Restauro e rifunzionalizzazione, il progetto per Palazzo Vici a Stroncone

Il progetto Da fortificazione a palazzo, da monastero a polo culturale: Palazzo Vici a Stroncone tra antiche funzioni e nuove potenzialità di Elisa Fidenzi, Sapienza Università di Roma, Facoltà di Architettura, relatore Marina Docci, ha vinto la Medaglia d’Oro ex-aequo alla quinta edizione del Premio Internazionale Domus “Restauro e Conservazione”, dedicato ai progetti elaborati come Tesi di Laurea, Master e Dottorato di Ricerca.

 

Il progetto affronta il restauro di Palazzo Vici a Stroncone, in provincia di Terni, nato dalla fusione di parte del tessuto del paese, con l’obiettivo di far rileggere le fasi storiche e gli elementi caratterizzanti come le case a schiera rifuse in linea, il vicolo che le divideva e le mura difensive del borgo composte da una torre medievale, un bastione e una chiesa.

 

Nel progetto le funzioni sono state attribuite valutando le necessità del luogo e la compatibilità dell’edificio, considerando gli utilizzi assunti nei secoli.

 

Spazi per la degustazione, vendita prodotti enogastronomici umbri e una caffetteria, belvedere e giardini, spazi espositivi, di accoglienza, un info-point per il polo culturale, una biblioteca e un archivio storico, alloggi per turisti e pellegrini e sale conferenze sono le nuove funzioni che il progetto attribuisce agli spazi storici, al fine di condurre i turisti al palazzo attraverso un itinerario nel borgo, facendo rivivere questi spazi al momento abbandonati e nascosti, quindi sconosciuti: la torre medievale, il vicolo, il bastione rinascimentale.

 

La torre è il primo volume che si incontra, attualmente non più percepibile all’interno data la  demolizione di parte di una parete laterale. Il progetto prevede l’integrazione della lacuna con l’inserimento di un espositore a doppia altezza per i codici miniati del XIV secolo. L’inserimento della scala ridà verticalità all’ambiente e connette le due sale espositive fornite di sedute, espositori e pannelli. Proseguendo il percorso si entra nel corridoio-vicolo, uno spazio esterno che con la rifusione di più case a schiera e con l’inserimento di una porta d’ingresso e di una scala a chiocciola è stato trasformato in un corridoio. In questo ambiente si affacciano spazi espositivi per la vendita e degustazione dei prodotti tipici e una caffetteria.

 

Uscendo dalla caffetteria ci si trova sopra un antico bastione, trasformato in loggiato dalla famiglia Vici, che permette di raggiungere lo spazio esterno. Per superare il dislivello tra i due piani è prevista una scala fornita di rampa, in pietra locale e acciaio corten, strutturalmente indipendente dal resto. Dal loggiato si accede ad un giardino, da dove il percorso continua all’interno del paese, pensato per restituire verde pubblico al borgo schermando gli edifici privati fatiscenti, progettando le sedute, le scalinate, le fontane e le pavimentazioni composte da pietra locale e mattoni.

 

Dal palazzo si accede al giardino-orto, posto su tre terrazzamenti discendenti, racchiuso all’interno di mura difensive. Gli interventi sono stati progettati per permettere un rapporto costante con il paesaggio e poter fruire lo spazio grazie a sedute, fontane e la cura del verde.
Una rampa per disabili e gradini che diventano fontane e sedute rivolte verso il paesaggio consentono di superare il dislivello tra il giardino e la porta di accesso. Tutti gli elementi, completamente smontabili, sono realizzati in pietra locale rosa montata su sopporti in acciaio.

 

Secondo il parere della giuria della quinta edizione del Premio Domus, “il restauro del Palazzo Vici a Stroncone, nato dalla complessa e articolata fusione di unità edilizie preesistenti, viene condotto con rigore e saldi principi metodologici che emergono in ogni fase dello studio e della proposta d’intervento. Il progetto è affrontato alle diverse scale di rapporto: edificio-paesaggio, edificio-borgo ed elabora un sistema articolato di accessi e percorsi a cui si affidano le connessioni delle nuove funzioni con l’abitato. La lettura stratigrafica delle fasi costruttive e delle vicende conservative diviene sostegno e guida alle scelte progettuali che non tralasciano la rilettura delle trasformazioni avvenute. Le tracce delle vicende conservative e dei diversi usi, reinterpretate con attenta e misurata dimensione, diventano elementi di valorizzazione dell’intero complesso; la rilettura del suo vissuto storico assume valore di memoria trasferita all’interno del nuovo polo culturale”.


Per ulteriori informazioni
www.premiorestauro.it

 

Nell’immagine, vista del progetto di restauro di Palazzo Vici a Stroncone, di Elisa Fidenzi, vincitore della Medaglia d’Oro ex-aequo alla quinta edizione del Premio Domus Restauro e Conservazione

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