Restauro, conclusi i lavori sulla pavimentazione della Galleria Vittorio Emanuele a Milano

Pochi giorni prima dello scorso Natale, è stata riconsegnata ai milanesi la pavimentazione a mosaico della Galleria Vittorio Emanuele II e dei portici settentrionale e meridionale, oggetto di un intervento di restauro conservativo condotto in tempo di record.

 

Il Salotto di Milano, prezioso biglietto da visita della metropoli lombarda per i milioni di turisti che vi giungono ogni anno da tutto il mondo, è tornato al suo originario splendore, così come era stato concepito nella seconda metà dell’Ottocento dall’architetto Mengoni.
Il cantiere di restauro è stato organizzato e condotto in modo da consentire la continua fruizione della Galleria e degli esercizi commerciali, favorendo l’interazione con i cittadini, resi partecipi dell’avanzamento del lavoro, che hanno potuto anche osservare i lavori di reintegrazione del Toro, simbolo della città di Torino ma adottato dai milanesi a pratica portafortuna.
Il cantiere a vista è stato realizzato transennando la Galleria con pareti mobili trasparenti a formare dei box continuamente in movimento, secondo le esigenze operative e di fruizione. D’accordo con i commercianti, la pavimentazione è stata suddivisa in tante piccole aree, per minimizzare l’impatto sulle attività e sul passaggio pedonale. Nei tre turni di lavoro quotidiani si succedevano venti restauratori mosaicisti, affiancati da artigiani levigatori, marmisti e dai tecnici dell’impresa, del Comune e dei principali fornitori.

 

Le operazioni di restauro conservativo hanno interessato tutte le superfici in pietra naturale (lastre in granito, Bardiglio e Rosso di Verona), le tessere del mosaico marmoreo e i componenti decorativi in smalto che sono stati riproposti negli stessi colori e disegni del progetto originale. Un’attenta analisi preliminare ha separato tutti i componenti in buone condizioni di conservazione da quelli da sostituire, accostati, stuccati e velati in modo da conferire un carattere di armonia generale. Ha chiuso i lavori un trattamento di levigatura e protezione delle superfici.
Un approccio particolare ha riguardato i lucernari ottagonali in rosoni di bronzo e lastre di vetro che sono stati restaurati in laboratorio e ricollocati in opera con speciali accorgimenti per impedire il rinnovarsi delle infiltrazioni nei locali commerciali sottostanti.
I rosoni in ferro e plexiglass che caratterizzano la pavimentazione, un tempo illuminandola dal basso con luci a gas, si presentavano completamente deformati, principalmente a causa delle tensioni provocate dal transito e dai carichi e sono stati restaurati in laboratorio.

 

La visita in cantiere del mosaicista Aquino ha fornito un’importante informazione ai responsabili dei lavori: nel corso del restauro del 1967 si operò esclusivamente sulle superfici musive, senza toccare il supporto che dunque è ancora quello originale del 1865. L’esecuzione di stratigrafie ne ha chiarito la composizione: un sottofondo di circa 7 cm di spessore e uno strato di “magrone” di circa 10-15 cm costituito prevalentemente da sabbia, ciottoli e vetro, con resistenze meccaniche superficiali generalmente insufficienti.
Le operazioni finali hanno riguardato la stuccatura dell’intera pavimentazione con resine poliesteri di colore compatibile con i marmi utilizzati e le stuccature originali.

 

I lavori sono stati eseguiti dall’impresa specializzata Trivella SpA, in stretta sinergia con Mapei che ha messo a disposizione il proprio laboratorio tecnico per la selezione e la verifica dei prodotti da utilizzare. I lavori si sono conclusi nei sette mesi preventivati dal progetto esecutivo, firmato dall’arch. Pasquale Francesco Mariani Orlandi e commissionato dal Settore Tecnico Cultura e Beni Comunali Diversi del Comune di Milano, rispettando un piano di lavoro continuato – giorno e notte senza interruzione – e sempre sotto gli occhi di tutti, tecnici e cittadini, che hanno potuto seguire passo dopo passo le varie fasi della delicata operazione.
Fra gli altri, ha visitato il cantiere il mosaicista Aquino, che insieme al collega Campanati nel 1967 realizzò il restauro dei mosaici. Una visita importante che ha fornito fondamentali informazioni per la corretta esecuzione dei lavori.

 

SCHEDA PROGETTO
Restauro della pavimentazione della Galleria Vittorio Emanuele II

 

Committente
Comune di Milano, Settore Cultura e Beni Comunali Diversi
ing. Antonio Acerbo, arch. Silvia Volpi

 

Progetto 
arch. Pasquale Francesco Mariani Orlandi con M. Cannatelli e L.E. Rossi

 

Impresa appaltatrice
Trivella SpA

 

Responsabile di cantiere
Virginio Trivella, Paolo Maggi

 

Tecnico referente Mapei
Paolo Giglio

 

Nell’immagine, vista della galleria a lavori di restauro conclusi

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