RAPPORTO MARMOMACC INCONTRA IL DESIGN: “HYBRID AND FLEXIBLE”

La 3a edizione dell’evento espositivo Marmomacc Incontra il Design: “Hybrid and Flexible”, a cura di Evelina Bazzo, si è concluso con un grande riconoscimento da parte della stampa e un feed-back positivo degli addetti del settore. Ibridazione, flessibilità, contaminazione, metamorfosi e trasformazione: queste erano state le stimolanti chiavi di ricerca proposte a 13 aziende, in stretta collaborazione con 16 progettisti, per sviluppare il nuovo tema di Marmomacc Incontra il Design.

 

L’occasione di ripercorrere le novità di quest’edizione appena conclusasi, ci permette di sottolineare l’originale percorso innovativo del prodotto litico, che è emerso passeggiando tra
i padiglioni 6, 8 e 10 del quartiere fieristico veronese.

 

Entrando nel padiglione 6, nello stand de Il Casone, il giovane architetto Francesco Steccanella ha espresso magistralmente la sua attenta passione per la ricerca sui materiali. Come note su di uno spartito musicale, Steccanella ha alternato lamine di marmo ad una fine tarsia di legno, metallo e vetro, creando così un contrappunto ritmico sensoriale, tattile e cromatico.
Poco oltre, nello spazio espositivo di Marsotto la nuova collezione “Edizioni” di oggetti multifunzionali di arredo disegnati da James Irvine abitavano, idealmente, un giardino con piscina, very minimal. Invece, nel progetto “Ibrido” di Tobia Scarpa, per Testi Fratelli, il marmo si faceva calore, antico focolare nel rivestimento di una stufa e di un camino. Là dove la stufa, in marmo di Carrara, si imponeva nello spazio come un imponente totem, dall’altro lato il camino lo rendeva quasi ‘a scomparsa’. Volendo, il corpo in metallo del camino si poteva chiudere su sè stesso al fine di valorizzarne solo la raffinata cornice in marmo.
Gli architetti Marta Laudani e Marco Romanelli hanno presentato, per Mele Design di Fratelli Mele, una seduta-scultura. Come ibrido tra arte e natura, gli architetti a colpi di matita hanno scolpito il ‘nobile blocco’ di pietra leccese.
Il felice matrimonio tra l’eccellenza della perizia tecnica di Budri con la genialità creativa di Patricia Urquiola ha superato qualsiasi aspettativa, creando il tappeto di un magico eden, dove una cascata di fiori coloratissimi oversize avvolgeva il visitatore. Rarefatto, invece, era il lounge creato da Marco Piva per Cava Romana. Comode sedute ed eleganti tavolini riempivano delicatamente uno spazio, sospeso su imponenti colonne in marmo e metallo, pensato come un limbo high-tech per un ideale centro benessere del futuro.
Si lasciava il padiglione 6 attraversando lo ‘stand-museo’ realizzato da Alberto Campo Baeza, dove si presentava, in un lirico allestimento parietale, tutta la collezione degli oggetti prodotti da Pibamarmi. Qui, all’interno della struttura, si offriva un’oasi di silenzio e meditazione. Immerso nella penombra, si poteva sostare a contemplare il lento passaggio di elissi luminose che riverberavano sulla superficie della pietra.

 

Proseguendo al padiglione 8, Michele De Lucchi presentava, per MGM Furnari, “Decoro geologico” e “La torre dei trampolini”. Entrambi in lava, il primo, nato da un gioco geometrico, era un rivestimento parietale, mentre il secondo era un mobile, composto da una serie di trampolini sovrapposti. Completamente diversa la struttura sinuosa, in legno e marmo, progettata da  Craig Copeland e Turan Duda per una nuova interpretazione espositiva dello stand di Henraux. La struttura-nastro conteneva al suo interno anche complementi d’arredo pensati specificatamente per creare così un’opera totale.
E poi. Omaggio alla tradizione palladiana, fusione tra la classicità dello spazio scenico e la contemporaneità degli oggetti, così Luca Scacchetti ha declinato il tema “Hybrid and Flexible”, nello stand di Grassi Pietre.

 

Al padiglione 10, per Santa Margherita si trovava il progetto “Pietra in fiore” di Aldo Cibic, ovvero, cercare di umanizzare l’architettura, lasciandola contaminare dalla natura.
Sicuramente piena di poesia era anche l’interpretazione, dei giovani architetti Marco Fagioli e Emanuel Gargano, di flettere la pietra, come fosse una tessuto. Modulare, allora, il perimetro dello stand espositivo di Vaselli Marmi, in uno sviluppo sinuoso del volume, reso tale dalla scansione ritmica dell’alternarsi irregolare di sottili lesene a leggeri vuoti.
Opposta era, invece, la proposta dell’architetto Francesco Lucchese nell’allestimento per Scalvini Marmi, dove ha creato uno spazio vivace di colonne in marmo e plexiglas che sembravano dissolversi nella riflessione data dalla lucentezza metallica del pavimento
e del soffitto.

 

Per concludere, sembra evidente affermare, dall’excursus delle soluzioni progettuali presentate, che  sostenere e promuovere l’innovazione (creativa e tecnologica), siano state le scommesse vincenti, in grado di rendere la 3a edizione di “Marmomacc Incontra il Design” un vero successo.

 

a cura di Evelina Bazzo

Nell’immagine, lo stand de Il Casone, progettato dall’architetto Francesco Steccanella. Foto © Alberto Parise

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