Rigenerazione urbana partecipata, il progetto Fountainbridge per la città di Edimburgo

Il progetto Fountainbridge è una delle iniziative di rigenerazione urbana più ambiziose e importanti della città di Edimburgo, finalizzate allo sviluppo di un’area dell’estensione di 45.000 metri quadri lungo l’Union Canal. Il sito, ex sede della North British Rubber Company e più recentemente della Scottish and Newcastle Brewery, ha un interessante passato come area industriale urbana. La città, nel tempo, si è sviluppata attorno a quest’area, ora adiacente al quartiere degli affari e dei centri congressi di Edimburgo così come a una serie di quartieri residenziali.

 

Il progetto Fountainbridge offre l’opportunità di creare un nuovo comparto urbano, caratterizzato da diverse funzioni e destinazioni d’uso, valorizzando l’accesso al corso d’acqua dello Union Canal, creando nuove aree residenziali nel centro della città e spazi di lavoro, cultura e tempo libero.

 

Lo studio 7N Architects ha elaborato il masterplan complessivo dell’intervento secondo una strategia di sviluppo integrato. Scopo del progetto di rigenerazione dell’ex area industriale è di valorizzare gli spazi lungo il canale, creare spazi aperti e percorsi pedonali e ciclabili come tessuto connettivo di un intervento che prevede la realizzazione di trecentocinquanta abitazioni, uffici, un albergo, spazi commerciali lungo il canale e una caffetteria.

 

In fase di elaborazione del progetto, lo studio ha lavorato a stretto contatto con la comunità locale al fine di tradurre nel masterplan del nuovo spazio urbano le aspirazioni e le opinioni dei residenti, utilizzando un modello partecipativo basato sull’esperienza di città come Amsterdam e Copenhagen nella speranza di innescare un miglioramento economico con ricadute a lungo termine.


Ewan Anderson, Partner di 7N Architects, ha dichiarato: “Questo progetto può rivelarsi un nuovo modo di ‘fare città’ in Scozia, un modello che si allontana dagli investimenti a breve termine e punta su investimenti strategici a lungo termine per realizzare luoghi di qualità che possono portare benefici alla città negli anni a venire. Il merito del gruppo EDI e della Municipalità di Edimburgo è quello di aver intrapreso questo importante e audace passo in un sito chiave per la città e per aver affidato alla comunità locale un ruolo centrale nel processo di partecipazione”.


a cura di Federica Maietti


Per ulteriori informazioni
www.7narchitects.com

 

Nell’immagine di apertura, vista del progetto Fountainbridge, Edimburgo. ©7N Architects

 

— english text

The Fountainbridge project is a key initiative by the City of Edinburgh and their development company EDI to develop a pivotal, 11.5 acresite by the Union Canal.


Fountainbridge, former home to the North British Rubber Company, and more recently Scottish and Newcastle Brewery, has an interesting history as a site of city centre employment and industry. As the city has changed around it, it is now adjacent to Edinburgh’s business and conference district as well as established central residential neighbourhoods. It presents an opportunity to create a successful, mixed-use part of Edinburgh, celebrating access to the canal, as well as creating more city centre homes, places to work and places for culture and enjoyment.

 

7N Architects are currently developing the masterplan for the site as an integrated placemaking and development strategy, where they plan 350 homes, a range of workspaces, a 130 room hotel, canalside retail and café space and two arts buildings. The intention for the former industrial zone is to offer “enhanced canalside features, open space and paths for both pedestrian and cycle use”.

 

In order to develop the plan, 7N Architects worked extensively with the local community, modeling their designs on the aspirations and feedback of local residents. This model was based on the methods used in cities such as Amsterdam and Copenhagen, and the architects hope that it will lead to long term economic improvement.


Ewan Anderson, Partner at 7N Architects, said: “This project can prove the case for a new way of city making in Scotland. One that moves away from short termism to long term civic investment in making quality places that can benefit the city for years to come. The EDI Group and the City of Edinburgh Council should be applauded for taking this bold step on this key site and for giving the local community such a central role in the design process.”

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