Renzo Piano: il mio stipendio da Senatore per i progetti dei giovani

È notizia della settimana scorsa, pubblicata dalla Stampa: Renzo Piano devolverà lo stipendio di Senatore a vita a favore di iniziative legate all’ideazione e progettazione di giovani architetti (per il recupero delle periferie, il consolidamento di strutture pubbliche esistenti come le scuole…) mettendo la sua esperienza “al servizio del paese”.

 

Di certo Renzo Piano non rischia la bancarotta con questo gesto. Non solo naturalmente nessuno gliela augura, ma bisogna dire anche che il gesto è intelligente, perché va nella direzione dello stimolo all’architettura di qualità nel senso del recupero e del contrasto al consumo di suolo, oltre che della riqualificazione delle scuole e di altri edifici pubblici socialmente e culturalmente necessari e fondamentali per lo sviluppo del Paese. Quindi, è un gesto di architettura intelligente e di importanza socio-culturale rilevante.
Inoltre, è un gesto da prendere come esempio, visto che non sono tanti gli altri senatori a vita che hanno fatto la scelta di Renzo Piano (e figuriamoci), ma dovrebbero farla, se non altro per evitare la vergogna.

 

Renzo Piano, nelle ultime settimane, si è reso protagonista in positivo della “cronaca politico-architettonica” del nostro Paese anche per altre iniziative, illustrando cioè a Napolitano il programma che intende realizzare come Senatore, tutto ancora volto ai temi del recupero degli edifici e del territorio e al coinvolgimento delle nuove idee dei giovani professionisti.

 

Il CNAPPC ha accolto molto bene le iniziative di Piano: “Il fondamentale ruolo che l’architettura può esercitare nel nostro Paese, recuperando la sua funzione civile e sociale, può affermarsi, attraverso iniziative di riuso che riqualificano le nostre città e promuovendo la cultura della sicurezza con interventi – come sottolinea lo stesso Piano – di consolidamento di strutture pubbliche quali, per esempio, le scuole”.

 

E ancora, il CNAPPC anche a proposito dei giovani, direttamente coinvolti da Renzo Piano: “Ci auguriamo  che l’attenzione e la sensibilità che il senatore Piano dimostra nei confronti dei giovani architetti sia di stimolo per far ripartire al più presto la proposta di legge sulla qualità dell’architettura che premia la realizzazione delle opere pubbliche attraverso concorsi di progettazione o di idee, aprendo in tal modo ai giovani la strada dal mercato della progettazione dalla quale sono oggi esclusi”.

 

Conclude il Consiglio Nazionale degli architetti: “Da parte nostra ribadiamo la disponibilità e l’interesse degli architetti italiani a collaborare con le loro conoscenze e competenze e con gli studi e le ricerche realizzati per contribuire fattivamente all’avvio di una seria e programmata politica di rigenerazione delle città italiane che possono diventare motore di sviluppo economico, sociale, culturale e professionale, accomunando la messa in sicurezza e il risparmio energetico con la valorizzazione e l’efficientamento dei centri urbani, riusando il costruito, interrompendo il dissennato consumo di suolo, rivitalizzando gli spazi urbani e promuovendo le tante risorse di cui il nostro Paese è ancora ricco”.

 

Il dibattito intorno a questi temi, insomma, rimane acceso. Porterà a qualcosa di concreto? Non lo sappiamo. Ci sono anche iniziative regionali per la sicurezza nelle scuole (come, a titolo esemplificativo, quella della rimozione dell’amianto negli edifici scolastici in Piemonte) e speriamo che prendano piede anche su tutto il territorio nazionale.

 

I giovani, come in tutte le cose, vanno coinvolti. Altrimenti continuiamo a fare gli stessi errori e ci precludiamo quella visione che ci permette di vedere nel futuro non un ostacolo ma una soluzione, anche se difficile. Piano, nel ’71, a 34 anni, ha progrettato e realizzato insieme a Richard Rogers (allora 38enne) e Gianfranco Franchini (33enne) il Centre Georges Pompidou a Parigi.

 

a cura di Enrico Patti

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