Rilancio infrastrutture, un nuovo decreto sotto al sole estivo

Si dice sia in arrivo un decreto legge per il rilancio delle opere pubbliche attraverso iter burocratici più snelli e la riduzione dei costi. Quando? Quest’estate. Quando saremo in volo verso le mete più svariate, o quando comunque saremo stesi a rilassarci sull’amaca nel nostro giardino (o sul nostro divano) pensando alle mete raggiunte dagli altri e non da noi (sigh!) i Ministri della Repubblica saranno al lavoro…

 

Altero Matteoli, insieme a Giulio Tremonti, ha incontrato i protagonisti del settore delle infrastrutture in un vertice a Milano. A cosa puntano? Rilanciare le opere pubbliche, snellire le procedure burocratiche, dare certezze agli operatori, tagliare i costi.
I costruttori si sono mostrati favorevoli alle misure allo studio del Governo per il rilancio delle infrastrutture. Il decreto legge a tal proposito sarà, si dice, varato per l’estate. C’è già una base: 136 pagine che contengono 89 proposte elaborate dal ministero delle Infrastrutture insieme alle fondazioni Astrid, Italiadecide e Respublica.

 

Quali potrebbero essere le decisioni?
Il decreto legge potrebbe contenere norme sulle verifiche degli avanzamenti e per velocizzare gli appalti e razionalizzare i controlli, limiti stringenti alle offerte anomale puntando maggiormente sul contraente generale. Il provvedimento potrebbe poi introdurre un tetto complessivo alle spese per gli interventi, una rigida selezione all’ingresso e il rispetto rigoroso del cronoprogramma, con nuove procedure per l’affidamento delle opere in modo da rendere più snello tutto il processo e coinvolgere di più i privati.

 

Il decreto legge potrebbe portare alla riforma dell’art. 117 della Costituzione (che spiega in quali campi lo Stato ha legislazione esclusiva). Si prevede l’attribuzione al Cipe di pieni poteri sulle priorità infrastrutturali strategiche, l’incentivazione del project financing e l’introduzione di un tetto alle opere compensative (il 2% del valore complessivo) e alle opere di mitigazione ambientale.

 

Aspettiamo l’estate, vediamo cosa succede… il decreto arriverà?

 

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