Renzo Piano: esce il tema alla Maturità, e non lo farà nessuno

Un titolo dei temi di italiano della maturità 2014 parte da Renzo Piano e propone uno spunto sul recupero delle periferie urbane, “le città del futuro”, “ricche di umanità”, dove molti studenti abitano con le famiglie.

 

Ricordo che, qualche anno fa, il tema che svolsi alla Maturità era su una frase di Norberto Bobbio. Non mi ricordo la frase, e neanche cos’ho scritto, ma ricordo che presi 7 o 7 e ½. È triste come gli anni cancellino le cose più importanti e mantengano vive quelle meno interessanti.

 

Oggi abbiamo saputo le tracce dei temi di Maturità 2014, che gli studenti stanno svolgendo in questo momento. Tra gli altri, uno su Quasimodo e uno sull’Europa. Uno prende spunto anche da una frase di Renzo Piano. Non lo farà nessuno, ho pensato appena ho letto la notizia. La frase verte sulla riqualificazione delle periferie, di cui Renzo Piano si occupa da un po’ di tempo, anche concedendo il proprio stipendio da Senatore a vita ad alcuni giovani architetti che lavorano su un progetto del Maestro.

 

Ecco la frase, tratta da Il Sole 24 ORE del 26 gennaio. “Siamo un Paese straordinario e bellissimo, ma allo stesso tempo molto fragile. È fragile il paesaggio e sono fragili le città, in particolare le periferie dove nessuno ha speso tempo e denaro per far manutenzione. Ma sono proprio le periferie la città del futuro, quella dove si concentra l’energia umana e quella che lasceremo in eredità ai nostri figli. C’è bisogno di una gigantesca opera di rammendo e ci vogliono delle idee. […] Le periferie sono la città del futuro, non fotogeniche d’accordo, anzi spesso un deserto o un dormitorio, ma ricche di umanità e quindi il destino delle città sono le periferie. […] Spesso alla parola «periferia» si associa il termine degrado. Mi chiedo: questo vogliamo lasciare in eredità? Le periferie sono la grande scommessa urbana dei prossimi decenni. Diventeranno o no pezzi di città?”.

 

Quando si diffuse questa notizia, gran polemica (se vi va leggete i commenti qui). Quello che mi chiedo io, che comunque non capisco niente, è: se neanche le istituzioni riescono a dare importanza a una cosa molto importante per la qualità della vita come il recupero dei centri e delle periferie in cui viviamo, come è possibile che studenti di 18 anni gliela diano? Chi potrà fare il tema? Non conosco ancora la traccia precisa, ma se non c’è un’educazione alla base, di cosa possono parlare questi ragazzi? A meno che qualcuno di loro non sia figlio di un/una architetto o di persone con una sensibilità particolare sul tema che gli ha trasmesso questo intreresse. Si, ma a 18 anni… Quante possibilità ci sono che questo succeda? Molte, ma non troppissime.

 

In un paese perfetto, a scuola ci sarebbe “educazione alla riqualificazione delle città”, oppure la società, i media e tutti gli altri cristi più influenti dell’opinione pubblica insisterebbero sul tema e sul fare qualcosa. Se si facesse qualcosa, tra qualche anno, quando gli studenti che hanno fatto Renzo Piano penseranno a quale tema hanno svolto alla maturità (sempre che qualcuno lo faccia, cioè sempre che qualcuno formuli questo pensiero e sempre che qualcuno oggi svolga il tema su Renzo Piano), se si guarderanno intorno, se guarderanno alla propria via messa a posto qualche anno prima grazie ai soldi arrivati al Comune da non so dove, ma comunque arrivati, avranno una traccia fisica per ricordarsi cosa hanno scritto. E da lì partiranno una serie di ricordi. Non come me, che da quella frase di Bobbio credevo di aver imparato tanto e ora non me la ricordo neanche più.

 

di Giacomo Sacchetti

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