Restauro, il centro storico di Comacchio

L’oggetto è il nucleo storico di Comacchio, zona fortemente caratterizzata dalla presenza dei canali; un luogo magico, con proporzioni da “città in miniatura”: fronti con un’altezza media di 6,5 metri, ponti senza balaustre e canali a bassa profondità.
La Comacchio minore, con la selva delle umili case di un tempo, è un piccolo gioiello da mostrare senza esuberanze scenografiche, per preservarne, valorizzandolo, il carattere di intimità; la presenza di stradine, vicoli e sottoportici che convogliano sui canali in maniera improvvisa, generando a sorpresa effetti di chiaroscuro, dovrebbero essere leggibili anche durante le ore serali, quando si accendono le luci.

La città è dunque un “luogo totale” e non un insieme di monumenti da distinguere, per cui l’interesse dei progettisti in primis è stato rivolto ai lunghi fronti delle abitazioni comuni.
Il primo importante interrogativo ha riguardato la tipologia di apparecchio illuminante da inserire in questo contesto. Per assecondare l’andamento dei prospetti, senza interromperli e spezzarli a metà facciata con elementi troppo appariscenti di giorno e di notte, si è scelto di collocare i corpi luminosi sottogronda.
Riproporre una tipologia riconducibile alle lanterne tradizionali avrebbe determinato una soluzione compositiva palesemente fuori scala e troppo invasiva durante il giorno. Si è preferito quindi proporre una lettura del contesto attraverso un approccio contemporaneo, utilizzando apparecchi di dimensioni contenute e poco “disegnati”.

La sorgente luminosa prescelta, Cosmopolis Cosmowhite, è una tecnologia innovativa che offre una buona percezione tridimensionale senza falsare troppo il contesto, particolarmente idonea all’arredo urbano e al riconoscimento di volti e colori. Si tratta di una lampada a scarica di basse potenze ed alta efficienza luminosa a luce bianco calda; la potenza prescelta è la più bassa, 45W con un flusso luminoso di 4300 lumen e con temperatura colore 2720°K. L’apparecchio illuminante, disegnato appositamente per questa particolare sorgente, presenta una forma molto semplice, dimensioni minime e un’ottica adeguata alla nuova lampada, simile alle ottiche impiegate per l’illuminazione stradale; il doppio corpo è molto compatto e si inserisce in maniera poco impattante al di sotto delle linee di gronda. L’involucro che contiene l’alimentatore mantiene l’ottica a una distanza minima dalla parete, tale da rendere il prospetto vitale, colpendolo con la luce in maniera morbida e senza sporcarlo; per ottenere questo effetto viene effettuata un’apposita schermatura sulla parte di vetro più vicina al muro. I calcoli illuminotecnici hanno individuato un’interdistanza media tra gli apparecchi di circa 7,00 metri, corrispondente approssimativamente a due volte l’altezza media di installazione.

La particolare concezione illuminotecnica “per punti” rappresenta un chiaro riferimento alle atmosfere urbane del passato, ai periodi in cui la luce era intesa come festa, quando le immagini votive e i lumini dedicati, davanti alle madonne delle strade e ai tabernacoli d’angolo, servivano anche a produrre luce.
Per conferire all’intervento una maggiore suggestione, in alcuni di questi punti si è deciso di utilizzare il colore blu, ad esempio in corrispondenza di alcuni incroci e sulla fedele ricostruzione storica della barca che fa da protagonista nel canale Maggiore durante le ore diurne. Sotto le grondaie è stato utilizzato lo stesso corpo illuminante equipaggiato con sorgenti a LED blu, mentre sulla barca l’apparecchio è costituito da un piccolo proiettore di forma circolare e di dimensioni contenute. I ponti, in prossimità dei quali anche in passato veniva accentuata l’illuminazione, sono stati illuminati con apparecchi lineari a tecnologia LED, posizionati all’intradosso delle arcate in muratura che si specchiano sull’acqua.
Il blu è un colore “seducente, che tranquillizza, che fa sognare”, che si integra con la notte senza risultare innaturale, e diventa nel nostro caso un richiamo emotivo ad un significato storico.
In questi pochi punti non ci si oppone al buio con troppa luce ma con il colore, a bassissime potenze; una scelta strategica che richiama l’attenzione dei visitatori sulle straordinarie qualità architettoniche del paesaggio urbano notturno della città lagunare.

a cura di Mirco Vacchi

 
Articolo estratto dall’E-zine n. 27 LUCE=COLORE, scaricabile gratuitamente dal sito

 

SCHEDA PROGETTO

Progetto
Illuminazione del centro storico di Comacchio

Localizzazione
Comacchio (Ferrara)

Committente
Comune di Comacchio

Lighting Design
Architetto Giordana Arcesilai
Thomas Weissenberg

Cronologia
settembre 2009

Nell’immagine, la particolare illuminazione “per punti” rievoca le atmosfere urbane del passato, quando la città erano illuminate a festa dal chiarore delle immagini votive disseminate lungo le strade. Fotografia di Maria Chiara Bonora

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