Restauro, il progetto di consolidamento della cattedrale di San Cerbone a Massa Marittima

Il progetto La cattedrale di San Cerbone a Massa Marittima: storia, sicurezza e conservazione, di Francesco Spandre, Università di Pisa, Dipartimento di Ingegneria Edile-Architettura, ha vinto la Medaglia d’Oro ex-aequo alla quinta edizione del Premio Internazionale Domus “Restauro e Conservazione”, dedicato ai progetti elaborati come Tesi di Laurea, Master e Dottorato di Ricerca.

 

Il progetto affronta lo studio della cattedrale di San Cerbone a Massa Marittima, illustre testimonianza del romanico Toscano anche grazie al completamento nella zona presbiteriale eseguito da un maestro che, ormai quasi unanimemente, è stato identificato in Giovanni Pisano. Il lavoro ha seguito un approccio di tipo multidisciplinare, finalizzato alla comprensione del monumento e quindi al progetto di restauro.

 

L’attenta fase conoscitiva muove da un accurato rilievo architettonico dello stato di fatto e da un’ampia ricerca storica, documentaria e bibliografica, integrata dalla lettura critica dei paramenti murari e dagli studi proporzionali degli apparati plastici e architettonici. Ciò ha permesso di formulare alcune ipotesi sulla sequenza delle fasi e delle principali vicende costruttive della fabbrica fino ai giorni nostri, con l’individuazione degli antichi dissesti e degli interventi di consolidamento. L’interpretazione degli attuali sintomi di dissesto e fenomeni di degrado e la comprensione delle principali patologie dell’edificio discendono dall’analisi conoscitiva e si avvalgono anche di modelli di calcolo di porzioni dell’edificio, messi a punto per simularne il comportamento statico e sismico.

 

Il progetto di consolidamento dell’edificio con il restauro dei paramenti murari costituisce dunque la naturale conclusione del lavoro, nonché sintesi critica della conoscenza acquisita. In particolare, gli interventi di consolidamento strutturale proposti eliminano le debolezze statiche e migliorano la sismo-resistenza dell’edificio, assicurando la conservazione del monumento nel rispetto del suo valore storico artistico.

 

A loro volta, gli interventi sulle superfici, che prevedono la pulitura e la puntuale scialbatura con malta di calce delle porzioni disomogenee, rendono alla cattedrale l’originaria uniformità cromatica del travertino, preservando la lettura delle diverse tessiture murarie e quindi garantendo la salvaguardia della complessa stratigrafia riscontrata.

 

Secondo il parere della giuria della quinta edizione del Premio Domus, “la tesi, partendo da un accurato rilievo architettonico e da una rigorosa ricerca storica, integrata dalla puntuale osservazione critica delle apparecchiature murarie, fornisce nuovi spunti di riflessione sulle vicende costruttive e sugli antichi dissesti statici. Il progetto di restauro propone da un lato una serie d’interventi, molto calibrati, atti a migliorare le debolezze statiche e la resistenza sismica dell’edificio, utilizzando modelli di analisi strutturale; dall’altro lato propone un’attenta pulitura delle superfici unita alla ricerca di una omogeneità figurativa della superficie lapidea, ottenuta attraverso una raffinata velatura delle porzioni disomogenee. L’edificio è, dunque, considerato nella sua organicità ed appare con chiarezza il metodo didattico esperito, il quale pone la conoscenza storica e materica alla base di ogni scelta operativa”.


Per ulteriori informazioni
www.premiorestauro.it

 

Nell’immagine, vista del progetto di consolidamento della cattedrale di San Cerbone a Massa Marittima, di Francesco Spandre, vincitore della Medaglia d’Oro ex-aequo alla quinta edizione del Premio Domus Restauro e Conservazione

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