Rigenerazione urbana, Montenegro: la Casa della Rivoluzione

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È stata annunciata lo scorso 11 marzo la vittoria del primo premio, assegnato al team composto da SADAR+VUGA, HHF architekten e dal consulente locale Archicon, al concorso per l’adeguamento e ricostruzione della Dom Revolucije (Home of Revolution). L’edificio esistente è stato originariamente progettato per rappresentare la struttura socio-politica di Nikšić, Montenegro, e della Jugoslavia stessa. Dal punto di vista funzionale, avrebbe dovuto contenere un memoriale ai soldati caduti, un teatro, una scuola di musica e diverse funzioni sociali. La proposta di progetto parte dalla struttura esistente e, con una serie di interventi puntuali, realizza una nuova infrastruttura che reinventa lo spazio urbano.

In occasione del 30° anniversario della liberazione di Nikšić, l’Assemblea comunale ha votato per costruire un memoriale per i combattenti caduti per la libertà e la rivoluzione socialista: la Dom revolucije (Casa della Rivoluzione). Il progetto doveva essere un ibrido architettonico che rappresentasse la struttura socio-politica di Nikšić. Marko Mušič, architetto sloveno, è stato scelto per la realizzazione del progetto. La costruzione è iniziata il 18 settembre 1978, e dopo undici anni i lavori sono stati sospesi. Dopo 27 anni in cui l’edificio giace come un guscio incompiuto nel mezzo del tessuto urbano di Nikšić, il Concorso per l’adeguamento e la ricostruzione è l’occasione per la trasformazione della Dom revolucije e di Nikšić stessa.

È stato deciso che l’intervento principale avrebbe dovuto essere quello a servizio della città e dei suoi abitanti, un “attivatore” sociale a simboleggiare i cambiamenti odierni. Una serie di indagini hanno stabilito che il tentativo di completare la megastruttura esistente non avrebbe funzionato, e che un progetto del genere sarebbe stato adatto a una città dieci volte le dimensioni di Nikšić. La strategia adottata ha quindi assunto l’edificio esistente come punto di partenza per interventi minimi che avrebbero potuto sviluppare un nuovo tipo di spazio urbano.

Attraverso l’introduzione di un grande parcheggio sotterraneo, a Dom revolucije diventa un’infrastruttura urbana e un ingresso alla città, consentendo alla zona storica di diventare pedonale e liberando superfici urbane per caffè all’aperto, percorsi pedonali e spazi gioco per i bambini. I visitatori che arrivano in automobile sono liberi di entrare nella Dom e di esplorare gli spazi sociali collocati a nord, o di uscire sul lato sud e visitare la città.

Trattando la struttura esistente come un vero e proprio urbanscape piuttosto che come un edificio, HHF e SADAR+VUGA hanno elaborato una strategia 10/20/70: il 10% della superficie riguarda gli spazi da “acclimatare” e che hanno funzioni definite tutto l’anno; questo si traduce in tre forme di plugin che potrebbero essere inseriti all’interno della superficie coperta esistente. Questi nuovi “oggetti” comprendono una caffetteria, uffici per il coworking, gallerie e laboratori didattici. Il linguaggio di questi nuovi spazi è pragmatico e la loro volumetria risponde alle forme architettoniche adiacenti. Il 20% si riferisce alla promenade, un percorso che interseca l’edificio da nord a sud, e da est a ovest, che collega il parco circostante con le nuove funzioni e il parcheggio sotterraneo. Gli spazi adiacenti lungo la passeggiata verranno riqualificati e messi in sicurezza, ma le funzioni sono lasciate indefinite e flessibili, cambiando a seconda delle stagioni e delle esigenze degli utenti stessi. Il 70% è occupato da quegli spazi sicuri e protetti, ma non riqualificati. Questi spazi non sarebbero utilizzati su base giornaliera, ma potrebbero essere resi disponibili in occasioni speciali.

Il vantaggio di questo approccio è che è flessibile, economicamente gestibile e sostenibile. Questa strategia ha la capacità di affrontare l’attuale ambiente socio-politico di Nikšić, senza screditare l’architettura esistente e senza ignorare il suo passato. La nuova strategia abbraccia le qualità dell’architettura esistente dove essa è pragmatica, la riqualifica dove non è in sicurezza, e interviene dove è necessario.

a cura di Federica Maietti

SCHEDA PROGETTO
Dom Revolucije

Concorso internazionale | 1° premio

Localizzazione
Nikšic, Montenegro

Committente
Ministry of Sustainable Development and Tourism Montenegro

Progettisti
SADAR + VUGA e HHF Architekten

Superficie
21,738 mq

Per ulteriori informazioni
hhf.ch

Nell’immagine di apertura, vista da sud-est della Dom Revolucije e del paesaggio circostante

 

— english text

On Friday, March 11 it was announced that SADAR+VUGA, HHF architekten and local consultant Archicon received first prize for their proposal for the competition Adaptation and Reconstruction of Dom Revolucije (Home of Revolution). The existing structure was originally planned to represent the socio-political structure of Nikšić, Montenegro and Yugoslavia itself. Functionally it would have contained a memorial to the fallen soldiers, a theatre, a music school and various social functions. The proposal takes the existing architecture as a starting point and with pragmatic interventions, the new infrastructure reinvents the urban space.

On the 30th anniversary for the liberation of Nikšić, the Municipal Assembly voted to build a memorial to the fallen fighters for freedom and the socialist revolution; Dom revolucije (the Home of Revolution). The project was intended to be an architectural hybrid that would represent the socio-political structure of Nikšić. Marko Mušič, a Slovenian architect, was chosen to design the project. Construction started on the 18th of September 1978, and after eleven years of construction, works were suspended. After sitting 27 years as an uncompleted shell in the middle of the urban fabric of Nikšić, the ‘Competition for the Adaptation and Reconstruction for the Home of Revolution’ is an opportunity for the transformation of the existing building and Nikšić itself.

It was decided that the main intervention should be one that would serve the city and its residents, a social activator that would represent today’s changing conditions. Through analysis and local consultation it was determined that trying to complete the existing megastructure would not work as such a project would be suited to a city more than ten times Nikšić’s size. Therefore, a strategy was developed which could take the existing built structure as a starting point, and with minimal interventions and insertions a new type of urban space could be developed. With the introduction of a large underground parking, Dom becomes an urban infrastructure making it a gateway into the city. It allows the old city to become pedestrian friendly, and frees the urban surfaces for café seating, pedestrian exploration and playground for children. The visitors who arrive by automobile are free to enter Dom and explore the social spaces to the north, or to exit to the south and explore the city beyond.

By treating the existing structure as an urbanscape rather than a building, HHF and SADAR+VUGA developed a 10/20/70 strategy. The 10% refers to spaces that would be acclimatized and have year-round defined functions. This is manifested in the form of three plugins which could be inserted inside the existing covered urbanscape. These inserted objects contain a cafe, coworking office and gallery spaces, and educational workshops. The language for these plugins is pragmatic and their volumetrics respond to the adjacent architectural forms.

The 20% refers to the promenade which transects the building north to south and east to west. The promenades connect the exterior landscape (Dom Park), the interior plugins, and the access to the underground parking infrastructure. The adjacent spaces along the promenade would be renovated and made safe, but the functions are left undefined and flexible, changing according to the seasons and the users themselves. The 70% are those spaces which are safe and secured, but not renovated. These spaces would not be used on a daily basis, but could be made available for use on special occasions.

The advantage of this approach is that it is flexible, affordable, and sustainable. This strategy has the ability to address the current socio-political environment of Nikšić, without discrediting the existing architecture and without being ignorant to its past. The new strategy is one that embraces the qualities of the existing architecture where it is pragmatic, covers it where it is dangerous, and intervenes where it is needed.

From the Architects

PROJECT DATA

Dom Revolucije
International competition

Location
Nikšic, Montenegro

Client
Ministry of Sustainable Development and Tourism Montenegro

Architects
SADAR + VUGA and HHF Architekten

Building area
21,738 mq

For further information
hhf.ch

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