Riqualificazione ecologica e sostenibile del territorio: verso l’urbanistica alimentare

L’analisi delle potenzialità di sviluppo di un’esperienza di trasformazione urbana fondata sul ripensamento del rapporto fra territorio, produzione agricola e commercializzazione dei prodotti è l’obiettivo del progetto elaborato da Bhairavi Dhoot, Annie Roussou, Athanasia Vasdeki per l’area tra Edimburgo e Leith: le fasi del ciclo alimentare diventano strategia per la riqualificazione ecologica e sostenibile del territorio e della società.

 

I paesaggi urbani possiedono reti innate che, quando spazialmente connesse, generano scenari che rispondono dinamicamente a diverse condizioni fisiche, sociali ambientali ed economiche. Il progetto identifica un potenziale sito lungo la storica connessione tra la città di Edinburgo, patrimonio dell’umanità, e la sua controparte Leith, al fine di operare sopra i loro legami fisici tramite l’inserimento di una complessa rete sociale di Urbanistica del Cibo.

 

Il progetto utilizza la strategia del CPUL (Continuous Productive Urban Landscapes – Paesaggi urbani bio-produttivi) attraverso l’utilizzo di un corridoio urbano produttivo che connetta il locale con il sovralocale attraverso sistemi di vario tipo, quali ad esempio processi di intensificazione sociale ed ecologica, potenziamento della biodiversità, sistemi sostenibili di regolazione e drenaggio delle acque meteoriche.
In considerazione delle natura di tematiche di così larga scala, il progetto è suddiviso in quattro parti, al fine di permettere la creazione di un’esperienza consequenziale delle fasi di produzione di cibo, facilitazione, distribuzione e gestione lungo l’infrastruttura verde di progetto:

 

Fattoria urbana: realizzazione a scopo dimostrativo a sostegno della domanda di autonomia di cibo del quartiere attraverso tecniche di coltivazione ecologica intensiva, facilitando al contempo il rafforzamento ed il coinvolgimento della comunità locale.
Mercato comunale: un luogo di interazione tra i produttori e i consumatori di cibo basato su una politica di CSA (Community Supported Agriculture – Agricoltura sostenuta dalla comunità locale). Esso ha come scopo quello di generare nei consumatori “urbani” una piena consapevolezza del fabbisogno di cibo, sviluppando al tempo stesso legami duraturi tra comunità urbane e peri-urbane. La soluzione progettuale del mercato consegue dalla sua organizzazione spaziale; essa si risolve visivamente in involucri di varie dimensioni, che possono essere utilizzati per minimizzare requisiti di energia necessaria al suo funzionamento.
Il carattere architettonico-formale di tali involucri ne esprime la funzionalità, variando da strutture permanenti e massive fino ad arrivare a strutture leggere, persino effimere. Espressioni che riflettono il consumo stagionale di cibo, attraverso un cambiamento delle caratteristiche dello spazio fisico nell’arco dell’anno.
Centro di sviluppo dell’agricoltura urbana: un luogo di ricerca progressiva su tecniche di coltivazione di varia scala e tipologia, al fine di migliorarne la produttività.
Il progetto dell’edificio consiste in un riutilizzo raffinato delle strutture del viadotto esistenti; esso prevede lo sfruttamento di tecniche passive, quali la ventilazione naturale tramite l’effetto camino e la captazione indiretta di luce naturale sotto al viadotto, per mezzo di un singolo elemento architettonico.

 

Tutti i suddetti inserimenti nel continuum del corridoio verde permettono di percorrere ulteriori idee di sviluppo sociale ed economico, capaci di connettere l’agricoltura attraverso la nozione delle CPUL. Alcune di queste opportunità sono: la microdistilleria, il ponte, spazi aperti per mercati delle pulci, spazi per ciclismo su pista, ecc. Tali attività, economicamente e socialmente evolute, sono il frutto di relazioni simbiotiche tra la gestione di risorse aperte e chiuse e incoraggiano scambi collaborativi.
Il progetto, in conclusione, afferma che l’Urbanismo del Cibo costituisce a tutti gli effetti una infrastruttura sostenibile, e possiede un elevato potenziale di trasformazione dell’esperienza urbana.

 

Il progetto si è aggiudicato una Menzione d’Onore per la sezione “Progetti elaborati come Tesi di Laurea” alla nona edizione del Premio Internazionale Architettura Sostenibile, la cui cerimonia di premiazione si è tenuta lo scorso 25 giugno 2012 presso la Facoltà di Architettura di Ferrara.

 

Secondo il parere della giuria “la ricerca affronta con metodo e rigore l’analisi delle potenzialità di sviluppo di un’esperienza di trasformazione urbana fondata sul ripensamento del rapporto fra territorio, produzione agricola e commercializzazione dei prodotti alimentari. La concezione di una complessa rete di sinergie fra le varie fasi del ciclo alimentare diviene strategia per la riqualificazione ecologica e sostenibile del territorio e della società”.

 

SCHEDA PROGETTO

 

Embedding Food Urbanism

 

Studenti
Bhairavi Dhoot, Annie Roussou, Athanasia Vasdeki

 

Università
University of Edinburgh, Regno Unito

 

Facoltà
Edinburgh College of Art

 

Relatore
John Brennan

 

Correlatore
Lisa Moffitt

 

Anno Accademico
2010-2011

 

Nell’immagine di apertura, vista di una delle strategie per il progetto di Embedding Food Urbanism

 

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