Progettare un edificio energeticamente efficiente. Soluzioni per le pareti verticali opache

Nell’ambito del convegno tenutosi a Villa Erba a Cernobbio dal titolo “La progettazione dell’edificio energeticamente efficiente” sono stati affrontati diversi temi in fatto di edilizia ed efficienza energetica: la corretta progettazione ed esecuzione dei componenti dell’involucro edilizio quale status dell’equilibrio tra abitazione e ambiente, fino alla Casa Passiva. Scopo del convegno era quello di fornire agli attori del settore indicazioni concrete sulla progettazione e realizzazione degli involucri edilizi, nel rispetto delle nuove disposizioni di Legge, sia a livello Nazionale che della Regione Lombardia. Le società organizzatrici hanno voluto impegnarsi a trasmettere ai professionisti, alle imprese e ai committenti, il know-how in loro possesso per favorire una corretta progettazione dei componenti esterni e un impiego corretto delle fonti energeticamente alternative imposte dai Decreti attuativi della Legge 192-311. Il convegno si è caratterizzato per la concretezza e la specificità delle informazioni fornite. Architetti ha incontrato l’ing. Carlo Castoldi responsabile ricerca e sviluppo del Gruppo Ivas, una delle aziende promotrici e sponsor dell’evento, rivolgendogli alcune domande sulle tematiche da lui affrontate.

 

[1] Ing. Castoldi, lei ha sottolineato quanto sia ampio e determinante il contributo dell’ edilizia nei consumi totali di energia del Paese e quanto importanti siano i margini di miglioramento dell’edilizia. Può riassumere solo qualche dato per i nostri lettori/architetti?
La situazione del patrimonio edilizio italiano, verificata in diverse ricerche, porta a questi dati: il valore medio annuo di consumo di combustibile per m2 di alloggio è di 15-16 litri di gasolio o m3 di gas per il solo riscaldamento, contro valori pari a 5-7 l o m3 di combustibile dei paesi europei quali Francia, Germania, Austria. È evidente che tale situazione non solo non è più sostenibile ai fini di una riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera, ma penalizza in termini inaccettabili il proprietario dell’alloggio italiano se confrontato con l’analogo europeo. Questi dati dimostrano la scarsa qualità dei nostri alloggi dal punto di vista energetico e dimostrano quali margini di miglioramento esistano nell’edilizia residenziale (in particolare) in relazione ai consumi di energia del nostro paese. Di fatto l’energia impiegata nel settore residenziale rappresenta il 40% del consumo finale di energia in Italia e i dati giustificano quanto affermato in una ricerca pubblicata da ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile): “… tra i diversi settori il maggiore potenziale, ai fini della riduzione di CO2 (e quindi dell’energia consumata) , si ha nell’edilizia residenziale”. E questo potenziale si può concretizzare solo se, nelle nuove costruzioni, ma soprattutto nel recupero degli edifici esistenti, il progettista pone la massima attenzione a quanto previsto dalle leggi (192-311) e dalle normative nazionali e regionali in materia di efficienza energetica.

 

[2] Parliamo dunque di soluzioni concrete. Il Sistema Termok8® IVAS è una delle soluzioni tecniche che oggi sono a disposizione di chi intende progettare secondo le normative vigenti in relazione, per esempio, al problema dei ponti termici e a molti altri aspetti, e nella direzione di un effettivo risparmio energetico. Ci spiega in sintesi come funziona questa soluzione per l’isolamento esterno delle pareti verticali?
TermoK8®, tecnicamente definito come “Sistema d’isolamento esterno delle facciate con intonaco sottile” è un sistema d’isolamento termico, risanamento e qualificazione energetica di edifici nuovi o esistenti. Ivas produce Termok8® da oltre 30 anni, proponendo una vasta gamma di sistemi specializzati, accessori, complementi e finiture per offrire la soluzione più adeguata a tutte le esigenze progettuali, architettoniche o esecutive. L’isolamento a cappotto è la soluzione che viene adottata a oltre 40 anni in tutta Europa, e non solo, per rivestire le pareti esterne con un sistema isolante continuo che elimina con grande semplicità tutti i ponti termici delle strutture portanti a esclusione dei balconi se non disgiunti dall’edificio. In particolare il sistema Termok8® elimina anche i ponti termici di spalle e voltini delle aperture trasparenti oggi particolarmente importanti in relazione all’esigenza normativa di valutare questi elementi in modo puntuale e analitico e non forfetario come sino ad ora indicato. Termok8® si realizza applicando in continuo sulla parete verticale opaca esterna lastre isolanti di varia natura e prestazione termo-acustica (EPS – Fibre minerali in roccia o vetro  – Sughero – Stifferite, pannelli accoppiati…). L’applicazione avviene con collanti specifici e fissaggi meccanici; successivamente si realizza uno strato corticale esterno costituito da una rasatura armata con rete di fibra di vetro e da una finitura protettiva. Particolare importanza rivestono una serie di dettagli tecnici ed accessori atti a garantire la corretta affidabilità e durabilità del sistema e la risoluzione di ogni nodo critico di facciata. Oggi le finiture possibili assicurano una vasta scelta architettonica non essendo solo costituite da rivestimenti a spessore colorati in pasta (rivestimenti sintetici e minerali, rivestimenti modulari in gres, cotto, pasta lapidea…)

 

[3] Durante il convegno ha parlato di un sistema “Testuggine”. Di che cosa si tratta?
“Testuggine” è il frutto della cooperazione sinergica e dell’esperienza pratica di due società: Colore dei Laghi – Distributore tecnologie Gruppo Ivas – e MVB – produttore di Blocchi di qualità). È una soluzione costruttiva molto semplice ed efficace per realizzare pareti verticali opache che risultino effettivamente a norma sia dal punto di vista energetico che acustico. Spesso il progettista ricerca una soluzione di parete che in unico strato sia in grado di soddisfare le prestazioni termo-acustiche richieste dalle normative vigenti. Di fatto il rischio è che vengano realizzate pareti che “in opera” non corrispondono alle aspettative di progetto, vuoi per difficoltà di posa, vuoi perché non si tiene conto della realtà di cantiere che non consente realizzazioni troppo meticolose. Testuggine è una soluzione costituita da una parete realizzata in blocchi di buone prestazioni termo acustiche (ECOBLOC – MVB) sulla quale viene applicato Termok8® (IVAS) a integrazione e a garanzia del risultato prestazionale voluto e calcolato in sede di progetto. Termok8® può essere sostituito da una Parete Ventilata (ALIVA-GRUPPO IVAS) con isolante continuo per ottenere risultati architettonici di prestigio.

 

[4] Da un punto di vista pratico e di cantiere queste soluzioni sono facilmente applicabili?
“Testuggine” è nata e studiata in ogni dettaglio costruttivo proprio per rendere estremamente semplice la sua applicazione in cantiere; che con i propri tecnici vivono quotidianamente le problematiche del cantiere e ne traggono costantemente informazioni e spunti di sviluppo. Ogni dettaglio costruttivo dell’edificio è visto nell’ottica della ricerca della soluzione più semplice perché in cantiere sia possibile realizzarlo con grande facilità. Ciò ovviamente ha richiesto lo studio e la realizzazione di una serie di pezzi speciali che facilitino la posa in opera.

 

[5] La ricerca del Gruppo Ivas continuerà in questa direzione, diversificando le proposte e ampliando la gamma di soluzioni per le esigenze del mercato? Quali saranno le prossime novità o quali le nuove frontiere nel settore dell’isolamento?
È certo che la ricerca del Gruppo Ivas non può fermarsi a queste soluzioni, il mercato non consente soste nello sviluppo di sistemi in linea con le esigenze derivate dalla normativa, architettoniche, ingegneristiche e richieste dalle pratiche di cantiere. Negli ultimi anni la proposta di Termok8® ha avuto uno sviluppo costante: ha proposto soluzioni di grande affidabilità a fronte dell’affacciarsi sul mercato di una gamma sempre più ampia di prodotti isolanti (lastre di varia natura e prestazione termo-acustica) e a fronte di una richiesta di finiture ad alto contenuto architettonico. Il continuo aggiornamento delle conoscenze tecniche le ricerche commissionate alle Università di Bologna e Milano (comportamento termo-igrometrico della Facciata Ventilata ALIVA e sviluppo di Termok8® IVAS ) ci consentiranno un percorso volto a soddisfare le esigenze di un mercato – quello del cappotto e della parete ventilata – in grandissima crescita ma bisognoso di proposte innovative. La nostra presenza sui mercati Europei ci consente di avere una visione più ampia di quanto avviene nel settore e di valutare con buon anticipo tendenze e richieste per poter indirizzare la nostra ricerca verso soluzioni che consentano, in un ottica di Efficienza Energetica non prescindibile, di ottenere risultati architettonici in linea con le tendenze più moderne.

 

Il sistema Termok8. Compomenti del Sistema Termok8® classico

COLLANTE: Klebocem
ISOLANTE:Polistirene (EPS 120)
RASANTE:Klebocem RETE:Armatex C1 – Armatex C1 “R” RIVESTIMENTO STANDARD: Rivatone Plus certificato antifungo e antilaga
ACCESSORI:in funzione della tipologia della parete da rivestire e del progetto
SISTEMA CERTIFICATO SECONDO NORME ETAG

 

Sinergia tra tecnologie e impatto architettonico: Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, nuovo padiglione Monteggia

Le soluzioni proposte da Aliva (nuovo involucro esterno) e Ivas (isolamento a cappotto, nell’immagine sottostante) operano in sinergia per puntualizzare in termini di eco-sostenibilità il binomio risparmio energetico-impatto ambientale: la nuova pelle in cotto protegge il cappotto amplificandone le caratteristiche prestazionali, quella verde con le sue essenze a foglia caduca lo ripara dall’irraggiamento solare estivo permettendo l’accesso invernale di luce e calore. Il nuovo involucro esterno, per un totale di 5.300 mq, è caratterizzato da diverse tipologie e paramenti di finitura: facciata in cotto con elementi ciechi a sagoma doppia T, elementi frangisole in cotto, rete metallica in due tipologie estetiche, supporto per la crescita di un involucro verde e lastre in vetro serigrafato.

 

 

 

 

Nell’immagine di apertura, la facciata del nuovo padiglione Monteggia all’Ospedale Maggiore Policlinico di Milano

 

 

Intervista tratta dal tabloid Architetti, n. 11 novembre 2009

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