Promozione architetti italiani all’estero, concorso per riqualificazione di una piazza a Hanoi

Dopo il lancio dell’dea di creazione del Database architetti italiani, prosegue il progetto di internazionalizzazione degli architetti italiani. Entro la fine di febbraio sarà infatti bandito un concorso di idee rivolto agli architetti per la riqualificazione della piazza Dong Kinh Nghia Thuc e della strada Hang Dao, nel quartiere delle strade dei 36 mestieri ad Hanoi, in Vietnam. Lo ha annunciato Domenico Podestà, presidente del dipartimento Europa e Esteri del Consiglio nazionale degli architetti. Oggetto della competizione sarà la riqualificazione della cosiddetta.

 

Il concorso è organizzato dall’Ordine degli architetti di Genova con l’Associazione architetti del Vietnam, il Cnappc e il ministero degli Esteri Italiano. Si tratta di un secondo contributo concreto che il Cnappc offre agli architetti nell’ambito del progetto internazionalizzazione.
Il Consiglio degli architetti infatti ha firmato due protocolli di intesa con Paraguay e Vietnam per promuovere i professionisti italiani all’estero. Se in Vietnam si è optato per l’organizzazione di un concorso riservato a concorrenti italiani, per il Paraguay, dove è stato richiesto un contributo per un “osservatorio di urbanistica”, si è scelto di raccogliere e condividere curricula di professionisti italiani che potevano certificare i requisiti richiesti.

 

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Torna inoltre, sempre a proposito di nuove opportunità, questa volta in Italia, Aaa Architetticercansi, il concorso di architettura per giovani sotto i 35 anni ideato e promosso da Federabitazione Lombardia. Giunto alla terza edizione e patrocinato dal Comune di Milano e dall’Ordine degli Architetti, il concorso vede, accanto a Federabitazione, altri partner: Legacoop abitanti Lombardia, Generali immobiliare Italia e sgr del gruppo Generali, specializzata nella promozione e gestione di fondi immobiliari.

 

“Essere riusciti a dare vita a questo concorso è un piccolo miracolo – dice Alessandro Maggioni, presidente Federabitazione. E prosegue: “Abbiamo il dovere di rimboccarci le maniche e creare le condizioni perché i bisogni trovino risposte, il lavoro rifiorisca e il benessere si redistribuisca”.

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