Restauro architettonico. La chiesa Beata Vergine Assunta ad Alessandria

Nella frazione di Valmadonna, alla periferia nord di Alessandria, troviamo la chiesa Beata Vergine Assunta sulla quale, ancora una volta, lo Studio Gianluca Centurani ha dato prova della qualità professionale che lo contraddistingue da tempo nel mondo dell’architettura, progettando il Restauro architettonico, il consolidamento strutturale della facciata e del campanile e la manutenzione ordinaria e straordinaria del tetto.

 

L’edificio di culto è caratterizzato dalla facciata in stile neoclassico realizzata in muratura e finitura di intonaco su progetto dell’ing. Ferraris conte di Orsara. Si distinguono chiaramente gli elementi tipici dello stile neoclassico: la simmetria, le colonne, i timpani, i frontoni, i capitelli, le statue e le decorazioni danno l’impronta inconfondibile di questo stile.

 

Il restauro si è compiuto con l’intento di riportare la facciata all’aspetto originario ridonandole l’antico splendore così come desumibile dall’immagine disponibile purtroppo, essendo documento storico, solo in versione bianco e nero ma comunque ancora presente nella memoria popolare dei “vecchi” del paese. Da essa si evince come il colore rosso che è stato ritrovato sotto la finitura monocolore, fosse quello originale, mentre le modanature, i decori e le statue si presentavano con tonalità chiara a risaltare la profondità.

 

L’intervento viene supportato da saggi preliminari sulla facciata che confermano la saturazione di sali solfati veicolati dall’umidità di risalita capillare proveniente dal terreno e dalle bolle di acqua termale presenti a tre metri di profondità. Benchè la chiesa sia edificata su una sorta di piano inclinato, che di per se dovrebbe limitare fenomeni di ristagno, il livello di umidità riscontrato è considerevole.

 

La facciata è stata totalmente scrostata e l’intonaco spicconato fino al mattone vivo, che opportunamente lavato e fatto asciugare è stato ricoperto con adeguato stato di malte progettate per la natura caratteristica dei substrati. La zona maggiormente sottoposta agli effetti della risalita capillare di acqua è stata trattata, fino a una altezza di circa un metro sopra la zoccolatura con sistema risanante a base di calce e pozzolana, resistente ai solfati, esente da cemento, costituito da tre strati (rinzaffo, intonaco macroporoso e intonaco risanante idrofugato) per uno spessore totale di circa 3,5 cm. Al di sopra di tale altezza, fino alla copertura, si è proceduto alla ricostruzione con intonaco a base di calce idraulica naturale a elevata purezza ed elevata traspirabilità, a basso contenuto di sali solubili, con inerte opportunamente selezionato di diametro massimo di 2 mm e agente idrofugante. Lo strato decorativo è quindi stato steso con la tecnica della velatura utilizzando pitture naturali.

 

Per ciò che riguarda il manto di copertura del tetto, andato pian piano degradandosi nel corso degli ultimi dieci anni, la rottura di numerosi coppi e dei listelli sottostanti ha creato lo scorrimento verso la gronda dei coppi in cotto e l’apertura di molte zone esposte alle intemperie. Le conseguenze sono state infiltrazioni di acqua sulle volte della chiesa e la caduta di numerosi coppi a livello cortile. L’intervento quindi ha interessato alcuni elementi degradati della struttura di copertura provvedendo a ispezionare e revisionare l’intera copertura con sostituzione dei coppi rotti con identici coppi antichi originali e risistemando tutte le lattonerie garantendo la messa in sicurezza della copertura e eliminando le infiltrazioni piovane che minavano le volte della chiesa.

 

Gli interventi di restauro e consolidamento della facciata e della copertura hanno permesso di restituire il vecchio splendore alla Chiesa Beata Vergine Assunta,  riscoprendo l’originario colore che contraddistingueva la facciata, colore che nel corso degli anni era stato ricoperto facendo perdere il gioco di profondità della facciata oltre che cancellando le tracce dell’originale dalla memoria storica della collettività di Valmadonna.

 

Nell’immagine di apertura, il campanile prima e dopo i lavori

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