Riqualificazione degli spazi pubblici nel centro storico di Mantova

Il progetto ad opera di VisArc Studio, vincitore del concorso di idee “Dalla stazione al lago. Riqualificazione di piazze e di luoghi pubblici della città” indetto dal Comune di Mantova, ambisce a mantenere la complessità delle preesistenti geometrie e giaciture storiche e a conservare l’integrità fisica e percettiva dei punti di riferimento monumentali in modo da attivare un processo di caratterizzazione formale degli spazi aperti, che concepisca l’arredo e il suolo urbano non come insieme di elementi isolati, ma in relazione alla scena urbana. L’intento è di promuovere la valorizzazione dei spazi pubblici come luoghi di qualità urbana e architettonica in grado di restituire una vitalità nuova, sia dal punto di vista sociale che aggregativo.

 

L’approccio adottato dai progettisti è partito dalla consapevolezza di non poter dare imposizioni ad un  contesto urbano così consolidato come quello del centro storico di Mantova. Di conseguenza sono stati esclusi modelli, preconcetti e ordini precostituiti, assumendo come punti nodali alcuni edifici storici del contesto.
Il progetto ha tentato di rappresentare il fluire di un fiume che, al suo passaggio, modella il paesaggio circostante, scavando e sollevando il tessuto tra gli elementi del costruito.
I segmenti di percorso generati da tale approccio sono “frammenti” di una rete che intrappola gli edifici storici di ogni singola piazza e che allo stesso tempo conduce il fruitore da una parte all’altra del percorso con continuità, costituendo un supporto dinamico, ma con caratteri identitari forti, in grado di promuovere nuovi utilizzi e nuove regole di fruizione degli spazi e degli edifici. Il complesso delle soluzioni scelte concorre a trasformare gli attuali parcheggi (che di piazza hanno solo il nome) in Piazze vere e proprie, dove le dimensioni e gli utilizzi rispondano alle necessità umane e non a quelle veicolari, al fine di definire nuovi rapporti con il centro storico e nuovi rapporti tra la comunità e gli spazi urbani.
A partire dai luoghi proposti dal bando di concorso, sono state evidenziate alcune aree su cui concentrare gli interventi: Stazione Ferroviaria e Vicolo Stabili; Piazze Carlo d’Arco e San Giovanni; Piazze Filippini, Virgiliana e Lago di Mezzo.

 

Fondali architettonici autorevoli a chiusura delle prospettive e improvvise aperture di campo a segnalare percorsi e scorci prospettici costituiscono la scena urbana del centro storico di Mantova. Il carattere minuto e quasi intimo degli spazi urbani si contrappone a una strategia di costruzione della città di grande respiro.
La combinazione dei singoli episodi progettati tenta di dare risposta ad esigenze complesse rinunciando ad una aggregazione semplicemente seriale in favore di una rete integrata di rapporti di complementarità tra gli elementi.
In un gioco contrappuntistico vengono così a coesistere chiusure e aperture degli spazi, discese e salite, percorrenze e spazi di sosta articolati secondo leggi non distanti da quelle che regolano il circostante ambiente della città storica.
Rigenerare il tessuto urbano e sociale delle piazze proposte dal bando significava necessariamente ridisegnare lo spazio con maggior attenzione per la sosta delle persone più che dei veicoli, garantendo comunque l’accesso in occasioni particolari, quali manifestazioni o eventi periodici.
L’ipotesi progettuale ha tentato di evidenziare quella struttura di strada-piazza tipica dei modelli insediativi delle città di pianura nate lungo le vie di comunicazione. Il progetto è stato inteso come occasione per ricostruire una sequenza percettiva di percorsi in grado di ridurre il forte sbilanciamento tra tessuto minuto storico, trame dei percorsi, tracciati antichi e improvvisi “vuoti” urbani. Un’operazione di ricucitura urbana, che prende le mosse proprio dai caratteri consolidati ma anche dagli aspetti più frammentati.
Da un’analisi della conformazione urbanistica dell’area di concorso è emerso che alcune connessioni stradali del centro storico si presentavano sinuose, fatte di leggeri cambiamenti di direzione, nel rispetto del costruito che testimonia la stratificazione delle varie epoche dal Medioevo ad oggi.
La qualità urbana attuale è fatta proprio di queste piccole metamorfosi del costruito, puntuali, non derivanti da un piano unitario ma caratterizzate da una spazialità complessa e a volte casuale, pur sempre rimandando a viste prospettiche su edifici di pregio storico-architettonico.
L’impostazione della proposta di progetto rispecchia e integra questi “frammenti” di percorso e rende possibile il dialogo tra gli edifici.

 

 

Nell’immagine, render del progetto per Piazza Carlo d’Arco, Mantova. VisArc Studio

 

 

Leggi l’articolo completo e altri correlati al tema degli spazi pubblici nella e-zine n. 29 “Urbano”

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