Quarto conto energia. Parla l’Ocse, ma non solo: è acceso il dibattito su web e facebook

Associazioni, aziende, organizzazioni, web, facebook, blog. Tutti attivi sul Quarto conto energia. Di ieri è l’opinione dell’Ocse. Dal 5 maggio è accesissimo il dibattito post decreto su internet.

 

L’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) ha svolto un’analisi della situazione economica italiana. Tale opinione si inserisce nel dibattito nato (e che prosegue, anche sul web) in seguito all’approvazione del Quarto Conto Energia sulle energie rinnovabili. L’intervento, in occasione della presentazione da parte del segretario generale dell’organizzazione Angel Gurría e del ministro dell’Economia Giulio Tremonti del “Rapporto Italia 2011“, ci dà utili indicazioni su temi energetici e ambientali importanti, primi tar tutti gli incentivi alle rinnovabili e la gestione dei rifiuti. Vediamo cosa Gurrìa ha detto in merito alle rinnovabili e al Quarto conto energia.

 

La sitauzione di fatto: fotovoltaico VS eolico
Angel Gurría ha detto che gli incentivi e i sussidi più alti per il solare rispetto all’eolico possono incoraggiare la ricerca e lo sviluppo del solare ma, se garantiti per troppo tempo, possono risolversi in costi molto alti per ottenere piccole riduzioni delle emissioni.

 

Quello che bisognerebbe fare: no a sussidi diversificati
L’attività di gestione delle fonti rinnovabili in Italia avrebbe bisogno di abbandonare i meccanismi di incentivazione basati sulle specifiche tecnologie. Dovrebbe adottare un nuovo sistema legato prima di tutto ai risultati ambientali. Angel Gurría sostiene che predisporre programmi di sussidi diversificati per ciascuna fonte rinnovabile non è una strategia efficiente: non bisognerebbe incentivare una particolare tecnologia, ma occorre puntare su strumenti utili a raggiungere obiettivi al minor costo possibile. Un esempio? I certificati verdi.

 

L’analisi è dunque molto precisa. Si aggiunge così una nuova opinione (leggi le altre opinioni) di fatto negativa sul tanto atteso e inizialmente acclamato Quarto conto energia. I dubbi sono quindi tanti, così come le perplessità. Che fine faranno le tecnologie che non sono il fotovoltaico

 

Sul web. Le condivisioni degli articoli e delle opinioni su i ternet e sul Facebook sono tantissime (basta scrivere sul motore di ricerca interno a Facebook “Quarto conto energia” e lo vedrete). In particolare segnaliamo: “Il nuovo sistema di incentivi per il comparto del fotovoltaico costituisce un attacco alla democrazia nel settore energetico” (paroleverdi.blogosfere.it che riporta l’opinione di Assosolare).
“Diverse novità positive per il settore, anche se l’applicabilità resta tutta da definire” dice Davide Chiaroni dell’Energy Strategy Group del Politecnico di Milano su www.qualenergia.it.
Inoltre, per toccare un tasto dolente e sensibile: alle normali sanzioni si aggiungerà, abbiamo letto nel testo del Quarto conto energia, un indennizzo per chi subisce ritardi superiori a 30 giorni nell’allaccio dell’impianto. Questo indennizzo è pari alla differenza tra il nuovo incentivo, più basso, e il vecchio, più alto, perso a causa dei ritardi della società che gestisce la rete elettrica. Una domanda emerge quindi da un giro sul web: chi paga gli indennizzi?

 

E se cercate ne trovate senz’altro altre. Ne abbiamo riportate alcune perchè questo è il segno che il web, su un argomento così importante e così tecnico, si muove con coscienza e cognizione di causa; e che il quarto conto energia, così importante, si diffonde e si fa conoscere grazie internet.

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