Progetto insediativo di rialloggiamento per un design inclusivo, Sarkhej Roza, India

Il progetto Gaay Nagar: Cow District dell’architetto Laura Marcheggiano è incentrato sulla realizzazione di una comunità insediativa composta da circa duecento unità abitative a prezzi accessibili nella periferia di Ahmedabad, India, in grado di ospitare i residenti degli insediamenti che circondano il sito. La vera sfida nel progetto di rilocalizzazione dello slum consiste nella possibilità di essere replicato in altre aree con condizioni simili, sottolineando la necessità di un approccio olistico nella progettazione di un habitat.

 

Il “modello inclusivo” di intervento propone un paradigma alternativo al sistema economico standard in cui, attraverso la partecipazione della comunità e lo sviluppo sociale, ogni parte interessata tragga reciprocamente beneficio dal progetto.
La ricerca progettuale si concentra sull’aspetto socio-comunitario e sul dualismo urbano-rurale che caratterizzano la periferia. Mentre gli abitanti della città hanno perso il contatto con la natura e l’ambiente esterno, le persone che vivono in ambiente rurale hanno perso la loro terra e quindi la loro fonte di sussistenza. Come possono coesistere questi due stili di vita? Il progetto propone una serie di azioni per lo sviluppo insediativo di una comunità della periferia, tra cui la strategia “Cut & Fill” per reagire alle stagioni monsoniche, che consiste nello spostamento del terreno per realizzare piattaforme rialzate per le aree edificate e bacini di raccolta; la progettazione di un ambiente costruito in grado di assorbire estensioni e cambiamenti; l’assegnazione della terra ai proprietari di bestiame, che ricevono un lotto libero su cui è costruito un solo blocco di servizi che può poi essere trasformato nel tempo (Site & Service). Gli abitanti delle città, che non dipendono dalla terra per il loro sostentamento, condividono edifici a più piani che forniscono tutte le comodità e che non subiscono modifiche future (Finished Product).
Dal punto di vista di economico, la popolazione urbana è in grado di acquistare prodotti finiti e di sovvenzionare i costi per gli alloggi della popolazione rurale, che è a sua volta facilitata dalla possibilità del Site & Service. Con il 40% di acquirenti e il 20% di abitanti dello slum, sono state sviluppate diverse tipologie edilizie per gruppi di utenti (75% collettiva: 90/120 mq, 25% unifamiliare: 45 mq). Dal punto di vista ecologico, invece, la popolazione rurale è in grado di fornire servizi e prodotti essenziali: l’idea è quella di considerare la mucca come componente vitale centrale del ciclo ecologico. Il bestiame ha infatti le potenzialità di vivere con i soli rifiuti organici e di trasformarli in prodotti di valore (prodotti caseari, medicinali, carburante – sterco o bio-gas), oltre a lavorare la terra e fornire fertilizzanti naturali. Le aree verdi svolgono quindi un ruolo fondamentale nella progettazione: il Green Path diventa l’ombelico della comunità, lo spazio generativo di un modello economico, creato attraverso un processo di condivisione a scala locale.

 

L’articolo completo e le immagini del progetto sono pubblicati nella e-zine n. 50 “INCLUSIVE DESIGN”

 

Il progetto è vincitore della Medaglia d’Oro per la categoria “Progetti elaborati come Tesi di Laurea” alla nona edizione del Premio Architettura Sostenibile 2012.
Secondo il parere della giuriala ricerca affronta, con un approccio sistematico e accurato, la definizione di un modello replicabile di sviluppo insediativo per una comunità nella periferia di Ahmedabad, basato sulla partecipazione collettiva al processo di sviluppo e riscatto sociale di vaste fasce di popolazione. La promozione dell’integrazione e dell’interazione reciproca fra l’ambiente urbano e quello rurale e le rispettive socialità viene proposto come modello flessibile in grado di attivare sinergie di mutua utilità con positivi risvolti in termini sociali, economici ed ecologici su tutto il territorio coinvolto”.

 

a cura di Federica Maietti

 

 

Nell’immagine, vista del progetto Gaay Nagar: Cow District dell’architetto Laura Marcheggiano. Fase di autocostruzione nella logica Site & Service

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet



Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico