Progetto di riqualificazione urbana e piano di occupazione a Saragozza

Il programma Estonoesunsolar è un’iniziativa gestita dalla Societá Municipale Zaragoza Vivienda per la riqualificazione e il recupero di una serie di lotti urbani in disuso nel tessuto storico e moderno della città, fornendo occupazione a una squadra di lavoratori disoccupati da lungo tempo. Si tratta di un programma sperimentale a livello nazionale, in cui per la prima volta, un Piano di Occupazione si lega a un Progetto di Riqualificazione Urbana per riempire temporaneamente con servizi di quartiere spazi urbani nel tessuto cittadino: una piattaforma che vuole essere unione tra vari soggetti del quartiere attraverso un articolato processo partecipativo.

 

L’idea di progetto ha avuto origine da un’esperienza chiamata Vacios Cotidiano (Vuoti Quotidiani) realizzato nell’ambito di En la Frontera 2006 a Saragozza, nel quale gli stessi progettisti, Patrizia Di Monte e Ignacio Grávalos Lacambra, ebbero l’opportunità di sperimentare per la prima volta le idee di un’occupazione temporanea dei vuoti urbani. Da queste prime basi nasce il programma Estonoesunsolar. L’obiettivo è, oltre a creare posti di lavoro con il piano di occupazione a cinquanta disoccupati, la possibilità di “occupare” temporaneamente i lotti abbandonati (i solares in spagnolo) sulla base di accordi con i proprietari, salvo la previsione di edificazione. La scelta dei lotti è il frutto di un’attenta analisi dei luoghi degradati della città che, per la loro posizione, possono trasformarsi in nuove potenzialità riconsegnando luoghi di vita comune alla popolazione.

 

Il meccanismo per realizzare i servizi di quartiere in breve tempo è molto semplice: il proprietario (sia pubblico che privato) cede temporaneamente il suo lotto e viene avviata un’analisi dei servizi esistenti nella zona. Conseguentemente vengono avviati i processi partecipativi con i cittadini, le associazioni di quartiere, le scuole e i centri anziani attivi nei dintorni dell’area in oggetto. Dopo aver ascoltato le loro idee e le loro proposte, si arriva alla definizione di un progetto concreto che si realizza in tempi brevi, con un budget ridotto (costo medio degli interventi di 20euro/mq). Il frequente ricorso a materiale riciclato per gli arredi e le finiture diventa necessariamente (vista la temporaneità degli interventi e il budget complessivo) la regola. Un concetto di “riciclaggio/riuso”, se lo si pensa in una accezione più ampia, applicato non solo agli oggetti ma anche agli spazi.
Gli interventi proposti consistono principalmente in giardini, orti collettivi, orti urbani, spazi attrezzati con giochi per bambini, luoghi di ritrovo e attività per anziani, spazi attrezzati per praticare attività sportive ecc. Ogni vuoto urbano sarà vincolato a una associazione, ente, scuola che si incarica della sua successiva gestione. Spazi urbani che diventano realtà quotidiane per il volere dei cittadini che prediligono cercare risorse e soluzioni direttamente all’interno della propria città. Piccoli interventi in grado di attivare e riqualificare diverse zone mettendo in connessione gli abitanti e creando un nuovo legame tra loro.
Tra gli aspetti innovativi del progetto, la creazione di un blog per mantenere vivo lo scambio di idee e divulgare l’informazione sugli sviluppi progettuali. Altrettanto innovativa è la scelta comunicativa ideata dai progettisti: ad ogni operaio è stata assegnata una maglietta che riporta le singole parole del nome del programma; la loro casuale composizione ha prodotto frasi con nuovi significati.
Gli spazi abbandonati, diffusi in maniera disordinata nella maglia urbana, formano dei “vuoti in rete” poiché, in funzione delle diversità di usi, attività e intenzioni a essi assegnati, è stata creata una connessione. Ogni spazio oggi è riconoscibile in base a un numero che lo identifica, assegnato in base all’ordine di occupazione, generando una nuova suggestione: la virtù di poter numerare qualcosa che non esiste, il vuoto.

 

Il progetto è vincitore nella categoria Città e Architettura – Sezione nuovi utilizzi e progettazioni – realizzazioni alla Sesta Edizione del Premio IQU – Innovazione e Qualità Urbana. La cerimonia di premiazione si è tenuta il 14 dicembre 2010 presso la Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara.

 

di Alessandro Costa

 

L’articolo completo e le immagini del progetto sono pubblicati nella e-zine n. 39 “SOCIALE”

 

Nell’immagine, programma di occupazione e riqualificazione urbana Estonesunsolar, Saragozza. Vista della realizzazione del progetto Armas 92

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet



Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico