Restauro e interior design, il progetto Maison M a Rovigno

Interamente costruita in pietra su quello che fino al XIX secolo era un isolotto fortificato, la casa risponde ai canoni dell’abitazione tipica di Rovigno che si estende in verticale per sfruttare al massimo lo spazio al suolo. Il progetto di Giorgio Zaetta si basa sul rispetto delle strutture originali e su interventi dettati dal minimalismo.

 

La Maison M è distribuita su quattro piani affacciati sul mare e funge da abitazione estiva di una coppia di professionisti di origine francese. L’opera di ristrutturazione eseguita dall’architetto Giorgio Zaetta ne fa uno spazio unico per attenzioni e minimalismo, dove la mano progettuale si insinua senza prevaricare sulla storicità dell’edificio.
L’intera ristrutturazione è partita dal ripristino e dalla salvaguardia dei muri originali il cui rispetto è totale, tanto che nessuna nuova struttura o impianto viene a contatto con essi.
Una fessura di luce corre lungo tutto il perimetro dei solai quasi fossero indipendenti dalle importanti murature a sassi che si innalzano dalla scogliera e corrono fino al tetto. Per stabilizzare la torre e renderla anche più tollerante dal punto di vista sismico gli originali solai in legno sono stati rafforzati con una soletta in cemento alleggerito, con ferri di armatura infilati negli spessi muri di sassi e calcinacci e sigillati con bio calce.
Il dettaglio architettonico ha come protagonista le finiture in acciaio inox. La scala è a sbalzo, sostenuta da una struttura reticolare in acciaio nascosta nel tamponamento e che serve i vani tecnici su tutte le altezze. Gli scalini sono formati da una lamina di acciaio di un solo cm, l’alzata e la pedata sono dotate di uno speciale incastro a coda di rondine che ha permesso il montaggio della stessa senza saldature e il corrimano, dove la scala gira attorno al suo piede d’oca, passa dalla sezione rettangolare a quella quadra al fine di accompagnare la mano offrendo sempre la giusta presa.
Nella sua ricca sobrietà la casa gioca a svelare la storia e a mantenere celate le tecnologie, per cui anche i comandi elettrici sono nascosti, scavati nell’acciaio del fianco delle cucine o inseriti nei tavoli e nelle librerie.
Il rigore e la linearità degli interni è movimentata dal contrasto tra toni chiari e toni scuri che si avvicendano e si incontrano nella casa.

 

Al piano mare, a cui si può accedere direttamente con un’imbarcazione a chiglia bassa, è stato ricavato uno spazio esterno con lavabo e spazio barbecue, chiuso verso l’esterno da una grata in acciaio corten. Un apposito scavo, realizzato nella pietra dello scoglio, contenuto nella profondità per non scendere sotto il livello del mare e protetto da una vasca d’acciaio, contiene il vano di uno speciale ascensore che serve tutta l’abitazione.
L’ingresso della casa, col portone in legno dei primi Novecento, restaurato e mantenuto nel colore originale, è situato lunga la stradina di Santa Croce e da qui si accede al piano terreno che funge da cucina padronale e da living, con l’apertura verso il balcone sporgente sull’acqua. Questo terrazzo è stato ricavato sostituendo quello precedente, realizzato a fine ottocento in muratura, con una nuova soletta in cemento armato ed una leggera ringhiera in acciaio corten.
La cucina, i mobili e il tavolo sono stati realizzati da artigiani italiani in legno di rovere, acciaio inox, tutti su disegno di Giorgio Zaetta. I pavimenti di questo e dei tre piani inferiori sono in battuto di cemento e hanno una microilluminazione con led nascosti nel bordo perimetrale, che fasciano il muro di luce radente.
Con il passaggio al piano primo si entra in un’atmosfera decisamente più privata, di studio, di lavoro o di relax.
Il piano secondo, quarto partendo dal mare, è quello riservato alla zona notte, con la vista della copertura, eseguita con travi e capriate in legno ridipinte di grigio perla e il gioco delle finestre a diversa altezza rispetto dal pavimento, che qui è realizzato in legno di rovere rigatino, scelto tavola su tavola, prima del taglio.


Giorgio Zaetta (Feltre, Belluno, 1962), si laurea all’Istituito Universitario di Architettura di Venezia IUAV per poi collaborare per oltre vent’anni con lo studio di Luciano Bertoncini a Treviso, affrontando il design nella sua vastità, dagli arredi ai motocicli. Amante e conoscitore dell’arte contemporanea, né è fortemente influenzato e segni tangibili di questa passione si ritrovano in molti suoi lavori: negli arredi nitidi dalle soluzioni originali, negli spazi espositivi e nelle architetture di interni dominate dal vuoto e dalla luce. Nel 2007 ha aperto il proprio studio a Feltre e ha realizzato alcune opere di prestigio, con committenti italiani e internazionali. Nel 2012 DuPont™ ha affidato a Giorgio Zaetta il progetto del concept espositivo della mostra  “Corian® Colour Evolution”, presentata ad aprile  durante la Design Week milanese.


Per ulteriori informazioni
www.zaettastudio.it

 

Nell’immagine di apertura, vista interna della Maison M a Rovigno, architetto Giorgio Zaetta. Foto © Alberto Ferrero

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