Restauro dell’architettura del Novecento, la Casa del Mutilato di Forlì

È stata inaugurata lo scorso venerdì 24 aprile 2015 a Forlì, in occasione dei percorsi espositivi “Nel centenario della Grande Guerra”, la mostra che ospita i risultati dell’attività di ricerca avente per oggetto il progetto di restauro e rifunzionalizzazione della Casa del Mutilato di Forlì, primo caso studio di completa applicazione del protocollo GBC Historic BuildingTM, avviata nell’ambito del Laboratorio di Sintesi Finale B (Restauro) del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara, con il coordinamento della Professoressa Rita Fabbri.

 

I risultati di questa estesa ricerca si sono concretizzati nella tesi di laurea discussa da Andrea Dolcetti e Daniele Felice Sasso, che ha affrontato il rapporto con le diverse case del mutilato italiane, i caratteri architettonici, simbolici, materici e di prestazione energetica dell’edificio oggetto di studio, risultati che saranno presentati anche in occasione del Salone del Restauro di Ferrara, dal 6 al 9 maggio, in continuità con le attività già espresse negli ultimi anni dal Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara sulla tutela e il restauro dell’architettura del Novecento.

 

Nate con una vocazione assistenziale verso gli invalidi di guerra, le Case del Mutilato rappresentano una declinazione del programma architettonico del Ventennio fascista espressa architettonicamente nella monumentalità delle soluzioni volumetriche e di facciata, oltre che nell’utilizzo di una simbologia diffusa e ricorrente.
Nel panorama italiano, il caso forlivese rappresenta una chiave di lettura fondamentale per comprendere la dimensione storica e ideologica entro cui sono inserite le Case del Mutilato. L’opera, firmata dall’Accademico d’Italia Cesare Bazzani, in collaborazione con lo scultore Roberto de Cupis, viene inaugurata il 4 novembre 1933. Ex sede della Loggia Massonica “Aurelio Saffi”, per mano dell’Architetto Bazzani, legato alla Massoneria, è il luogo di un deciso rinnovamento architettonico che si manifesta in forma templare, celando, sotto un doppio livello simbologico, anche una duplice lettura eroico-massonica.

 

Dopo un preliminare censimento di esempi a livello nazionale, che ha messo in luce da un lato l’eterogeneità della forma, dall’altro un comune filone di lettura simbologico, si è concentrata l’attenzione sulla Casa del Mutilato di Forlì. Effettuando molteplici analisi strumentali, si è indagata la natura del degrado materico ed anche il suo attuale dispendio energetico, nonché le attuali possibili vocazioni. Il progetto di restauro e rifunzionalizzazione della Casa del Mutilato propone la funzione di casa-museo di stampo olandese, attraverso l’integrazione di due piani funzionali: da un lato, un archivio “digitale” dedicato al Novecento, dall’altro, un contesto “museale” attraverso il reinserimento dei cimeli bellici come arredo-decoro dei locali, in memoria del ruolo svolto durante il Ventennio.

 

Mediante l’applicazione del protocollo GBC Historic Building™, si è inteso inoltre elevare il livello di sostenibilità degli interventi di riqualificazione e recupero dell’edificio, conciliando così i principi cardine del restauro con quelli del miglioramento energetico-ambientale. Attraverso l’uso del sistema di Rating GBC HB, che, oltre ad un adattamento generale del protocollo LEED 2009 Italia Nuove Costruzioni e Ristrutturazioni, integra la nuova area tematica “Valenza Storica”, si è proposto un intervento di conservazione sostenibile con attenzione alla qualità e al benessere del fruitore della Casa Museo.

 

Per il progetto sono stati scelti materiali la cui filiera garantisse ridotta energia grigia (embodied-energy), estratti e lavorati localmente, sono stati preferiti materiali con elevato contenuto di riciclato per ridurre l’impatto sull’ambiente, sono state adottate finiture basso-emissive orientando, così, il progetto verso una sostenibilità globale dell’intero processo edilizio.
Un’ulteriore indagine affiancata dal protocollo è stata quella relativa alla qualità dell’aria indoor: una scelta consapevole delle coibentazioni e degli impianti può contribuire alla salvaguardia dell’architettura e all’abbattimento dei consumi energetici.
Il Protocollo, in quest’ottica di unione fra i due ambiti, sin qui slegati e spesso considerati agli antipodi, assume un ruolo essenziale di guida alla progettazione attraverso la risposta ai prerequisiti e ai crediti che si relazionano con le diverse aree tematiche.

 

L’allestimento del percorso espositivo all’interno della Casa del Mutilato di Forlì sarà visitabile fino al prossimo 3 giugno; l’appuntamento al Salone del Restauro, che si terrà a Ferrara dal 6 al 9 maggio, prevede l’allestimento di totem espositivi che illustrano i primi esiti della ricerca e un convegno, venerdì 8 maggio.

 

Scarica il flyer del convegno

 

SCHEDA EVENTO

 

La Casa del Mutilato di Forlì, un monumento del Ventennio

 

Luogo
Salone del Restauro di Ferrara
Pad. 3/4 – Primo piano – Sala A

 

Periodo espositivo
Dal 6 al 9 maggio 2015

 

Data convegno
Venerdì 8 maggio 2015

 

Orario
ore 9.30-12.30

 

Per ulteriori informazioni
www.salonedelrestauro.com

 

Nell’immagine, Casa del Mutilato di Forlì, particolare dell’interno. Fotografia di Edgardo Zoli, 1933

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