Requisiti acustici passivi degli edifici. Ma è ancora in vigore il d.P.C.M. del 1997?

Il 22 dicembre 1997 sulla Gazzetta Ufficiale n. 297 viene pubblicato il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 dicembre 1997 Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici, decreto che specifica i limiti di isolamento dai rumori che devono essere rispettati negli immobili di nuova costruzione a fine lavori. Proponiamo un interessante articolo di Roberto Baruffa, esperto di Acustica dell’Istituto Giordano. Questo approfondimento è stato tratto dal nuovo numero della e-zine La Lente, scaricabile gratuitamente sul sito dell’Istituto Giordano a questo link.

 

Dopo un periodo di generalizzata indifferenza, dal 2000 il decreto innesca nel settore una vera rivoluzione culturale, riuscendo in pochi anni a produrre nel paese una grande sensibilità nei confronti della qualità del componente edilizio. Serramentisti, produttori di materiali isolanti, di blocchi in laterizio, di cemento, o di sistemi a secco, produttori grandi e piccoli, dal nord al sud, sono stati coinvolti in questa sforzo per l’ottimizzazione dei loro prodotti, riuscendo a sviluppare componenti innovativi e di qualità. Il decreto è riuscito ad incentivare progettazioni edilizie e pose in opera più curate, cercando di apportare incrementi della privacy, una diminuzione dei contenziosi tra condomini ed in termini generali, una migliore qualità di vita.

 

Nel contempo, questa fase è stata accompagnata dall’insorgere di numerosi contenziosi tra le imprese di costruzioni/immobiliari e gli acquirenti di abitazioni, che qualche volta sono ricorsi a questa legge per farsi riconoscere benefici economici di indennizzo o richieste di intervento per adeguare la propria abitazione ai limiti minimi imposti dal d.P.C.M.

 

La situazione attuale
Inaspettatamente, sulla Gazzetta Ufficiale del 14 luglio 2009 è pubblicata la legge 7 luglio 2009, n. 88 Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee – Legge comunitaria 2008, poi ripresa, con qualche modifica, l’anno successivo sulla GU n. 146 del 25 giugno 2010 Suppl. Ordinario n. 138 in cui viene pubblicata la legge 4 giugno 2010, n. 96, Legge comunitaria 2009, in cui all’art. 15 si specifica che il Governo, entro 12 mesi, dovrà riscrivere tutti i Decreti correlati con l’inquinamento acustico per uniformarsi alle indicazioni della Direttiva Comunitaria 2002/49/CE.

 

La legge, estendendo erroneamente le disposizioni della direttiva comunitaria anche all’isolamento acustico degli edifici, indica che dovrà essere riscritto anche il d.P.C.M. 5 dicembre 1997, specificando che: (….) “il Governo è delegato ad adottare, […], entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per il riassetto e la riforma delle disposizioni vigenti in materia di tutela dell’ambiente esterno e dell’ambiente abitativo dall’inquinamento acustico, di requisiti acustici degli edifici e di determinazione e gestione del rumore ambientale …”.
(….) “In attesa dell’emanazione dei decreti legislativi di cui al comma 1, […] la disciplina relativa ai requisiti acustici passivi degli edifici e dei loro componenti non trova applicazione nei rapporti tra privati ed, in particolare, nei rapporti tra costruttori-venditori e acquirenti di alloggi, fermi restando gli effetti derivanti da pronunce giudiziali passate in giudicato e la corretta esecuzione dei lavori a regola d’arte asseverata da un tecnico abilitato”; (…)

 

Dubbi e opinione tecnica
Questo intervento legislativo ha generato molta confusione nel settore dell’isolamento acustico degli edifici e fa nascere spontanea la domanda oggetto di questa memoria: “È ancora in vigore il d.P.C.M. 5 dicembre 1997”?
Si riporta a questo proposito una lettera scritta recentemente da ANIT (Associazione Nazionale per l’Isolamento Termico e acustico) destinata agli amministratori pubblici, di cui condividiamo il contenuto.

 

L’art. 15 NON abroga il d.P.C.M. 5 dicembre 1997
Il decreto resta in vigore e gli edifici devono ancora essere costruiti rispettando i limiti in esso definiti. Tale articolo infatti indica solo che il d.P.C.M. 5 dicembre 1997 non trova applicazione nei rapporti tra privati. Niente viene specificato in merito ai rapporti tra costruttori e pubblica amministrazione. Pertanto i Comuni devono continuare a richiedere la certificazione del rispetto dei limiti di legge al titolare del permesso di costruire. La dichiarazione deve essere validata preferibilmente mediante misure fonometriche eseguite a fine lavori.

 

Responsabilità per la mancata richiesta
Si evidenzia che se il Comune non farà tale richiesta, con molta probabilità gli acquirenti di immobili che riscontreranno difformità nell’isolamento dai rumori nei propri appartamenti, non potendo citare in Tribunale direttamente il costruttore, cercheranno di rivalersi sull’ente pubblico.
Infine si evidenzia che, in base al principio di sussidiarietà, i Comuni, anche in assenza di un documento nazionale, possono comunque richiedere, per gli immobili costruiti sul proprio territorio, il rispetto di specifici limiti di isolamento acustico. Per evitare possibili sovrapposizioni con altri documenti si consiglia di riferirsi sempre al d.P.C.M. 5 dicembre 1997. Con il presente comunicato pertanto intendiamo sottolineare che i Comuni devono continuare a richiedere ai titolari del permesso di costruire il rispetto dei limiti di isolamento acustico definiti nel DPCM 5-12-1997.

 

L’aspetto legislativo
In generale i giudici prendono in considerazione, oltre agli effetti di malattia o alterazione, anche la durata della sottoposizione ai rumori, la loro incidenza sulla salute e sulla vita di relazione, l’età del danneggiato e altro ancora: anche il danno morale potrebbe in futuro avere una rivisitazione. La marcatura CE per la Direttiva CPD sui prodotti di costruzione, prevede espressamente “la protezione contro il rumore” come requisito essenziale (n.5) delle opere in cui “i materiali da costruzione” sono destinati ad essere inglobati.
L’obiettivo è che l’opera deve essere concepita e costruita in modo che il rumore percepito dagli occupanti non ne minacci salute e benessere nel risposo e nelle normali occupazioni. Le implicazioni sono chiare e forse lo potrebbero essere anche le sanzioni.

 

Articolo di Roberto Baruffa (r.baruffa@giordano.it)

 

Sul numero de La Lente (clicca qui per il download gratuito) in cui compare questo articolo si tratta anche di:
– Sicurezza degli edifici: approccio metodologico per una corretta indagine conoscitiva di Gianluca Ferraiolo
– Centri di Trasformazione dell’acciaio: a chi rivolgersi per far costruire ed installare opere strutturali in acciaio come le scale di emergenza? di Raffaello Dellamotta
– Porte esterne lungo le vie di fuga: Marcatura in SAC 1 di Salvatore Caronia
– Accessori per serramenti: obbligatoria la sostituzione dei maniglioni antipanico non marcati CE di Salvatore Caronia
– Il certificato obbligatorio prevenzione incendi: la certificazione dei materiali già installati in attività di Gianluigi Baffoni

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