Regime forfettario Architetti: tutto quello che dovete sapere

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L’esordio per il regime forfettario unico per professionisti (architetti compresi) e micro imprese introdotto dalla Legge di Stabilità non è stato proprio fortunato. Le caratteristiche iniziali lo avevano reso un regime molto meno conveniente dal punto di vista fiscale rispetto al precedente regime dei minimi e delle nuove attività sia per l’aliquota al 15%, contro il 5% previsto per i minimi, sia per il tetto eccessivamente ridotto di ricavi e compensi per potervi accedere.

Dopo un test durato un anno, ora però è arrivato un completo restyling e il forfetario nel 2016 si presenta rinnovato e stabilizzato, con la nuova aliquota del 5% prevista per chi inizia l’attività.

Le principali novità introdotte dalla Legge di Stabilità per la nuova versione del regime forfettario riguardano il più elevato livello di compensi o ricavi per utilizzarlo, e l’aliquota per la tassazione separata ridotta al 5% per le nuove attività. Agevolazione riconosciuta per i primi cinque anni di apertura della partita IVA. Di particolare rilievo anche la possibilità di optare per il versamento di contributi ridotti per chi esercita attività d’impresa ed è iscritto alla Gestione artigiani e commercianti dell’INPS.

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Il peso dei versamenti contributivi è una delle principali fonti di preoccupazione quando si decide di aprire un’attività. Per chi è agli inizi, però, le Casse professionali prevedono la possibilità di versare i contributi con aliquota ridotta, un’opportunità prevista, dal 2016, anche per gli iscritti alla gestione degli artigiani e dei commercianti, ossia sostanzialmente a chi svolge attività d’impresa, dal momento che in questi casi è obbligatorio il versamento del minimale contributivo. Nessuna novità, invece, per i professionisti senza Cassa, in riferimento all’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS e al versamento dei contributi.

Regime forfettario architetti

Architetti e ingegneri che intendono esercitare attività professionale nel loro settore sono iscritti al relativo Albo professionale e non sono iscritti ad altra forma di previdenza obbligatoria, in dipendenza di un rapporto di lavoro subordinato o comunque altra attività esercitata, sono tenuti all’iscrizione e al versamento dei contributi a INARCASSA.

Le tipologie di contributi
I contributi previdenziali da versare ad INARCASSA sono connessi all’esercizio della libera professione. I contributi sono di tre tipi:
– contributo soggettivo: obbligatorio e calcolato in misura percentuale sul reddito professionale imponibile per l’intero anno solare di riferimento, indipendentemente dal periodo di iscrizione intervenuto nell’anno;
– contributo integrativo: obbligatorio e calcolato in misura percentuale sul volume di affari professionale, che va addebitato in fattura al cliente;
– contributivo facoltativo: volontario e calcolato in base ad una aliquota modulare applicata sul reddito.

Ai contributi così determinati va aggiunto inoltre il contributo di maternità, che è obbligatorio per tutti gli iscritti INARCASSA. L’obbligo di pagare i contributi soggettivo ed integrativo riguarda i professionisti che nell’anno di riferimento della comunicazione dei redditi sono stati iscritti a INARCASSA, anche se per breve periodo. Obbligati anche i professionisti cancellati o di cui sia in corso la cancellazione che per l’anno di riferimento della comunicazione dei redditi sono stati iscritti a INARCASSA, e i professionisti pensionati. Architetti e ingegneri, iscritti all’Ordine, ma che esercitano per professione abituale, ancorché non esclusiva, attività di lavoro autonomo per le quali non è richiesta l’iscrizione all’Albo professionale sono invece tenuti a versare i contributi alla Gestione Separata INPS.

Gli ingegneri ed architetti iscritti all’albo professionale e titolari di partita IVA ma non iscritti ad INARCASSA, perché assoggettati ad altra forma di previdenza obbligatoria, devono applicare una maggiorazione del 4% su tutti i corrispettivi che rientrano nel volume di affari professionale IVA e versarne l’ammontare ad INARCASSA. La maggiorazione costituisce il contributo integrativo ed è ripetibile nei confronti del committente della prestazione professionale.

L’importo dei contributi e il minimale
I contributi vengono calcolati in percentuale del reddito prodotto. Previsto un massimale al di sopra del quale il versamento non è dovuto. Nel caso del contributo soggettivo la percentuale da applicare sul reddito professionale è pari al 14,5%, e il massimale è fissato a 121.600 euro.

È comunque previsto un contributo minimo, da corrispondere indipendentemente dal reddito professionale dichiarato, il cui ammontare varia annualmente in base all’indice annuale ISTAT. Per l’anno 2015 è stato fissato in € 2.280. Il contributo minimo è frazionabile in relazione ai mesi solari di iscrizione. La quota minima mensile è dovuta anche per un solo giorno di iscrizione nel mese solare. La frazionabilità è applicata anche al reddito dichiarato per l’anno di iscrizione all’albo professionale, qualora la decorrenza di tale iscrizione non coincida con l’inizio dell’anno solare. In tali casi infatti, su segnalazione dall’interessato, viene utilizzato ai fini contributivi solo il reddito prodotto nel periodo successivo all’iscrizione all’albo professionale, escludendo così quel reddito eventualmente percepito prima, non riferibile ad attività professionale di ingegnere o di architetto.

Nel caso invece del contributo integrativo, questo è pari al 4% del volume di affari IVA prodotto nell’anno solare, al netto delle fatture emesse relative a prestazioni estere; è ripetibile nei confronti del committente della prestazione. Il contributo integrativo è applicato anche sui corrispettivi relativi alle prestazioni professionali effettuate in favore di ingegneri, architetti, associazioni o società di professionisti e di ingegneria. In occasione della comunicazione annuale il professionista potrà dedurre, dall’importo del contributo
integrativo dovuto, la quota del contributo integrativo versata, risultante dalle fatture ricevute da ingegneri, architetti o società, a condizione che non sia il committente finale della prestazione.

Il contributo minimo è frazionabile in dodicesimi in relazione ai mesi solari di iscrizione. La quota minima mensile è dovuta anche per un solo giorno di iscrizione nel mese solare. La frazionabilità è applicata anche sul volume di affari nei casi in cui il professionista, abbia percepito eventuali compensi nella frazione di anno precedente l’iscrizione all’Albo professionale. In tal caso, poiché il contributo integrativo è applicabile sui soli corrispettivi fatturati nel periodo successivo, su espressa istanza documentata degli interessati, il volume di affari IVA dichiarato viene conseguentemente ricalcolato in base ai corrispettivi che rientrano nell’attività professionale.
Il contributo integrativo non è assoggettabile all’IRPEF e non concorre alla formazione del reddito professionale. Il contributo facoltativo, invece, offre la possibilità di incrementare il montante contributivo e conseguentemente l’ammontare delle prestazioni pensionistiche. L’importo che l’iscritto può versare è calcolato in base ad un’aliquota modulare compresa tra l’1% e l’8,5%, applicata sul reddito professionale imponibile.

Tutte le informazioni di questo post sul regime forfettario per architetti sono tratte da:

Regime forfetario dei professionisti tecnici dopo la Legge di Stabilità

Regime forfetario dei professionisti tecnici dopo la Legge di Stabilità


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Il 2016 si apre con molte novità positive per chi si appresta ad iniziare una nuova attività e vuol ridurre al minimo gli obblighi amministrativi e, soprattutto, il peso del fisco. Le modifiche al regime forfetario rendono infatti questo sistema molto più conveniente...


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Immagine in apertura: Progetto di Sergio Misserotti Architetto ad Alberoni, Lido di Venezia, 2001

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Un commento su “Regime forfettario Architetti: tutto quello che dovete sapere

  1. come noto le banche effettuano una ritenuta sui bonifici per fatture relative a ristrutturazioni edili.
    nel caso di architetti in regime forfettario che esclude ritenute di acconto:
    1- e’ possibile essere esentati dalla ritenuta? se si in che modo?
    2- l’eventuale ritenuta puo essere scomputata in sede di dichiarazione?

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