Progetto disequilibrante, Ugo La Pietra in mostra a Triennale Design Museum

Fino al 15 febbraio 2015 Triennale Design Museum ospita Ugo La Pietra. Progetto disequilibrante, la prima grande mostra monografica sul lavoro di Ugo La Pietra dal 1960 a oggi con l’obiettivo di mettere in luce l’aspetto umanistico di questo progettista eclettico.

 

Architetto di formazione, artista, cineasta (e attore), editor, musicista, fumettista, docente, Ugo La Pietra rimane un osservatore critico della realtà, che ha sondato, analizzato, criticato, amato, riprogettato con una profondità rara, disvelando le contraddizioni insite nella cultura e nella società. In termini teorici la sua completa attività – così eterogenea e complessa da risultare di difficile collocazione critica e disciplinare – è da interpretare come una lunga militanza all’interno della categoria dell’anti-progetto.

 

La sua attività compie oggi mezzo secolo e ha attraversato momenti molto significativi della storia contemporanea, come gli anni Sessanta di una Brera capitale della cultura, gli anni della Contestazione dei Settanta; l’avvento della comunicazione mediatica di massa e i relativi effetti sul mondo domestico e psicologico degli Ottanta. Ma la parte più inesplorata e allo stesso tempo radicale, è data dalla militanza verso la globalizzazione del mondo, grazie all’avvicinamento in tempi non sospetti al tessuto artigiano lungo tutto il paese, considerato dal mainstream come un non valore più che, come in tempi recenti è stato dimostrato, serbatoio di maestria artigiana e culturale, e alternativa praticabile dal sistema design.

 

La Pietra fa della quotidianità e dei comportamenti il proprio campo d’azione e discussione, utilizzando se stesso, il proprio corpo, gli amici, la propria casa, la città e il Paese per narrare il rapporto individuo-ambiente. Dove per ambiente non si considera mai il fattore strettamente urbano o ecologico, ma la fenomenologia della realtà, amplificando il significato non solo del contesto progettuale, ma dell’intero bagaglio emotivo, antropologico, esistenziale del nostro stare nel mondo.

 

Attraverso una selezione di oltre 1.000 opere, la mostra è strutturata secondo un percorso che, dalle origini concettuali del suo pensiero, si “manifesta” attraverso un racconto – per ricerche e sperimentazioni, oggetti e ambienti – che dall’individuo si propaga verso l’osservazione, la riappropriazione, la progettazione dello spazio e della realtà. La presenza di opere e documenti, accompagnati da materiali audiovisivi e sonori, concorre alla messa in scena della cosmologia progettuale emersa dalla lettura globale della produzione di Ugo La Pietra.

 

Undici sono le sezioni tematiche in cui è suddivisa la mostra: Fenomenologia di Ugo La Pietra, che introduce il concetto di sinestesia tra le arti; Mente – Spazio, che esplora il disordine connesso al graduale mutamento dell’aspetto della realtà visuale; Corpo – Spazio, attraverso dispositivi ambientali che accelerano la percezione dello spazio; Interno disequilibrante, che espone i progetti degli anni Sessanta-Settanta in cui il rapporto con l’esterno è negato e l’ambiente è totalmente destrutturato; Abitare la città, ricerche sulla ricostruzione emozionale della vita all’interno del caos che caratterizza la “crisi della città”; Identità e memoria; Controcampo: sperimentare itinerari sommersi, sulla concezione di design di La Pietra; L’invasione mediatica. Il mondo dentro casa, su ciò che la tecnologia porta nella quotidianità; Oltre le mura: Interno Esterno; Il Giardino del ‘700: un modello teorico; Territori paesaggio e visione.


SCHEDA EVENTO
Ugo La Pietra. Progetto disequilibrante

a cura di Angela Rui


Progetto di allestimento
Ugo La Pietra


Luogo
Triennale Design Museum
viale Alemagna 6
Milano


Periodo
26 novembre 2014 – 15 febbraio 2015


Orari
martedì-domenica | 10.30-20.30
giovedì | 10.30-23.00


Per ulteriori informazioni
www.triennale.org

 

Nell’immagine di apertura, Ugo La Pietra, Negozio Altrecose, Milano (con Paolo Rizzatto e Aldo Jacober), 1969. Courtesy Archivio Ugo La Pietra

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