Regolamento del Codice Appalti

Nei giorni scorsi il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteoli, ha trasmesso al Consiglio superiore dei lavori pubblici e ai ministeri interessati la nuova versione dello schema di decreto per l’espressione dei loro pareri.
Il regolamento era stato approvato in via definitiva nel dicembre 2007 ma poi bocciato dalla Corte dei conti che non lo aveva ammesso alla registrazione.
Ora, come spiegato dallo stesso ministro, «il testo è stato adeguato al parere reso dal Consiglio di Stato, alle osservazioni della Corte dei conti e alle disposizioni introdotte dal terzo decreto correttivo del Codice».
Nel nuovo regolamento sono stati introdotti: l’obbligo di validare i progetti anche affidandosi a strutture esterne accreditate, la revisione delle categorie specializzate per le quali vige un parziale divieto di subappalto, e, soprattutto, un giro di vite sull’accesso alla categoria degli impiantisti, abilitati a svolgere lavori su qualsiasi tipo di impianti.
Il Regolamento stabilisce poi sanzioni graduate per le società di attestazione (SOA) – sanzioni fino a oggi non previste – e l’obbligo per queste stesse società di assumere e inquadrare in organico tutti i promotori commerciali.
Con l’arrivo delle norme di dettaglio sarà liberalizzato anche il ricorso all’appalto integrato di progettazione e lavori.
Sulla nuova versione dovranno esprimersi anche la Conferenza Stato-Regioni e le commissioni parlamentari.

 

Fonti: www.ance.it e Il Sole 24 Ore

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