Progettare una biblioteca. Intervista a Mauro Guerrini, Presidente di AIB

Accessibilità, multiculturalità, epicentro del benessere e dell’equilibrio socioculturale di ogni comunità. Le biblioteche di tutto il mondo vivono un’evoluzione costante, da luoghi sacri per la custodia del sapere a monumenti urbani attivi, disegni architettonici capaci di assumere un ruolo sociale sempre più pregnante. Berlino, Londra, Parigi, ma anche Caracas, Milano, Pechino, New York, Istanbul. Tutte le principali città del mondo che credono nella crescita pubblica della società pensano e costruiscono le loro biblioteche con gli occhi e le idee di architetti, sociologi, urbanisti, per far delle stesse luoghi di aggregazione, moduli di comunicazione e socializzazione pensanti, che vadano a sostituirsi a realtà clinicamente piatte come grandi magazzini e centri commerciali. Il Presidente americano Barack Obama, figlio di una bibliotecaria, di fronte alla crisi ha più volte sostenuto che la ricostruzione individuale e collettiva passa anche dalle biblioteche. Gli spazi pubblici caratterizzano la società contemporanea e il sapere la difende dall’anonimato, ecco perché le biblioteche diventano una sfida senza confini.
La scorsa estate Milano ha ospitato dopo quarantacinque anni il 75° congresso mondiale dell’Ifla, accogliendo 136 nazioni per oltre quattromila rappresentanti da tutti i paesi del mondo, dalla Germania alla Mongolia, dal Senegal alla Cina, dagli Stati Uniti al Giappone. L’esperienza più rilevante per tutto il mondo delle biblioteche, ma soprattutto un momento di confronto in cui nascono nuove idee, proposte, riflessioni. Un evento straordinario, che per l’Italia ha significato un riconoscimento allo sviluppo degli ultimi vent’anni e che nello stesso tempo ha fatto riscoprire il valore e il ruolo delle biblioteche anche nel nostro paese. Proprio per questo Architetti e www.architetti.com vogliono scoperchiare l’universo biblioteche con un’indagine in due puntate che ci accompagnerà a conoscere più da vicino cosa si nasconde dietro la progettazione di una biblioteca intesa come costruzione mentale ancor prima che reale, e lo farà partendo da alcune domande al professor Mauro Guerrini, docente di biblioteconomia all’Università di Firenze e Presidente dell’AIB, l’Associazione Italiana Biblioteche.

 

[1] Che ruolo giocano le biblioteche nella società del futuro?
Saranno sempre più al centro dello sviluppo di ogni collettività. Le biblioteche di pubblica lettura, così come quelle universitarie, svolgono un ruolo fondamentale nella promozione della cultura, ma non solo. Infatti pochi sanno che ogni biblioteca distende una funzione sociale di grandissimo rilievo all’interno delle nostre comunità. Insomma, non trattiamo solo libri e documenti digitali, ma aiutiamo le persone cercando di rispondere alle loro esigenze. Il punto di partenza è una domanda molto semplice cui rispondiamo ogni giorno nelle modalità più svariate: che cosa cercano le persone, i giovani così come gli adulti, nella società che non ritrovano più intorno a loro?

 

[2] Cosa significa progettare una biblioteca oggi?
È chiaro a tutti che la progettazione di una biblioteca non possa più essere limitata alla conservazione e consultazione dei volumi. Se si vuole che le biblioteche diventino punti di aggregazione bisogna pensarle con funzioni nuove e costruirle con sistemi e prospettive che considerino un’esigenza culturale e sociale in continua trasformazione e crescita. Significa che per esempio gli spazi dedicati allo studio saranno efficaci se terranno conto dell’importanza anche del come studiare, così come gli spazi comuni, la distribuzione degli scaffali, la luce, il personale, gli arredi e tutto ciò che si trova abitualmente entrando in una biblioteca devono essere completamente riconsiderati alla luce dell’importanza che svolge oggi la biblioteca digitale e il suo uso. Progettare significa dunque saper pensare, confrontarsi, programmare, sviluppare.

 

[3] Può, oggi, una biblioteca incuriosire e affascinare le generazioni dell’iPhone e dell’iPad?
Le biblioteche devono essere tecnologicamente sempre al passo coi tempi, anche se questo è davvero difficile da attuare se si considera che la tecnologia muta a una velocità elevatissima. Si può ovviare in parte a questa difficoltà mettendo nelle condizioni chi entra in una biblioteca di poter lavorare e connettersi in ogni momento, e soprattutto offrire un servizio che possa agevolare e sveltire la ricerca. Spesso si perde un sacco di tempo perché non è facile orientarsi nella rete e trovare subito le risposte che si cercano. Avere la consapevolezza che in biblioteca si hanno le stesse comodità di quando si è a casa con un valore aggiunto: la competenza di chi ti può aiutare a perdere meno tempo possibile nella ricerca. Inoltre vi sono biblioteche che mettono a disposizione la possibilità di prendere in prestito gli e-books. E a breve si potrà usufruire direttamente da casa di un sistema tanto efficace quanto innovativo come medialibraryonline, che permetterà di ritrovarsi in una biblioteca virtuale rimanendo comodamente seduti alla propria scrivania.

Alcune immagini:
La biblioteca Antonio Tiraboschi a Bergamo. Progetto: Mario Botta.
La biblioteca Sormani a Milano. Il palazzo fu in buona parte ricostruito tra il 1955 e il ’56 dall’architetto Arrigo Arrighetti.

 

Nell’immagine di apertura la biblioteca centro cultura a Nembro (Bg), progettata dallo Studio Archea.

 

A cura della Redazione

 

Dove posso leggere la versione integrale dell’intervista?
La presente intervista è stata pubblicata sul n. 6-7 della rivista Architetti. Di seguito l’anticipazione delle altre domande. Troverete le risposte sul tabloid.

[4] Nell’era di Facebook e degli e-books, che ruolo hanno le biblioteche nella nuova diffusione del sapere?
[5] Se le biblioteche digitali sono il futuro, come cambia la figura del bibliotecario?
[6] Quali sono le biblioteche da imitare e come dovrebbe essere la biblioteca ideale?
[7] Attualmente, com’è la situazione in Italia e quali sono le maggiori criticità?

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