Riforma dei lavori pubblici, anni di NIENTE ci han portato al collasso

Il quadro normativo sui lavori pubblici, compromesso dalle modifiche sovrapposte nel corso degli anni, oggi non garantisce niente: nè i principi di qualità, né quelli di accessibilità, di trasparenza e di economicità che dovrebbero essere i cardini su cui fondare il settore.

 

Siamo a un punto morto. Per almeno tentare di uscirne, la Rete delle Professioni Tecniche ha scritto un documento che contiene una serie di correttivi per superare i problemi più evidenti del Codice dei Contratti e del Regolamento di attuazione e per avviare il processo di allineamento della normativa nazionale alla nuova direttiva appalti approvata non da molto dal Parlamento Europeo (il 15 gennaio), che dovrà essere recepita dagli Stati membri entro i prossimi due anni.

 

Quindi, c’è fretta. Ecco cosa la RPT ha deciso:
– aprire il mercato dei lavori pubblici;
– promuovere un più facile affidamento dei servizi di architettura e ingegneria ai liberi professionisti;
– garantire maggiore qualità delle prestazioni professionali;
– regolamentare in modo più chiaro ed efficace ruoli e diritti del professionista;
– rilanciare il concorso di progettazione, quale strumento di selezione;
– garantire maggiore trasparenza nelle gare per l’affidamento di servizi di architettura e ingegneria.

 

Tutti i dettagli del documento si trovano qui.

 

Quanti anni sono che è necessaria una riforma dei Lavori Pubblici in Italia? Sono state fatte molte porcate (che sono peggio di NIENTE in realtà) e ora, solo dopo che il Parlamento Europeo ha emanato la nuova direttiva appalti, ci muoviamo. Quindi, che l’Europa non sia anche uno stimolo! E non solo, come dicono alcuni, solo un gruppo di cattivi che tendono se possono a farci soffrire le pene dell’inferno. Peccato che solo in Italia le forze antieuropeiste abbiamo subito un STOP VIOLENTO alle ultime elezioni europee, perché in alcuni casi le direttive europee servono a smuovere le acque in paesi-stagno come il nostro, e questi suoi poteri andrebbero potenziati e concretizzati più spesso, perchè aiutano i paesi. Poi, se noi non combiniamo nulla, è colpa nostra.

 

Il rapporto tra i professionisti tecnici e gli appalti pubblici è da definire e regolamentare perché oggi non c’è qualità, non c’è sicurezza e il ruolo del progetto è stato buttato nel fango. Vediamo cosa sapremo fare in Italia. Teniamo in considerazione che da poco si è verificato il casino EXPO 2015, che dovrebbe darci la Sveglia definitiva. Bella figura, che abbiam fatto. Più che NIENTE in Italia si fa MALE e l’Europa in questo caso ci dà un’occasione, che dovremmo sfruttare, anche solo per vergognarci un pò meno. Ogni paese dell’Unione ha qualcosa di cui vergognarsi, si Salvini, però noi abbiamo anche questa questione degli Appalti di cui dobbiamo vergognarci molto. Facciamo qualcosa e non bolliamo tutto con un BRUXELLES LADRONA.

 

a cura di Enrico Patti

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