Restauro Galleria Candelabri ai Musei Vaticani, conclusi i lavori

Il restauro Galleria Candelabri si è concluso in questi giorni dopo più di due anni di lavoro attento e meticoloso. La conclusione dell’opera è stata presentata il 10 maggio da Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, Micol Forti, curatrice della Collezione di Arte Contemporanea, Francesca Persegati, responsabile del Cantiere di restauro, e da Padre Mark Haydu, direttore dei “Patrons of the Arts in the Vatican Museums”, finanziatori dell’intervento.

La Galleria, un tempo ingresso principale dei Musei Vaticani, oggi si presenta come porzione del lungo corpo architettonico, edificato nella seconda metà del Cinquecento, che collega i Palazzi Pontifici e la Cappella Sistina con il Museo Pio-Clementino e l’atrio dei Quattro Cancelli. Come da progetto la Galleria, lunga 70 metri, si presentava come una loggia aperta sul Cortile del Belvedere, ed è stata chiusa solo successivamente da Pio VI (1775-1799) per salvaguardare le sculture romane che la occupavano. Il corridoio fu quindi scandito in sei campate e abbellito con i grandi candelabri in marmo bianco che gli diedero il nome. L’ambiente rimase poi sostanzialmente inalterato fino a quando si decise, durante il pontificato di  Leone XIII (1878-1903), di decorarlo con nuovi dipinti ad opera di Annibale Angelini, Domenico Torti, e Ludovico Seitz.

Il restauro di questi dipinti è stato complesso e ha per questo richiesto molto tempo e denaro (circa 700 mila euro). Le pitture presentavano infatti uno stato di degrado piuttosto avanzato, ulteriormente aggravato di recente dai frequenti sbalzi climatici e da problemi all’impermeabilizzazione del tetto. Inoltre, il fatto che le pitture non siano state eseguite per opera di un’unica mano, ma siano frutto della collaborazione di tre grandi artisti e di numerosi artigiani (scalpellini, marmorari, stuccatori e doratori) ha aggiunto complessità all’operazione. La preoccupazione centrale del restauro è stata infatti quella di restituire il più fedelmente possibile l’integrità estetica del manufatto.

La conclusione del restauro della Galleria dei Candelabri si può considerare come un vero successo. Diversi metodi e materiali sono stati sperimentati, soprattutto per superare le difficoltà di recupero delle grandi porzioni monocrome, ma pare che alla fine la scelta sia caduta su una spugnetta per il trucco, l’unica che consentiva di recuperare il colore originale senza lasciare macchie: la semplicità paga.

 

Nell’immagine di apertura un dipinto di Ludovico Seitz nella Galleria dei Candelabri.

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