Riqualificazione del paesaggio, progetto per il Parco dell’acqua di Terramar, Barcellona

Il progetto denominato Parco dell’acqua di Terramar è frutto della tesi di laurea sviluppata allo IUAV di Venezia da Cristian Ballarin e affronta l’importante tema del trattamento dell’acqua e della sua preservazione, proponendo un’interessante strategia di riqualificazione ambientale e funzionale dell’ambito fluviale del fiume Ribes, fra le città di Sant Pere de Ribes e Sitges, nei pressi di Barcellona.
La gestione dei corsi d’acqua, a causa degli sconvolgimenti climatici e della poca cura che l’uomo ha prestato recentemente al territorio che li ospita, è attualmente molto sentita da amministrazioni comunali e altri enti di tutela ambientale come azione di strategica importanza per la sicurezza ma anche il benessere di intere popolazioni.

 

L’area di progetto si trova lungo il tratto finale del fiume Ribes, tra la città di Sant Pere de Ribes e Sitges, nel municipio di Barcellona in Spagna. L’acqua diventa la vera e propria protagonista nel progetto per l’ex autodromo di Terramar, un’area, attualmente abbandonata, di circa ventiquattro ettari che ospiterà un grande parco sportivo distribuito nella parte est dell’autodromo.
L’idea progettuale alla base dell’intervento proposto è la volontà di creare un collegamento tra i due paesi attraverso un doppio percorso che costeggia il letto del fiume. La scelta di inserire due percorsi nasce dalla volontà di sfruttare i limiti estremi del fiume, ovvero i casi di siccità e i casi di inondazione; il primo percorso, definito come “permanente”, si trova a un livello superiore rispetto a quello del fiume; il secondo, invece, definito come “temporaneo”, si trova al livello del letto del corso d’acqua.
I due percorsi creeranno così degli spazi “ibridi” che, in base al livello dell’acqua, saranno sfruttati in modo sempre diverso dalle persone che frequenteranno il parco. Oltre ai percorsi, sono presenti altri due elementi importanti all’interno del progetto, ovvero i terrazzamenti e l’acqua.

 

I terrazzamenti, in base al loro impiego, diventano semplici terrapieni o veri e propri edifici. Essi sono costituiti da gabbioni in pietra che ricordano le vecchie architetture in conci lapidei edificati a secco molto presenti nella zona della Catalogna.
L’acqua, invece, è l’elemento che lega l’intero sistema del parco: sono state studiate delle soluzioni di protezione, nel caso di forti inondazioni, attraverso la realizzazione di vasche di contenimento e argini.
Nella parte ovest invece si realizzerà il parco dell’acqua in cui, attraverso un sistema di vasche per la fitodepurazione, si depureranno le acque provenienti dalle città vicine, utilizzate per creare un bacino balneabile. Il sistema è stato pensato in modo che le acque delle due città arrivino al depuratore attraverso il sistema di reti fognarie per essere poi trattate; successivamente passano alla vasca di contenimento e scendono verso la vasca di distribuzione, attraverso l’acquedotto. Arrivate al parco, inizia la fase successiva del trattamento che avviene in vasche di diversa capacità.
Uno degli aspetti più significativi del progetto risiede proprio nella diversificazione della vegetazione acquatica presente nelle vasche, utilizzata al meglio delle possibilità offerte da ciascuna specie vegetale. Così nella prima vasca troviamo i salici che grazie alle caratteristiche naturali delle radici forniscono un’iniziale depurazione e, successivamente, le acque entrano nelle vasche in cui si trovano piante galleggianti per poi arrivare alle vasche della vegetazione acquatica radicata.
Conclusa questa fase le acque passano attraverso un percorso a serpentina che facilita la depurazione e poi in una serie di vasche gradonate che ne favoriscono l’ossigenazione.
Il processo si conclude con il chador, una lastra inclinata in cui le acque subiscono un ulteriore miglioramento qualitativo grazie ai raggi ultravioletti del sole, quindi, finalmente depurate, possono essere utilizzate per creare un bacino balneabile.

 

 

Il progetto Parco dell’acqua di Terramar è risultato vincitore ex-aequo dell’ottava edizione del Premio Internazionale Architettura Sostenibile per la sezione “Progetti elaborati come tesi di laurea”, organizzato dalla Facoltà di Architettura di Ferrara in collaborazione con Fassa Bortolo, con la seguente motivazione: “All’interno del parco, l’utilizzo diversificato di piante autoctone viene sfruttato, in piena armonia con il luogo, sia come strumento di riqualificazione ambientale, sia come sistema di fitodepurazione utile al trattamento delle acque reflue provenienti dalle aree urbanizzate limitrofe, in piena armonia con il luogo. Le acque così depurate sono poi convogliate in un bacino balneabile a disposizione della comunità locale. La ricerca si pone inoltre come esemplificazione di riferimento per la riqualificazione ambientale e paesaggistica di altre aree del territorio”.
La giuria dell’edizione 2011 del premio ha visto la presenza di architetti di fama internazionale come Thomas Herzog, Francine Houben, Francisco Mangado e da due docenti della Facoltà di Architettura di Ferrara Nicola Marzot e Gianluca Minguzzi.

 

a cura di Luca Rossato

 

L’articolo completo e le immagini del progetto sono pubblicati nella e-zine n. 40 “PAESAGGIO/TERRITORIO”

 

 

Nell’immagine, render di progetto del Parco dell’acqua di Terramar, Barcellona. Vista delle vasche di depurazione. ©  Cristian Ballarin

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