Recycle-Craft Park, facciamo rinascere il Millennium

Il progetto del Millennium Dome è il seguito dello sviluppo delle aree portuali degradate londinesi, iniziato negli anni ’80 dal London Dockland Development Council.
Questo colossale landmark non ha avuto vita facile, a partire dai problemi di realizzazione e di manutenzione, nè ha soddisfatto le aspettative. Nel 1999 è intervenuta la English Partnership, autorità statale, che ha deciso di valorizzare l’intervento proponendo lo sviluppo dell’intera Penisola Greenwich.

 

Il progetto Real Estate
Nel 2004 è stato approvato il progetto di sviluppo e gestione a opera della Quintain RE, in compartecipazione con altre società private e l’autorità governativa. La Quintain Real Estate è una compagnia che opera soprattutto nel Regno Unito, con progetti che interessano vuoti urbani e vecchie aree industriali, sviluppati in compartecipazioni pubbliche e private. Il Masterplan per il Millennium Dome di Quintain RE prevedeva un programma a uso misto tra residenze, uffici, commercio e intrattenimento.
I deficit del progetto sono, in particolare, la mancata continuità con l’intorno, nonostante la buona connessione dal punto di vista infrastrutturale, e la presenza della vicina area industriale e di una arteria stradale, che procurano rumore e inquinamento.
La prima idea progettuale era quella di acquisire l’area industriale per trasformarla in un parco-archeologico (come è stato fatto nella Ruhr Valley), e realizzare un percorso flottante che lo connettesse con i quartieri adiacenti, permettendo una piacevole esperienza del Riverfront.

 

Il progetto di sviluppo e implementazione
Nel corso dell’anno accademico 2008/2009 i Professori Professori Giovanni Lavarra, Federico Zan e Roberta Cucca hanno tenuto il laboratorio di urbanistica Real Estate Places Makers nel corso del quale, allo scopo di capire il funzionamento di questi macro-processi e i ruoli degli attori coinvolti, come le municipalità locali, gli abitanti, gli enti e i consorzi, ogni gruppo di lavoro ha dovuto prendere in esame una Real Estate in particolare per analizzarne la struttura, la logica marketing e di intervento dei progetti. Una volta individuato un progetto realizzato o in corso d’opera, che avesse un certo interesse, lo si doveva rimaneggiare o semplicemente implementare con strategie sociali in grado di migliorare la qualità della vita, e laddove necessario rendere meno impattante l’intervento speculativo.

 

Il progetto Recycle-Craft Park for a Millennium Re-Growth per il Millennium Dome che presentiamo in queste pagine è l’esito del laboratorio ed è stato sottoposto alla nostra attenzione dall’architetto Michele Gemmi, che lo ha realizzato insieme ad altri progettisti. I temi svolti pongono al centro del dibattito i progetti di sviluppo urbano a opera delle compagnie Real Estate, che talvolta rappresentano veri e propri fenomeni speculativi capaci di alterare in maniera incisiva le porzioni di territorio interessate.

 

Nel progetto Recycle-Craft Park for a Millennium Re-Growth, il gruppo di lavoro, a seguito della crisi economica, ha deciso di implementare il programma del parco con una funzione che producesse posti di lavoro e allo stesso tempo diventasse un esempio da seguire come alternativo modello di sviluppo. La realizzazione di un parco sinergico, capace di combinare la pratica del riciclo nelle sue diverse forme, coinvolgendo e coordinando professionisti e meno abbienti nel processo di raccolta e trasformazione dei rifiuti, darebbe nuove possibilità economiche e di riscatto sociale.
Visto che tutto ciò viene organizzato all’interno di un parco pubblico, che si connota come un museo della filiera del riciclo, potrebbe non solo attrarre e sensibilizzare i visitatori, ma anche dare luogo a circuiti virtuosi ed essere preso per esempio da altre località.

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