Rinnovabili. Il Convegno di Ises Italia e l’elevato interesse del paese intorno alla questione dell’efficienza energetica

“Le finanze, le regole, l’industria: cosa occorre perché le rinnovabili diventino sempre più una realtà economica” è il Convegno promosso da ISES Italia e conclusosi a Roma a fine marzo. Emilio Cremona, Presidente del GSE, ha dichiarato che le rinnovabili sono fondamentali per il rilancio dell’industria nazionale: cento miliardi di euro è infatti il fatturato complessivo delle aziende che hanno aderito al portale del GSE Corrente.it e 200.000 sono gli occupati nel settore: è possibile quindi arrivare a una “filiera concreta, che opera in un mondo reale governato da regole certe”, sostiene Cremona. Cosa che, a quanto pare, il Governo non ha intenzione di capire.

 

Il Presidente di ISES ITALIA, G.B. Zorzoli ha illustrato gli orientamenti in termini di capacità installata e di obiettivi al 2020 dei Paesi dell’Unione Europea. L’Italia è ancora troppo debole e poco ambiziosa rispetto al resto dell’Europa. Gli interessi di chi non si occupa di rinnovabili sono troppo importanti e ingombranti perchè il nostro paese possa prendere un’altra via. “Realizzando gli obiettivi del Piano di Azione Nazionale – ha dichiarato Zorzoli – la domanda di gas al 2020 sarebbe del 21,8% inferiore e quella di gasolio del 22,5, con grande beneficio per la nostra sicurezza nazionale, ma creando problemi ad altri settori economici, che vanno affrontati a livello politico”.

 

Consigliere di ISES ITALIA, Paolo Tabarelli De Fatis, ha sottolineato che il Decreto Romani è solo l’ultima delle azioni che hanno provocato momenti critici: “Prima l’articolo 45 del DM 122, poi il TICA, infine il Decreto che decide l’abbandono del sistema di CV, introduce un sistema regolatorio per gli impianti esistenti o completati entro il 2012 (di cui si conosceranno i termini tra 6 mesi) e istituisce un sistema di aste per gli impianti che saranno realizzati a partire dal 2013”. Questa situazione ha messo in stand by le banche straniere, in attesa di decreti attuativi, e fa procedere con sospetto quelle italiane.
Secondo Marco Pigni, di APER, il Decreto rappresenta un’ulteriore episodio dell’attacco al settore, in atto già da tempo: “Finché la grid parity non sarà raggiunta le rinnovabili avranno bisogno di un sistema di sostegno coerente con l’evoluzione tecnologica e con valori ben distinti per taglie e per fonti”.

 

L’auspicio condiviso? Che ci sia quanto prima l’emanazione dei decreti attuativi, sui cui si deve agire per rendere le rinnovabili sempre più una realtà economica, nel tentativo di inserire elementi di coerenza per tutto il comparto e contemporaneamente fare riferimento al PAN. E’ necessario guardare al settore nel suo insieme e non alla singola tecnologia. Senza una visione generale e più ampia dell’energia l’Italia potrebbe perdere anche il suo fondamentale ruolo di ponte acquisito nel Mediterraneo, lasciandosi scappare un’occasione di rilancio industriale strategica. Bisogna pretendere che il Governo chiami ufficialmente attorno a un tavolo tutti i portatori di interesse, sia quelli a favore sia quelli contro le rinnovabili.

 

L’interesse e l’attenzione sul tema crescono sempre più e crescono sempre più i momenti di discussione sul tema, i workshop mirati: le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica per le imprese piemontesi è il tema dell’incontro in programma questa mattina a a Verbania.
Di sicuro , possiamo dire una cosa: le rinnovabili piacciono molto, nonostante la campagna di disinformazione in atto. La maggior parte dei partecipanti alle conferenze e ai workshop è ben disposta verso le energie rinnovabili, ma arriva con le idee confuse per il bombardamento mediatico. In particolare, il fotovoltaico piace moltissimo: si può produrre energia elettrica sul tetto di casa? Si può smettere di pagare la bolletta all’ENEL? Tutti sono attirati da queste possibilità.
La tecnologia migliore trionferà nonostante la campagna che si sta facendo contro le rinnovabili?

 

a cura di Giacomo Sacchetti

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