Restauro e conservazione, i vincitori della quarta edizione del Premio Domus

Sono stati selezionati i progetti vincitori della quarta edizione del Premio Internazionale Domus Restauro e Conservazione, ideato dall’Università di Ferrara, Dipartimento di Architettura, al fine di selezionare e promuovere al grande pubblico le opere di restauro architettonico che siano riuscite a meglio interpretare i principi condivisi dalla comunità scientifica anche ricorrendo a forme espressive contemporanee.

 

Il premio è un riconoscimento alla fondamentale importanza rivestita dal rapporto tra i professionisti e le imprese coinvolte nei lavori arrivando a premiare i progettisti del settore privato o pubblico e le ditte di restauro che hanno realizzato le opere. Una sezione dell’iniziativa è riservata anche alle tesi di laurea, specializzazione, master o dottorato per le quali vengono premiati anche i relatori.

 

Dopo il successo delle prime tre edizioni a cui hanno preso parte nomi rilevanti del panorama nazionale e internazionale, le candidature alla quarta edizione del Premio si sono concluse con oltre cento iscritti, provenienti per la maggior parte da paesi europei ma anche da Sud America e Asia.

 

La giuria, presieduta dal professor Giovanni Carbonara, è stata quest’anno composta dall’architetto spagnolo Fernando Vegas (Mileto-Vegas arquitectos, Valencia), dall’architetto Francesco Scoppola (Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Umbria), dal professor Riccardo Dalla Negra (Professore Ordinario di Restauro Architettonico presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara) e dal professor Marcello Balzani (Direttore del Centro DIAPReM dell’Università degli Studi di Ferrara, Dipartimento di Architettura).

 

Dopo un difficile quanto interessante dibattito i membri della commissione hanno deciso all’unanimità di premiare, vista la grande omogeneità qualitativa delle migliori proposte nella sezione progetti realizzati, tre contributi come medaglie d’oro ex-aequo e due come medaglie d’argento.

 

Si sono aggiudicati le medaglie d’oro ex-aequo lo studio spagnolo Sergio Sebastián architects per la valorizzazione di uno scavo archeologico a Daroca, Saragozza, uno spazio ipogeo dedicato a funzioni culturali, hall per conferenze, sale riunioni, piccolo museo; l’architetto Leonardo Angelini per il restauro del mulino di Baresi a Roncobello, Bergamo, intervento che ha avuto un forte impatto sociale che lo qualifica per la potenzialità di offrire spunti all’identificazione col patrimonio locale, e lo studio dell’architetto Patrizia Valle per il restauro delle mura di Cittadella, Padova, opera di restauro volta al recupero degli elementi significativi delle mura urbane nella loro attuale consistenza materica, e valorizzata da  due interventi “reintegrativi”.

 

Le due medaglie d’argento sono state assegnate allo studio estone KOKO architects per il recupero del porto per idrovolanti di Talllin, in pochi mesi il museo più visitato dell’Estonia, un intervento che si inserisce in un quadro di grande attenzione al restauro in tutta la città, nelle sue diverse parti e differenti epoche, e agli spagnoli Jansana, De La Villa, De Paauw, Arquitectes +  AAUP Jordi Romero i Associats per il recupero delle batterie antiaeree di Turó de la Rovira, un progetto che si qualifica anche e non secondariamente per la sua rarità e originalità anche sotto il profilo della tutela del “patrimonio immateriale”.

 

La giuria ha inoltre ritenuto opportuno segnalare come menzioni speciali quattro opere provenienti dall’Italia, una dalla Svizzera e una dall’India:
Carlo Blasi per il restauro della cittadella di Damasco, in Siria, un intervento sostanzialmente aggiuntivo ed eterogeneo rispetto alla struttura architettonica e urbanistica sulla quale si interviene;
Michele Bondanelli per il progetto di restauro della chiesa di San Zeno ad Argenta;
Andrea Oliva per la riqualificazione e riuso di un capannone per il tecnopolo di Reggio Emilia, un intervento che ha il merito di affrontare temi sui quali investire attenzioni;
– gli studi Lotus + PRAXiS per il progetto dell’albergo RAAS di Jodhpur (de), nello stato indiano del Rajasthan, in cui l’occasione del restauro e riadattamento di un complesso di valore storico si è trasformata in un’esperienza di progettazione partecipata, aperta a un intelligente recupero e reinterpretazione delle tecniche tradizionali;
Durisch + Nolli Architects per il progetto di ristrutturazione del monastero di Santa Maria a Claro, Svizzera, che si caratterizza per l’attenzione al trattamento delle superfici esterne, il rispetto della volumetria storica e la qualità del rapporto col paesaggio;
Roberto Castellani per il restauro del museo di storia naturale di Siena, un’opera che si segnala per la delicatezza e l’eleganza delle relative soluzioni architettoniche, curate fino nei minimi dettagli.

 

Tra i finalisti inseriti nella shortlist dei migliori hanno trovato spazio anche altri progetti provenienti da Spagna (Ábaton Arquitectura e Carles Enrich architect), Estonia (AS Restor) e Islanda (Argos + studio Granda).

 

Per la sezione tesi di laurea la medaglia d’oro va a Vincenzo Fresta dell’Università di Pisa, Facoltà di Ingegneria, (relatori Pietro Ruschi, Ewa J. Karwacka, Marco Giorgio Bevilacqua) per la proposta di recupero e valorizzazione del complesso di San Silvestro.

 

In questa sezione i pari merito come medaglie d’argento sono stati ben sei provenienti da diverse Università Italiane (Catania, Roma Tre, IUAV, Politecnico di Bari) ma anche dal Portogallo e dal Brasile, evidenziando come il Premio sia ben conosciuto ormai anche all’estero.

 

La premiazione del concorso si terrà a Ferrara al Salone dell’Arte del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali (26 – 29 marzo 2014) attraverso due eventi separati: una elegante Soirée il 26 marzo che avrà luogo a Palazzo Tassoni Estense, sede del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, e una conferenza il 27 marzo presso il Salone stesso, alla presenza di tutti i professionisti premiati.

 

Tutti i progetti realizzati in concorso e le migliori proposte della categoria tesi saranno inoltre esposte in uno stand dedicato al Premio Domus all’interno della manifestazione stessa.


a cura di Luca Rossato
Architetto, Dipartimento di Architettura, Università di Ferrara

 

Nell’immagine, Sergio Sebastián architects, Spazio Archeologico di Daroca, Spagna, medaglia d’oro ex-aequo alla quarta edizione del Premio Domus Restauro e Conservazione

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