infissi, finiture in pietra, ecc.) richiameranno i materiali preesistenti, senza sconvolgere o intaccare un ordine cromatico consolidato nel corso dei secoli. La particolare posizione dell’intervento, inoltre, rafforza il significato simbolico delle strutture in progetto, essendo queste intese come complesso di ingresso all’antico abitato, contestualmente semplificandone l’accesso “fisico”. Infatti, il filo conduttore dell’integrazione con il contesto specifico sarà proprio il perseguirsi dell’abbattimento delle barriere architettoniche, il cui programma è in atto con alcuni interventi già finanziati (anche al fine di servire le strutture del Museo del Peperoncino), in modo tale da rendere finalmente fruibile uno dei centri storici meglio conservati dell’intero litorale tirrenico. In tale ottica, l’inserimento dell’ascensore consentirà di completare il cerchio in ordine al definitivo abbattimento delle barriere architettoniche.
I percorsi che si dipaneranno dai nuovi slarghi e dal nuovo belvedere collegheranno, inoltre, le passeggiate recentemente realizzate su via Ortaglie e nei pressi di piazza Croce, completando un percorso, anche emozionale, da compiersi sul costone che segna l’ingresso al borgo antico. In tal modo il percorso progettuale, con l’obiettivo di agevolare l’ingresso al nucleo antico del paese e favorire gli accessi alle piazzette dislocate tra le sue impervie strade medioevali, comporta il corretto richiamo anche alle direttive del Piano di Recupero del centro storico.

 

Il fotovoltaico. I campi fotovoltaici a supporto dell’intervento verranno installati sui nove corpi di fabbrica adibiti a servizi d’uso pubblico, che sommano in totale a una superficie di circa mq 500. I pannelli installati saranno in silicio poli/monocristallino, di potenza erogabile pari a 250 W/cad. Il valore della radiazione solare sul piano dei moduli costituenti i generatori fotovoltaici risulta essere pari a 1.755,58 kWh/mq annui. L’energia elettrica in uscita dal sistema complessivo “generatore-gruppo di conversione e controllo”, che la totalità degli impianti sarà, mediamente, in grado di generare in un anno risulta essere pari a circa 119.000,00 kWh (rendimento di BOS pari a 0,85).
Tali impianti hanno lo scopo di rappresentare le fonti di alimentazione elettrica primarie degli edifici che compongono l’idea globale di progetto. In condizioni di consumo standard, difatti, un edificio munito di impianto fotovoltaico riesce ad auto-sostenersi energeticamente in percentuale pari al 70-80% del suo consumo annuo. Il vantaggio economico è sostanzialmente legato a tre voci di guadagno:
– l’incentivo statale erogato dal G.S.E. (Gestore Servizi Energetici), proporzionale alla quantità di kWh realmente prodotti dagli impianti;
– il risparmio energetico vero e proprio, legato ai consumi ed economicamente stimabile considerando il costo d’acquisto medio dei kWh dal gestore elettrico;
– la rivendita allo stesso gestore elettrico (scambio sul posto) dei kWh prodotti dai campi fotovoltaici e non consumati dalle utenze.

 

Una stima economica vera e propria è dunque realizzabile sommando tali singole voci, conoscendo quando l’impianto verrà realizzato, dato il costante, abbassamento mensile degli incentivi per il 2011 e semestrale per il 2012. Per quanto riguarda invece la produzione di energia, a margine dell’investimento, si abbattano sostanzialmente i costi energetici di gestione di tutti i corpi di fabbrica adibiti a servizi, del parcheggio e, volendo, anche dell’illuminazione pubblica. Inoltre, sarà possibile alimentare, dedicandovi la produzione di uno dei campi fotovoltaici, anche l’impianto elevatore.
La realizzazione del progetto, oltre a ridurre l’inquinamento e a migliorare l’ambiente rende possibile il contenimento della spesa energetica e quindi dei costi di esercizio per almeno 25/30 anni; diviene, così, il progetto da portare ad esempio, allo scopo di ripetere l’iniziativa in altre realtà simili.

 

Pubblica illuminazione con tecnologia Led. Per inquinare meno e minimizzare i consumi dell’illuminazione pubblica, viene utilizzata la tecnologia Led in sostituzione delle obsolete lampade ordinarie (vapori di sodio/mercurio, ioduri/alogenuri metallici).

 

SCHEDA PROGETTO
Committente: Comune di Maierà (Cs)

 

Bando: Concorso di progettazione per la promozione e lo sviluppo del Parco Nazionale del Pollino. “Riqualificazione delle aree libere adiacenti al centro antico, attraverso la creazione di strutture polivalenti ad uso pubblico a valenza territoriale”

 

Progettisti: ing. Giovanni Rolando (capogruppo), arch. Domenico De Rito, ing. Carlo De Vuono, arch. Stefano Gimigliano, ing. Gianni Sionne, arch. Antonio Spadafora, ing. Alfredo De Vuono

 

 

Nell’immagine di apertura vista complessive dell’intervento

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