Rigenerazione urbana, un modello di riqualificazione sostenibile a Lentate sul Seveso

Il progetto di rigenerazione urbana dell’area ex-Schiatti a Lentate sul Seveso, Monza-Brianza, di Chiara Cortinovis, Roberto Adami e Dan Vavassori riqualifica un’area industriale abbandonata fornendo al comune un nuovo centro urbano caratterizzato dal mix funzionale inclusivo, dall’accessibilità e qualità degli spazi pubblici e dall’innovazione tecnologica ed energetica dell’intervento.
Il progetto è terzo classificato dell’ottava edizione del Premio IQU Innovazione e Qualità Urbana, categoria Rigenerazione e recupero urbano, sezione Nuovi utilizzi e progettazioni, premiati lo scorso 23 marzo 2013, al Salone del Restauro di Ferrara.

 

Il progetto, realizzato in occasione di un concorso, parte dalle problematiche collegate alle condizioni della viabilità e dalla volontà di creare un “polo” istituzionale con una piazza come elemento centrale di relazione tra le funzioni pubbliche presenti e da inserire.
La presenza di un complesso di edifici dismessi e in stato di degrado ha rappresentato un’occasione per intervenire sul costruito senza consumare suolo e proponendo modelli di alta efficienza energetica e funzionale. Il progetto prevede la demolizione di tutti gli edifici preesistenti considerandone la scarsa permeabilità e il fatto che se da un lato il mantenimento di tutti gli edifici non sarebbe stato sostenibile da un punto di vista urbanistico e architettonico, dall’altro una parziale demolizione sarebbe stata con tutta probabilità una scelta problematica dal punto di vista funzionale e molto vincolante dal punto di vista architettonico.
Il progetto punta alla realizzazione un quartiere attrattivo, attraverso edifici multifunzionali e aree caratterizzate da una destinazione d’uso prevalente. In particolare la maggior parte degli edifici presenta un piano terra più pubblico che comprende gli spazi commerciali o dedicati agli uffici e i piani superiori residenziali. Attorno alla piazza dell’Innovazione si concentrano edifici dedicati esclusivamente ad uffici e ad attività particolari quali sedi di associazioni, incubatori di impresa, locali per corsi di formazione. L’auditorium rappresenta il fulcro architettonico e spaziale dell’intero progetto ed è collocato in posizione centrale e prevede spazi a fruizione quotidiana, come il bar/ristorante, e locali flessibili e destinabili a numerose attività.

 

Obiettivo principale è riconfigurare la viabilità, il sistema dei parcheggi e la rete della mobilità lenta. Per garantire il traffico di attraversamento in senso nord-sud dell’area è stata prevista una strada interrata che permette di separare i percorsi ciclopedonali da quelli automobilistici e che conduce ai parcheggi privati e ai parcheggi pubblici. Una rete di percorsi pedonali attraversa l’area individuando un asse diagonale principale e due percorsi trasversali ad esso. Per realizzare un sistema di spazi pubblici capillare e interconnesso con il tessuto urbano esistente e di progetto sono stati previsti quattro spazi pubblici principali diversificati per funzione (piazza dell’Innovazione, piazza del Commercio, piazza dello Spettacolo e piazza delle Istituzioni) lungo i due percorsi diagonali di progetto, un’area centrale su cui affacciano gli edifici più residenziali, un parco pubblico e degli orti.
La prima piazza si caratterizza per la presenza di uno specchio d’acqua e della ciminiera a cui viene assegnata una nuova funzione tecnologica. La seconda si configura, con sedute e tettoie, come uno spazio di relazione ampio e interfacciato con i principali servizi commerciali. La terza piazza è strettamente legata sia funzionalmente sia architettonicamente con l’edificio dell’auditorium, configurandosi come una sua estensione che si trasforma in spazio pubblico. La quarta piazza è invece la più grande e su di essa si affacciano gli uffici del Municipio, gli uffici privati e l’edificio dell’auditorium.

 

Le quattro piazze sono collocate agli estremi dei principali assi pedonali e ne caratterizzano la fruizione: le piazze dell’Innovazione e delle Istituzioni rappresentano i due ingressi principali al quartiere, sul percorso principale, mentre le piazze dello Spettacolo e del Commercio si attestano sulla via pedonale trasversale al percorso principale. Rispetto al carattere architettonico una strategia di progetto è stata quella di prevedere la realizzazione di edifici con caratteristiche di modernità evidenti per definire una precisa identità del nuovo quartiere.

 

Il pensiero progettuale non si concentra quindi solo sul singolo elemento ma comprende la possibilità di massimizzare i comportamenti di risparmio energetico attuando strategie “di quartiere” e realizzando una rete tecnologica tra gli edifici.
Il progetto propone un modello di riqualificazione “sostenibile” dove questa caratteristica è stata declinata in tutti i suoi possibili aspetti, da quello energetico a quello sociale ed economico. Il risultato è un quartiere per tutti in cui gli spazi e le funzioni diversificate permettono di accogliere differenti tipologie di utenza, generando meccanismi dinamici che lo rendono un nuovo polo attrattivo di riferimento per tutto il comune.
Una centrale di biomassa che possa produrre energia elettrica per il quartiere, un sistema di raccolta delle acque meteoriche, lampioni auto-alimentati da pannelli fotovoltaici e moduli fotovoltaici sulla copertura degli edifici e messa in rete della produzione in eccesso sono alcune delle caratteristiche di sostenibilità proposte dal progetto.


SCHEDA PROGETTO
Rigenerazione urbana dell’area ex-Schiatti


Localizzazione
Lentate sul Seveso, Monza-Brianza


Committente
Associazione Martiri di Brescia


Progettisti
Chiara Cortinovis, Roberto Adami e Dan Vavassori


Cronologia
progettazione: 2011-2012

 

Nell’immagine di apertura, riqualificazione urbana dell’area ex-Schiatti a Lentate sul Seveso, vista del percorso centrale diagonale

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