Restauro della materia e conservazione della memoria: progetto, ricerca e formazione

(di Marcello Balzani) Sono passati quasi due anni dal sisma dell’Emilia, un evento che per la prima volta in Italia ha messo in luce anche la fragilità del territorio nella sua struttura produttiva mentre i piccoli centri della pianura si ritrovavano spogliati di molti, quanto necessari e vitali, luoghi della memoria. Sono passati quasi due anni e molto è stato fatto […].

 

La Regione Emilia-Romagna ha messo in atto un notevole percorso di trasferimento di risorse economiche che fanno e faranno dei territori dei cratere, che noi preferiamo chiamare oggi la Comunità dei Comuni, un esteso e diffuso laboratorio di progetto architettonico e urbano. È facile comprendere che i tempi, seppure velocizzati, non saranno immediati. In un Paese come il nostro in cui per le leggi di controllo e di processo mediamente è un miracolo se a fronte di risorse disponibili si impiegano solo trentasei mesi per pensare ad un progetto e metterlo in cantiere, il passaggio verso la realizzazione delle opere è e sarà graduale ma seguirà una curva progressiva.

 

Eppure questo tempo non deve restare incompreso o peggio ancora essere banalizzato. È un tempo in cui il progetto deve essere condiviso, partecipato e definito, perché molte realtà della Comunità dei Comuni non hanno solo di fronte la necessità della ricostruzione ma anche il desiderio di ridefinire un ruolo e un significato della forma urbana per valorizzare una qualità storica e vocazionale, forse fin troppo sopita negli ultimi trent’anni. Il patrimonio storico non è infatti solo materiale ma anche costituito da memorie. […]

 

Quest’anno il XXI Salone del Restauro di Ferrara valorizza il ruolo dei territori in tutte le sue realtà:
– da quelle delle realtà comunali impegnate nei piani di ricostruzione a quella della Regione Emilia-Romagna, che ha posto le basi economiche per la ricostruzione e che presenta i numeri e le parole chiave di questo grande impegno da oggi identificabili in lavoro concreto (bandi e gara d’appalto);
– da quelle degli ordini professionali delle province coinvolte nel cratere e primi fra tutti gli Ordini degli architetti che si sono impegnati, con il ruolo di coordinamento della Federazione regionale, a realizzare per il XXI Salone una selezione di progetti e delle giornate di formazione coinvolgendo le migliori professionalità del territorio operanti sul campo del restauro e del recupero;
– a quelle degli enti religiosi e delle curie vescovili che si sono fortemente dedicate, soprattutto per il patrimonio architettonico e culturale, a una complessa opera di ricostruzione della memoria e dei luoghi di culto e del simbolo sacro;
– da quelle della Direzione regionale del MIBAC e delle Soprintendenze, fin dal primo momento in prima linea nella definizione del quadro dei danni, delle messe in sicurezza e ora nell’atto di sviluppare importanti linee di approccio progettuale;
– a quelle della Ricerca Universitaria presente al Salone con diversi modalità, nate anche attraverso l’impegno didattico di Laboratori di sintesi finale dei Corsi di Laurea in Architettura e non solo, che cercano di sviluppare metodologie innovative di analisi e di proposta progettuale e tecnologica; un ruolo che è rafforzato anche dall’importante presenza dei laboratori di ricerca della Piattaforma Costruzioni della Rete Alta Tecnologia Emilia-Romagna.

 

Ma lo sforzo di comprendere la realtà non si ferma all’Emilia.
Il processo di confronto è esteso e travalica i confini dell’Italia e dell’Europa per approdare ai mercati in crescita in cui il rapporto con la conservazione della memoria diventa sempre più problematico. Quindi il XXI Salone del Restauro di Ferrara propone e rafforza il tema del Novecento come ambito di confronto a 360° e porta al Salone mostre, convegni e ricerche in cui si rileggono i progetti di architetti come Oscar Niemeyer, Vilanova Artigas, Lina Bo Bardi, Joaquim Guedes e altri in un dibattito aperto (con il coinvolgimento di studiosi e importanti architetti brasiliani come Marlene e Marcos Acayaba) sulle tematiche conservative e di valorizzazione.

 

Un rapporto che l’Università degli Studi Ferrara sta consolidando con molte lauree a doppio titolo convenzionate con una delle più importanti istituzioni brasiliane, la Pontificia Università Cattolica del Paranà (PUCPR) di Curitiba, sia in Architettura che in Design del Prodotto, ma anche in Economia e Lingue e Letterature straniere.

 

Un confronto attivo anche con il mercato indiano attraverso la mostra sul Centro storico della Città Blu: Jodhpur nell’India del Nord, oggetto di un workshop internazionale istituito dallo stato indiano del Gujarat e organizzato dal Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara e dall’Università CEPT, Centre for Environmental Planning and Technologies di Ahmedabad, come prima iniziativa prevista dall’accordo quadro di cooperazione recentemente firmato tra le due Università.

 

Il progetto, come non è mai avvenuto, è centrale in questo XXI Salone del Restauro di Ferrara e il confronto progettuale, che si sviluppa fin dalla prima giornata con i vincitori del IV edizione del Premio Internazionale Domus Restauro e Conservazione (e la tradizionale mostra contenente tutte le proposte candidate), dimostra come il valore del progetto della memoria non si cristallizzi in un mero atto di pura conservazione ma potenzi il testo storico in un linguaggio anche contemporaneo alla vita e alla qualità dei luoghi.

 

Non è un progetto facile.
È un progetto che richiede competenze interdisciplinari e sensibilità non comuni, ma è indiscutibilmente il miglior banco di prova per il ruolo dell’architetto, soprattutto nella realtà economica e culturale attuale, nella società italiana e di molte altre parti del mondo. Ecco come il XXI Salone del Restauro di Ferrara mette al centro il progetto (di ricostruzione, di restauro, di recupero, di valorizzazione) del patrimonio culturale, architettonico e urbano offrendo per la prima volta l’opportunità di corsi e giornate di formazione accreditate per la formazione permanente di architetti e tecnici abilitati, che rende merito a tanti sforzi integrati e a tutti gli enti, pubblici e privati, dagli ordini professionali e delle imprese del territorio.

 

Nell’immagine, RAAS Jodhpur, India, studio Lotus + PRAXiS, menzione speciale al Premio Internazionale Domus Restauro e Conservazione


Marcello Balzani è Direttore di Paesaggio Urbano e Architetti tabloid

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet



Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico