Quarto conto energia, rinnovabili nella bufera delle opinioni

Una vera e propria bufera di opinioni (molte delle quali negative) si è abbattuta sul Quarto conto energia. Al contrario dei primissimi commenti positivi (quello dell’IFi per esempio), molte delle reazioni al Quarto conto energia sono state negative, sia dalle aziende, sia dalle Associazioni. In molti sostengono che gli incentivi non siano sufficienti e che non sia sufficiente nemmeno il tempo previsto per “spalmarli”, altri dicono che il provvedimento sia “antidemocratico” perchè non garantisce continuità alle tantissime piccole aziende sorte grazie agli incentivi precedentemente erogati. Di seguito una panoramica sulla discussione che si è aperta in Italia tra le Associazioni che si occupano del settore.

 

Le opinioni positive
GIFI
Secondo il Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane sono stati raggiunti obbiettivi importanti e migliorativi per il mercato: l’innalzamento della potenza incentivabile da 8.000 MW a 23.000 MW, l’innalzamento sino a 1.000 kW per gli impianti su edificio che resteranno fuori dal registro e altri meccanismi premianti. Finalmente è stato firmato il decreto che permette all’intero comparto di ripartire e pianificare i prossimi 5 anni di attività. GIFI/ANIE ha contribuito alla stesura del testo definitivo.

 

IFI
Filippo Levati, Presidente di IFI: “Dopo il lungo confronto delle ultime settimane, il Comitato delle Industrie Fotovoltaiche Italiane esprime la sua grande soddisfazione per i contenuti del nuovo decreto che riconosce grande valore al ruolo della filiera industriale italiana ed europea nello sviluppo del settore fotovoltaico. Un obiettivo che fino a poche settimane fa sembrava irraggiungibile, a detta di molti, ha finalmente trovato nelle istituzioni una importante disponibilità all’ascolto. Grande attenzione è stata dimostrata nei confronti di una nascente industria che muove i suoi primi passi all’interno di un settore, quello delle rinnovabili, in grande fermento e crescita. Abbiamo lavorato intensamente e incessantemente per settimane, con risorse limitate ma con l’appoggio e la straordinaria efficienza delle strutture operative dell’associazione confindustriale, stimolando il confronto con le istituzioni, il governo e le parti coinvolte. Da una contrapposizione iniziale abbiamo raggiunto un importante equilibrio nell’interesse del sistema paese”.

 

Le opinioni negative
Assosolare, associazione nazionale dell’industria fotovoltaica

Grazie al terzo conto energia sono nati tanti singoli piccoli produttori, una pluralità di potenziali concorrenti delle grandi centrali tradizionali, concorrenti ora, con il Quarto conto energia, a serio rischio di sopravvivenza.
Il nuovo sistema di incentivi per il comparto del fotovoltaico costituisce quindi “un attacco alla democrazia” nel settore energetico.
Il Decreto ha sancito la retroattività di fatto del regime degli incentivi. Le aziende che avevano investito sulla base di un regime tariffario appena entrato in vigore e di durata triennale si sono trovate a marzo, a soli due mesi di distanza dall’entrata in vigore, a veder disconosciuti quegli stessi diritti a partire dal 1 Giugno.
Leggi l’articolo sulla situazione attuale italiana dopo il Decreto di marzo.

 

POI Photovoltaic Operators Investors, gli operatori stranieri
In risposta alle modifiche del quadro normativo sull’energia rinnovabile, ha chiesto allo Stato italiano il risarcimento dei danni subiti per un valore stimato di circa 500 milioni di euro. Sotto accusa le norme contenute nel Quarto Conto Energia e nel Dlgs 28/2011 sulle rinnovabili (leggi in testo del Dlgs 28/2011).
Secondo gli investitori, il decreto è penalizzate per chi, facendo affidamento sul Terzo Conto Energia, ha intrapreso investimenti da realizzarsi entro il 2011 e il primo trimestre del 2012, sostenendo costi per oltre 500 milioni di euro. Per le aziende, l’Italia ha disatteso il Trattato sulla Carta dell’Energia di Lisbona.

 

SOS Rinnovabili
Un altro ricorso verrà presentato da SOS Rinnovabili alla Corte di Giustizia Ue, “perché il Dlgs 28/2011 non recepisce la direttiva europea sulle rinnovabili, ma anzi limita lo sviluppo delle energie dal sole”.

 

Anima
E non si è fatta attendere la reazione del presidente di Anima, Sandro Bonomi, che torna sull’argomento con un durissimo comunicato stampa: “A meno che il decreto del cosiddetto Quarto Conto Energia per il fotovoltaico non venga annullato e non venga ripensata la distribuzione degli incentivi tra le diverse tecnologie, chiediamo con la massima urgenza la creazione di uno strumento di incentivazione stabile per lo sviluppo delle tecnologie rinnovabili termiche e per l’efficienza energetica in Italia” ha dichiarato.
E prosegue rincarando la dose: “Abbiamo assistito all’ennesimo autogol della politica che aveva la possibilità di far crescere il nostro Paese grazie alla manifattura che il mondo ci invidia”.
Gli italiani continueranno a pagare in bolletta un costo di prodotti molto spesso importati dall’estremo oriente, è la denuncia di Bonomi.

 

 

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet



Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico