Reduce, Reuse, Recycle. Architecture as Resource

La diffusione di un atteggiamento pragmatico e deciso verso la gestione degli edifici esistenti costituisce il cuore del contributo della Germania alla 13. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia.
L’obiettivo della mostra “Reduce/Reuse/Recycle. Architecture as Resource” è stato quello di descrivere il grande valore che il tessuto costruito esistente rappresenta nel plasmare il nostro futuro. Processi di riduzione del consumo di suolo e rifunzionalizzazione su larga scala devono essere affrontati e controllati, oggi più che mai, in contesti in cui l’immenso patrimonio di edifici del dopoguerra è in attesa di essere rigenerato.
In una società vocata alla progressiva “diminuzione”, in cui siamo circondati da un eccesso di “esistente”, la professione dell’architetto deve assumere un nuovo ruolo: quello di “sviluppatore dell’esistente”.

 

L’energia e le altre potenzialità contenute negli edifici esistenti, inclusi i valori sostanziali, estetici, culturali, sociali e storici, devono essere oggetto di un nuovo approccio. Un modello efficace potrebbe riguardare la rivalutazione dei rifiuti come preziose materie prime. Tale approccio metodologico è sintetizzato nello slogan della mostra 3R: Reduce, Reuse, Recycle. Questi tre concetti costituiscono la cosiddetta “gerarchia dei rifiuti”, una filosofia secondo la quale il minimo intervento è, in ogni caso, il migliore. La riduzione della quantità di rifiuti inutilizzati ha la massima priorità, seguita dal riutilizzo più “diretto” possibile dello scarto, mentre la terza priorità è rappresentata dalla trasformazione materiale dei rifiuti attraverso operazioni di riciclo.

 

La mostra trasferisce questa logica di “contenimento e riduzione al minimo” nei confronti degli edifici esistenti e si interroga se questa logica consenta a un nuovo sistema di valori di emergere: meno viene modificato l’esistente, e quindi minore è l’energia impiegata, più efficace è il processo. In occasione della mostra, il Commissario Generale del Padiglione Tedesco, Muck Petzet, ha selezionato sedici progetti che si distinguono per il loro approccio al riuso, esemplificano undici diverse strategie di conversione.

 

La mostra stessa ha incarnato il messaggio delle 3R nella sua forma e sostanza: l’allestimento del padiglione è stato ridotto al minimo possibile; la dominanza del portico e della hall centrale è stata messa in secondo piano in favore della libera circolazione, senza ostacolare l’edificio esistente con alcuna sovrastruttura espositiva. L’architettura, la sua collocazione e la sua materialità si sono fatti portatori dei contenuti della mostra: applicate direttamente sulle pareti, le grandi immagini fotografiche di Erica Overmeer hanno offerto la vista dei progetti esposti a scala quasi reale. La documentazione, attraverso l’occhio imparziale del fotografo che mostra interesse anche per gli aspetti apparentemente meno importanti, porta con sé il tema principale della mostra: l’impegno con l’esistente.

 

L’allestimento stesso, progettato da Konstantin Grcic, è un manifesto alla moderazione e tiene in grande considerazione l’edificio contenitore dell’esposizione: il modo in cui sono state posizionate le fotografie ha creato un percorso strettamente dipendente dalle opportunità offerte dall’architettura esistente. Le immagini sono state affisse alle pareti in modo da ricoprire il battiscopa e occupare il “Common Ground” del pavimento in pietra naturale, come se potessero entrare a farvi parte. L’accattivante lettering di Thomas Mayfried e Swantje Grundler è stato fisicamente integrato all’architettura, dipinto o applicato sulle superfici. Il potenziale dello spazio è stato completamente espresso e, allo stesso tempo, riferimenti alla vita quotidiana veneziana hanno favorito le qualità sensualmente tangibili; un elemento preso in prestito dallo streetscape veneziano ha giocato un importante ruolo: le passerelle tipicamente utilizzate quando l’acqua alta invade la città hanno attraversato gli ambienti del padiglione a diverse altezze, come supporto ai percorsi di visita e alla visualizzazione dei progetti, come sedute o, semplicemente, come piattaforme panoramiche.
Così come le passerelle, anche il sistema di simboli utilizzati per la mostra ha costituito un forte riferimento locale alla quotidianità di Venezia. Il sistema grafico si è infatti ispirato al codice di orientamento dei vaporetti sviluppato da Giulio Cittato negli anni ’70, uno dei pochi contributi modernisti visibili a Venezia e sopravvissuti fino ad oggi.
La combinazione di “antico” e “contemporaneo”, dell’esistente e della sua continuazione, sviluppo e perpetuazione, sono ugualmente presenti nella sostanza e nella forma dell’esposizione.

 

a cura di Federica Maietti

 

L’articolo completo e le immagini dell’allestimento del Padiglione della Germania alla 13. Mostra Internazionale di Architettura sono pubblicati nella e-zine n. 54 “REUSE/RECYCLE”.

 

Nell’immagine, vista della mostra “Reduce/Reuse/Recycle. Architecture as Resource” nel Padiglione Germania. Foto © Erica Overmeer

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