Renzo Piano commentato su Facebook

“Non dovete aver paura di rischiare, di sbagliare, di andare a lavorare all’estero per poi tornare in Italia con un bagaglio di conoscenze, perché è una fortuna essere nati in questo Paese“. Questa è la frase di Renzo Piano che vi abbiamo chiesto di commentare sulla nostra pagina facebook. L’ultimo commento è di oggi alle 12 circa. Ne emergono alcuni più superficiali e sbrigativi, altri più approfonditi. Eccoli.


Lisa Zucchini Fatto, ma al mio ritorno la mia laurea ed il mio master americani non valgono e devo tornare a studiare a 41 anni…. E in più non trovo lavoro…. Non so in che mondo Piano viva…. Ma deve essere un’altra galassia!


Stefania Forti Non si deve tornare in Italia. Se si lavora all’estero si rimane li..


Loretta Sacconelli Come molti anch’io sono andata all’estero a lavorare ma ho pensato che fosse importante fare l’architetto nel mio paese d’origine. I giovani architetti che iniziano la professione in Italia in questo momento, penso che siano molto coraggiosi tutt’altro che pigri! Renzo Piano potrebbe spendere qualche parola su altre tematiche che stanno minando la professione dell’architetto e quindi l’architettura in Italia, sarebbe di grande aiuto a tutti noi, giovani e meno giovani.


Paolo Scattone come se fosse facile andare a lavorare all’estero..


Maria Stella Caterina Odello In effetti per chi come si occupa prevalentemente di restauro e beni culturali e paradossale andare all’estero..


Andrea Vecoli penso che lo dica in maniera provocatoria e per salvare dei poveri cristi che se vogliono provare a esprimere la creatività e il talento che dovrebbe essere proprio di chi si occupa di architettuta e restauro qui in italia per esperienza c’è poco elasticità mentale sia per la parte tecnologica che per la parte artistica per natura culturalmente parlando abbiamo dei grandi talenti perche viviamo in un paese che ha ……ma assicuro che la legilazione italiana è una pippa ne parlavo in questi giorni con un amico che ha fatto il college in inghilterra e con altre persone che vengono da altri paesi io ho a che fare con persone di una ventina di nazionalità diverse e tutti dicono la stessa cosa l’italia ha…….e una legislatura non funzionale e limitante il famoso conto della serva non urbanizziamo e progettiamo spesso ne in maniera funzionale ne in maniera bella ne in maniera innovativa e quando a volte lo facciamo spesso è solo formale e non sostanziale perche i limiti dell’urbanistica sono stupidi. Andrea Vecoli design…


Vincenzo Cannizzo Io penso di suicidarmi a breve…


Lorenzo Iacomelli Dice benissimo! Vai via, viaggia, studia, capisci come va il mondo prendi il meglio di ogni singolo paese e torna in Italia per renderla un paese migliore!

 

Vincenzo Attanasio Caro Architetto, la mia delusione è’ forte per le parole che hai pronunciato.
Il problema non è’ quello di emigrare, ma la mancanza di una scelta.
Non è’ possibile che un paese come il nostro, non riconosca il VALORE SOCIALE dell’ ARCHITETTURA.
Dovremmo essere pieni di opportunità’ di lavoro, per tutti, giovani e meno giovani, anzi dovremmo essere capaci di attrarre dagli altri paesi architetti, che hanno il bisogno di venire in Italia, per imparare.
Quindi, invece di invitare ad emigrare, quei pochi ragazzi che possono permettersi di fare un esperienza all’estero, spendi le tue parole, in qualità’ di Senatore a vita e grande architetto conosciuto in patria e nel mondo, affinché’ questo governo si muova anche in questo senso.
Cambiamo Verso.
Parla con il Presidente del Consiglio e fatti promotore di una grande rivoluzione culturale.
Stai sicuro, che spendendo le tue energie in questo verso, sarai ricordato molto di più’ di qualsiasi altro lavoro che realizzerai in futuro.
Grazie per l’attenzione.


Pascal Di Fazio Cari colleghi, Renzo Piano da un certo punto di vista ha ragione, ma non su tutto. Io ad esempio nel 2010 ho chiuso il mio studio e sono andato in Marocco. La situazione professionale è molto diversa dalla nostra, non c’è assistenza che tenga, sei completamente solo e impossibilitato a lavorare. Non puoi essere iscritto a l’Ordine in quanto non sei di nazionalità marocchina. Il permesso di soggiorno, se riesci ad ottenerlo, serve solo per restare oltre i sei mesi ma per lavorare è molto dura. Se conosci più cose di loro, e hai più esperienza, ti mettono subito da parte in quanto sono gelosi, invidiosi, hanno paura di essere superati dal tuo savoir faire come italiano. Un’altra mentalità. Sto soffrendo molto come se fossi in Italia e mi rendo conto che ho fatto un grande errore. Credo che in Italia c’è molto da fare, ad esempio salvare il nostro territorio dai rischi idrogeologici, intervenire a difesa del nostro paesaggio e del nostro territorio. Non lasciamo che i politici distruggono il nostro patrimonio e le nostre origini.


Francesco Chieca Se Michelangelo, Giotto, Bramante , solo per citare qualcuno, fossero andati all’estero, oggi non avremmo nulla delle loro opere d’arte e magnifiche architetture…


Francesco Chieca Mancano una committenza qualificata e concorsi pubblici.


Manuel Ser lo sbaglio che fanno molti italiani è di andare all’estero e cercare solo prodotti italiani, lavorare e vivere con italiani. Cosi passa il tempo e non riesci a capire se quel paese va bene per te oppure no.
Non impari la lingua e quando tornerai in italia rimarrai con il gusto amaro.


Demetrio Strigari Questo è un paese di merda…se ce ne andiamo non torniamo più!


Salvatore De Pascalis Concordo con quanto ha detto l’architetto Piano tranne che sul concetto di rientrare in Italia. Per quale motivo “concreto” (mettendo da parte i falsi ideali) un giovane che riesce a lavorare bene all’estero dovrebbe poi rientrare? Per quale motivo una persona che trova meritocrazia e dignità professionale in un altro Stato dovrebbe rientrare ? Per ritrovarsi da vecchio a dover combattere con tutti i problemi che affliggono gli italiani da decenni? Per combattere ogni giorno con l’incompetenza e arroganza dei politici o con la prepotenza dei burocrati?


Anita Ceneri Non riconoscono nemmeno un diploma di geometra a pieno voti


Riccardo Russo Aime per trasferirsi all estero bisogna avere soldi da parte…cosa che non tutti, almeno quelli della generazione uscita dall università nel bel mezzo della così chiamata crisi, non hanno perché non hanno avuto nemmeno il tempo di fare le formichine e mettere qualcosa da parte….e non si può gravare ulteriormente sulle famiglie!


Luca Rovero Il problema non è solo dettato dal fatto che l’italia non è un paese per architetti governato da gente incapace, legata a doppio filo con corruzione, immobilismo e mentalità vecchia quanto il mondo, ma anche dal fatto che in italia siamo troppi circa 135.000 contro ad esempio una francia ch ne conta solo 29.700…

 

LuLù Pepe Renzo Piano che deve dire!!!!Con tutti i miliardi che ha …Senza offesa non puo’ percepire davvero con sensibilita’ la situazione di noi giovani archittetti.

 

LuLù Pepe Concordo con Riccardo Russo

 

Met Iu dopo un anno in Australia torno in Europa con la convinzione che è quí il place to be e non farsi ingannare da favole e leggende che gente si diverte a raccontare! ho detto in Europa perchè in Italia regna l’eternità, è la nostra peculiarità; è quello che ci premia e quello ci penalizza. Siamo uno dei pochi paesi al mondo a convivere con entrambe e opposte priorità.. Spagna Francia Germania Olanda sono solo alcuni dei Paesi del vecchio continente ad aver iniziato a vivere la contemporaneità rispettando il patrimonio storico e proponendo soluzioni moderne! La nostra malsana educazione scolastica è talmente distorta che non valorizza, accresce e ne stimola i giovani al culto del bello, del senso civico e della buona architettura in tutte le sue applicazioni, da musei, spazi pubblici, centri città.. abbiamo(io ho 24 anni ma mi sento coinvolto cmq) creato, pagato, contribuito ad un sistema marcio e incompetente fatto da piani regolatori, enti, sovraintendenza, che hanno agito per troppo tempo in questo bel territorio con la mano della corruzione, raccomandazione, favorismi ed “egoismo”.. perchè in questo Paese quello che più conta è quel cazzo di articolo 18, una casa a 3 piani con 4 generazioni dentro e guai chi scappa e un orto! siamo un gigante che dorme, eternamente addormentati…

 

Gianpaolo Veneroso Renzo Piano è un grande Architetto, ma prima di esserlo era figlio di un costruttore

 

Nicolas Turchi Sarò l’unico che la pensa al contrario ma i vari grand tour intrapresi nel passato dai più grandi architetti insegnano che l’iter che delinea Piano sia sempre stato percorso al contrario: “Va’ in Italia, osserva le meraviglie artistiche e storiche, impara e torna al paese di origine con un bagaglio culturale invidiabile”. Ancora oggi ai giovani studenti di architettura di tutto il mondo i professori consigliano di venire in Italia, vedere Venezia, Firenze, Roma ecc… e l’architetto italiano più rappresentativo ci dice di andare all’estero…Sono il primo a fuggire all’estero se vogliamo, ma per necessità, per lavoro, una volta trovato perché dovrei tornare in Italia per poi ritrovarmi nelle stesse condizioni in cui sono partito?? Per cui avrei condiviso di più un discorso del tipo ” Mio malgrado (ricordiamoci che è senatore), consiglierei ai giovani architetti di tentare la fortuna all’estero in ambito lavorativo perché ora come ora in Italia non ce n’è” e non “Andate, imparate e tornate” .

 

Manuel Ser Siamo tutti un pò ipocriti, diciamoci la verità. Io per primo.
La mia fortuna è quella di aver previsto una situazione simile allo schiavismo e per questo motivo sono scappato via molto presto.
A noi italiani manca davvero una buona e sana educazione civica.
Ancora in tanti pensano che per trovare lavoro bisogna chiedere aiuti o conoscenze, questa mentalità è da cambiare perche cosi facendo non si arriverà mai alla meritocrazia vera.
Anche io in passato ho ragionato in questo modo quindi contribuito a questo sistema marcio.
L’importante è capire, rendersi conto e cambiare.

 

Luca Villa. Se non faranno qualcosa di serio in italia…ci restiamo pure all’estero…in un paese così non è più possibile vivere ma si sopravvive ed a volte neanche quello…

 

Carlo Beltrami Saremo tutti costretti ad andarcene da questo paese, se vogliamo sopravvivere. Il nostro mestiere è stato rovinato da politiche e scelte sbagliate. Il settore dell’edilizia, uno dei settori più importanti, è stato letteralmente”ucciso”. Di conseguenza, diventa ineluttabile, lasciare l’Italia non tanto per fare esperienze, ma per lavorare.

 

Maurizio Di Lallo Potrebbe anche,da senatore, proporre qualcosa per far restare in italia, tipo sistemi a concorso divisi per fasce tipo in Francia……. non tutti hanno il papà che finanzia i viaggi all’estero e fare la professione+il cameriere non è facile……

 

Giancarlo Maussier vi suggerisco di dare uno sguardo al video prodotto da Federarchitetti dal titolohttps://www.youtube.com/watch?v=vmbQSbwgN5I

 

Giuseppina Gambino Sono esperienze interessanti da fare…..condivido in pieno..anche il RITORNO ..con un bagaglio culturale più ampio ed un animo più ricco ..! !..

 

 

Micchelli Marrocu Serra è la nuova trattativa Stato-Piano ?

 

 

Federica Dolci si certo ma se hai famiglia e figli che fai?

 

Andrea Lucivero Con tutto il rispetto e l’ammirazione per il lavoro e i traguardi raggiunti dal Sen. Piano, che giustamente (anche se l’articolo non mi appare più disponibile sul vostro sito) in altre sedi se non erro ha anche correttamente affermato in questi mesi che il partire non debba essere una stringente necessità, proporrei in ogni caso a lui e ad altri in posizioni o cariche altrettanto preminenti , un Grand Tour in Italia, ma precisamente a casa di noi giovani architetti.
Un invito a cena nelle nostre case, molto spesso condivise e solo relativamente ospitali. Convitati naturalmente anche tutti i nostri amici partiti per l’estero (per scoprire se tornerebbero in Italia per aspirazione professionale, e nelle condizioni attuali).
Un tour umano e culinario a base di “cucina povera” e di “povera professione” tutta nostrana.
Perché sì, ci sono successi e traguardi raggiunti anche tra noi, qui in Italia, ma anche insuccessi e frustrazione. Quello che conta è la statistica: toccare con mano quale condizione prevale.
Per il resto concordo pienamente con quanto detto da Riccardo Russo e poi da Giampaolo Veneroso: il partire significa crescere, conoscere e tanto magnifico altro… ma è vero anche che se qualcuno può cambiare lo status quo, questi siamo noi, e tantissimi di noi cercano di farlo con un’ostinazione imprescindibilmente quotidiana nella propria città e contando su pochissime risorse e supporto delle comunità; altrettanto mi sento di sottolineare come la condizione di vantaggio di chi prosegue un’attività in qualche modo familiare è naturale e comprensibile (come non scontato è il successo), ma in Italia ahimè tendenzialmente è una precondizione che pesa troppo.
Un saluto a tutti.

 

Paolo Santorelli così non gli facciamo concorrenza in Italia……con quello che guadagna potrebbe pure permettersi di garantire condizioni e pagamento migliore ai suoi collaboratori….è anche grazie a lui che migliaia di architetti sono costretti ad emigrare

 

Laura Tipaldi. Renzo Piano incita i giovani all’estero.. In Italia si resta a fare i “geometri” a causa della mentalita’ conservativa e l’atteggiamento accentratore dei “vecchi” colleghi!!…

 

Silvio Lucchi La mia è…che ha ragione. “L’Italia è un paese bello, ma inutile. Destinato a sparire”.

 

Alessandro Lobino. Giusto


Novembre Rocco. Siamo a posto


Marika Ferrara Poco importa dove abbia deciso di ubicare il suo Loft, l’architetto è comunque cittadino del mondo e lavora ovunque le sue idee possano creare armonia con l’ambiente naturalistico e apportare ad esso, senza stravolgerlo, migliorie ed arricchimenti ! Quindi che viva in Italia o all’estero, è dove ha la fortuna di poter portare il suo contributo … la differenza, mio caro Renzo!


Ricci Franco Fanno bene,qui è finita.


Pasqualino Di Luigi Fa bene, immagino che siate a conoscenza dello stato in cui versa la professione dell’architetto in Italia. Io le offerte di lavoro sui siti stranieri le vedo qui?


Enrico Corazzari.  Be detto!!!!!


Lapo Borghi abbiamo il più alto numero di architetti per abitante di tutto il mondo……


Alessandra Angeli È un paese di raffinati….


Alessandra Angeli Il gusto del bello


Lapo Borghi no…un paese che ha fatto dell’edilizia la propria ricchezza..e che si è auto estinto


Gabriele Feliziani. Parole sante


Luca Glijuck Boscov Inizi a pagare i suoi tirocinanti….

 

To be continued? To be continued: ecco di seguito altri vostri commenti, quelli che avete condiviso su fb dopo il 29 ottobre.

 

Enzo D’Amico ho già espresso la mia opinione in merito…le esternazioni di Piano lasciano solo l’amaro in bocca.

 

Adalberto Ivaldi RP dice cose vere ormai per moltissime professioni. Non è pensabile che il nostro paese sia depositario di ogni best practice e dio sa quanto ne avremmo bisogno. Il mondo non è globalizzato per avere l’Iphone, ma per imparare ad usarlo in tutti i paesi del mondo. L’Italia è un paese che non è ormai in grado di dar da mangiare ai diplomati. I laureati devono essere di classe mondiale, cioè capaci di lavorare ovunque. Come fanno a raggiungere questi livelli senza andare in giro?

 

Michele Cirone A prescindere dalle parole di Piano che condivido pensando che l’estero e qualsiasi altra “esperienza” siano bagagli che arricchiscono il nostro io, il problema alla base di tutto risulta essere il poco rispetto che l’intera società ha verso i giovani, architetti in questo caso.
Il lavoro giovanile è visto, nella stragrande maggioranza delle situazioni, come una specie di occupazione viziata, non meritante rispetto. Questo modo di vedere è insito ormai nel mondo del lavoro, partendo dai datori di lavoro (progetto a costo zero, voucher, stage, nero, gratis etc.), fino ad arrivare agli apparati statali che invece dovrebbero difenderlo (ordini, sindacati, politica…). Io sono architetto, ho smesso di fare il tirapiedi di schiavisti e in proprio, fiero di esserlo e con unica forza motrice nella passione che ho verso questo lavoro, e forse anche nella cocciutaggine che distoglie dal prendere il primo volo e andare a fare cocktails in qualche bidone nel panamense, lasciando stare questo “sogno (forse) irraggiungibile”.
Il nostro problema è ancor più evidenziato dalla totale invisibilità che abbiamo nel resto degli apparati, basti vedere la nuova riforma sui regimi dei minimi che anzichè aiutare e sollevare la situazione, grava ovviamente in modo imbarazzante sui poveri, nel senso di senza soldi, liberi professionisti. Forse il Senatore Piano, che io apprezzo tantissimo nella sua professione di Maestro dell’Architettura, prima di preoccuparsi del bagaglio culturale che i giovani dovrebbero farsi, dovrebbe prendere a cuore la situazione dei suoi giovani colleghi, non senatori ma architetti, e farsi portavoce di una situazione oramai sul baratro e che porterà ben presto al collasso di un’intera categoria professionale, soggiogata e bastonata da burocrazia, tasse, spese e slealtà in genere! Spero vivamente che il tutto cambi, sennò altro che viaggi all’estero, ci ritroveremo tutti nelle stazioni e negli aeroporti a mendicare e non per partire…

 

Giuseppe De Giuseppis Il collega Piano ora, da politico, potrebbe incidere fattivamente nel riformare questa professione, ma dalle sue parole si capisce che tira i remi in barca, ci dice che non c’é piu nulla da fare, in Italia, per chi vuole progettare.

 

Piero Capobianco Vorrei chiedere al collega Renzo Piano, come mai, lui che è giustamente senatore a vita, non è intervenuto contro quel (figlio di p….a) di Monti quando ha distrutto la nostra (come anche altre) professione, portandola al livello dei pescivendoli (con molto rispetto per questi ultimi) abolendo tariffe (vedi lo scandalo di Grupon), imponendo obblighi assurdi (vedi Pos) ecc. paragonandoci alle imprese edili (ma la prestazione intellettuale non è un po’ diversa) con assurde gare al ribasso…. caro collega non è invitando i giovani ad andare all’estero che si risolvono i problemi ma non creandoli in Italia, abbiamo quantità industriali di opere da realizzare vediamo di darci una mossa che come architetti italiano non abbiano nulla da imparare da nessuno.

 

Arch. Adele Di Campli Basta andare, imparare e tornare in un paese in cui le professioni intellettuali sono equiparate al lavoro di impresa e le ns prestazioni vanno al ribasso esattamente come i mattoni che appaltiamo?

 

Paola Tiberio Mi chiedo perché un architetto come Renzo Piano non si esprima in merito a opere colossali e mal progettate come la linea TAV che a breve minaccerà il Lago più bello d’ Europa. Invece di fuggire dall’Italia meglio lavorare x migliorare la nostra situazione.

 

Antonio Porcheddu Anche io consiglio di tornare in italia… ma in vacanza.

 

Kristina Giuseppe N’essima prova dell’impotenza, malavoglia e l’indifferenza della rappresentanza politica del paese nel ormai ridicolo: “cambiamo il paese”!

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