Recupero Restauro Riqualificazione, Scuola Internazionale di Torino

La Scuola Internazionale (International School of Turin, IST, già Scuola Americana) è un’associazione no profit. Nasce nel 1966, quando l’ambasciatore americano di allora a Torino, presenta all’Ing. Enrico Salza (Past President di Banca Intesa Sanpaolo), co-fondatore della scuola e oggi Presidente Onorario, una piccola realtà educativa che aveva bisogno di supporto. La città raccolse quell’invito, credendo nella futura crescita, dal punto di vista internazionale, e decise di creare la Scuola, in modo da attirare imprese e formare una classe dirigente riconosciuta in tutto il mondo. Così fu, la scuola Internazionale divenne nel corso del tempo una realtà sempre più importante e, dagli originari trenta allievi, oggi è passata a 400. Nel 2005, la Camera di Commercio di Torino e Banca Intesa Sanpaolo, hanno affiancato la scuola nella ricerca e individuazione di una nuova sede perché quella di allora – nel centro storico di Moncalieri – non era più idonea a soddisfare le esigenze di un’istituzione moderna e competitiva quale l’IST era divenuta. L’Ing. Salza, di concerto con il comune di Torino, individuò il sito del Bonafus quale possibile area per la realizzazione della Scuola. La porzione interessata era quella di villa Borbogliosa, una residenza nobiliare tardo settecentesca, oramai senza funzioni, parzialmente adibita a sede del settore verde pubblico della città, insieme a modesti manufatti rurali di recente edificazione. Nel 2006 la Camera di Commercio di Torino ha indetto un concorso a inviti per uno studio di fattibilità sulla realizzazione della nuova sede della Scuola, attraverso il recupero dell’antica villa e una nuova costruzione, in luogo delle preesistenze rurali. Lo Studio Baietto Battiato Bianco Architetti Associati risultò vincitore di quel concorso e, nei mesi successivi, si avviò la progettazione, terminata nel 2007. Nell’ottobre del 2008 sono iniziati i lavori di restauro e costruzione, terminati nel settembre del 2010.

 

Le serre di Villa Borbogliosa. Il luogo ricorda atmosfere rarefatte in cui la natura è idealizzata dall’arte. Questa sensazione ha orientato le scelte formali verso segni coerenti con la preesistenza antica, da scoprire attraverso una lettura unitaria dell’architettura e del suo paesaggio; le suggestioni più forti sono state quelle dei valori geografici e della natura.
I caratteri della nuova architettura ricordano le serre della collina torinese, ma lo sguardo non è mai diretto, la citazione tipologica è soltanto accennata. Il confronto con l’architettura antica è chiaro: non c’è mimesi vernacolare né segno autoreferenziale, le scelte prediligono un’immagine che prenda il tono del paesaggio, della natura circostante, che ne risolva una porzione incompiuta, senza uscire dal coro. Le specchiature vetrate delle aule disegnano linee orizzontali, riprese nei campi di intonaco, segni di trasparenza coronano i corridoi e svelano, nel corpo centrale, un volume di formelle di cotto, la cui pelle rossa non ha soluzione di continuità fra pareti e copertura.
L’esigenza di un complesso scolastico organico, articolato nei diversi gradi di formazione — ma unitario nelle strutture e nella concezione distributivo-spaziale — ha guidato la realizzazione di un’architettura unita al manufatto storico e raccolta attorno a una corte aperta a Sud-Ovest. Le antiche giaciture sono riprese nel disegno della corte centrale, su cui si affacciano le aule: metafora dell’integrazione fra studenti di nazionalità diverse ma anche occasione quotidiana di scambio di esperienze e confronto fra i diversi livelli di apprendimento, filosofia alla base dei programmi didattici e culturali dell’International School of Turin.

 

Il progetto
La Villa. La Villa Borbogliosa, manufatto tardo settecentesco, ospita, nella porzione più aulica, funzioni di rappresentanza e uffici di presidenza e direzione. L’intervento di recupero è stato filologico e ha eliminato alcune trasformazioni interne, restituendo all’impianto generale i caratteri distributivi originali: al piano terreno i saloni affrescati e al piano primo gli ambienti più piccoli secondo gli usi dell’edificio nel periodo ottocentesco. Nella manica che si sfila a Est, l’ex granaio, è ospitata l’High School, le aule e i laboratori su due livelli. La distribuzione è resa possibile da una passerella contenuta all’interno di un nuovo volume accostato sul lato Nord dell’edificio storico.
Nel restauro, le scelte dei materiali, prediligono le consuetudini locali tardo ottocentesche, piuttosto che una rigorosa ricostruzione filologica, non giustificata dalle molte trasformazioni subite dall’edificio originario.  

 

Il nuovo edificio. La nuova architettura si sfila dall’edificio storico, con una manica semplice, per poi riprendere la giacitura di alcuni manufatti preesistenti, poi demoliti, con tre maniche diverse, articolate in modo da formare una corte centrale aperta a Sud-Ovest con l’edificio dell’ex granaio. L’immagine delle tre porzioni è unitaria ma declinata in modi diversi in relazione alle funzioni ospitate.
Il lato Nord ospita alcune aule dell’High School — le altre sono collocate nell’adiacente manica dell’ex granaio — e permette il collegamento interno con l’edificio attiguo della palestra; è a unico livello con corridoio distributivo centrale e aule sui due lati.
La manica centrale è di sezione maggiore ed è articolata su due e tre livelli. Qui sono collocate, al piano terra, le classi della Middle School e dell’Elementary, oltre alla mensa, ai laboratori scientifici e ad altre aule speciali, nella porzione centrale, caratterizzata dal volume in cotto ventilato, a doppia altezza. Al piano primo (sempre nel volume centrale) è inserita la biblioteca internazionale su due livelli: primo e soppalco, e una grande sala congressi/auditorium. Sul lato Est, verso le serre del Bonafus, questa manica centrale non è simmetrica per tutto il suo sviluppo: presenta un portico vetrato, a doppia altezza, generato dalla mancanza, su quel lato, del volume delle aule. Un ingresso sulla testata Sud, dedicato a un pubblico anche esterno alla scuola, rende possibile una fruizione indipendente per la biblioteca internazionale.
La terza manica della nuova architettura è posta a Sud, con sviluppo longitudinale Est-Ovest, e ospita le aule della Pre-School, con una sezione doppio distributiva con corridoio centrale e aule sui due lati, a unica altezza. In questa porzione è inoltre collocata una reception sulla testata Ovest, verso l’ingresso principale del complesso, con funzione di segreteria e accueil per gli esterni.
L’edificio della palestra, direttamente collegato alla scuola, ma formalmente autonomo per materiali e tecnologia costruttiva, è posto a Nord-Est ed è parte integrante dell’area sportiva esterna, qui sistemata. La dotazione di superfici attrezzate è caratterizzata da due piastre polivalenti, pavimentate in erba sintetica, per le attività all’aperto.

 

L’esterno. Le altre aree esterne sono caratterizzata da spazi verdi piantumati con alberi di basso fusto e porzioni inghiaiate. La corte centrale è dedicata alle relazioni fra gli studenti dei diversi gradi di scuola ed è disegnata da quattro spicchi verdi, ora piantumati, ora attrezzati con i giochi per i più piccoli. Un’ampia area a Sud, inghiaiata e piantumata nella sola porzione centrale, definisce una viabilità interna e gli spazi per la circolazione e lo stazionamento dei mezzi privati e dei bus navetta. La Villa conserva l’originario giardino botanico, ancora oggi ornato da specie rare che sottolineano stretti sentieri intorno ad un piccolo ninfeo.

 

Committente: International School of Turin
Progetto architettonico, Progetto Strutturale, coordinamento generale: Studio Baietto Battiato Bianco Architetti Associati
Progetto impianti: Tecnocamere S.C.p.A.
Impianti meccanici: Ing. Petrozziello
Impianti elettrici: Ing. Ronco
Impresa costruttrice: Arcas spa
Localizzazione: Strada Pecetto, 37 (Chieri) 
Cronologia del progetto: 2005-2008
Cronologia della realizzazione: 2008-2010

Dati dimensionali
Superficie lotto: 25.500 mq
Superficie coperta: 5.500 mq
Superficie complessiva: 6.800 mq

 

Materiali nuovo edificio
Intonaco, cotto ventilato, lamiera d’acciaio

 

Facciate ventilate
Progetto, produzione e montaggio: Abaco Solutions srl
Fornitura rivestimento in cotto: SanMarco-Terreal Italia srl
Superficie intervento: 7500 mq

 

Nell’immagine di apertura la Scuola Internazionale di Chieri. Foto: Beppe Giardino

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