Referendum nucleare. Le rinnovabili hanno bisogno di concretezza

Come è possibile che l’entusiasmo post-Quarto conto energia si sia trasformato in una forte critica nei confronti del Governo da parte di aziende e associazioni del settore, palesatasi dopo il referendum del 12 e 13 giugno contro (visto l’esito) il nucleare? È in gioco l’impego delle rinnovabili in Italia ed è in gioco anche il futuro dell’integrazione architettonica del fotovoltaico… Come stanno davvero le cose nel Belpaese?

 

La risposta è presto trovata: sul fotovoltaico, come lamenta Gianni Chianetta (Presidente di Assosolare) “dal Quarto conto energia non si stanno avendo i risultati che il Governo sperava: la ripresa del settore resta timida dopo mesi di blocco per la revisione degli incentivi”.
A febbraio infatti il Governo aveva deciso di tagliare gli incentivi all’energia rinnovabile, poi a maggio ha approvato il decreto incentivi al settore fotovoltaico con un nuovo regime di programmazione degli incentivi, eliminando ogni limite alla produzione con un nuovo sistema di regolazione automatica del livello degli incentivi, e prevedendo un tetto di spesa massima.

 

Il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo ha dichiarato: ”L’energia pulita è un settore in grandissima espansione e oggi occorre guardarla con un orizzonte che vada ben oltre il 2020, data che fissa gli impegni internazionali del nostro paese in materia di rinnovabili. Su questo tema esiste una vasta adesione bipartisan. Dobbiamo guardare lontano, rafforzando la strategia intrapresa dal Governo che vede nelle rinnovabili non solo un essenziale contributo ai bisogni energetici ma anche una fondamentale filiera di sviluppo imprenditoriale e occupazionale, affinchè l’Italia possa avere un ruolo da protagonista nell’economia del domani”.
“Bene le parole, ma ora servono i fatti”. È questo il messaggio che arriva dalle imprese delle energie rinnovabili e del fotovoltaico in particolare, come appunto Assosolare, che si dicono pronte a ripartire dopo il risultato del referendum.
Ancora il Presidente di Assosolare: “Invitiamo il Governo a un’azione efficace verso le rinnovabili, considerato che l’azione normativa degli ultimi mesi ha solo bloccato il settore che stenta a ripartire. Bisogna puntare a obiettivi più ambiziosi nel lungo periodo con step intermedi di medio-lungo termine, non servono incontri sporadici, ma un tavolo permanente Governo-Industria delle rinnovabili, che possa monitorare la crescita del mercato e intervenire dove c’é bisogno”.

 

Sul fronte delle rinnovabili si parla anche di una collaborazione internazionale. I Governi di Israele e d’Italia “rafforzeranno la loro cooperazione nello sviluppare nuove tecnologie per l’energia rinnovabile, nella salvaguarda dell’ambiente, nella riduzione dei gas serra e in altri campi in cui esiste interesse comune”: questo si legge nella dichiarazione congiunta siglata al vertice intergovernativo guidato dal premier Benjamin Netanyahu e dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

 

E allora? Perché dalle parole non passiamo ai fatti? Dopo l’opinione dei cittadini, è chiaro che bisogna andare in una direzione precisa: incentivare e far crescere il fotovoltaico e le rinnovabili e, per quanto ci riguarda, lavorare affinchè le tecnologie utili all’integrazione architettonica dei sistemi energetici che sfruttano le energie rinnovabili migliorino, costino di meno e diventino alla portata di tutti.

 

di Giacomo Sacchetti

 

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