Professioni. Ordine Architetti: verso disegno di legge che conferma il no alle restrizioni?

Stralciata la norma delle restrizioni all’accesso agli Ordini (eccetto che per, tra gli altri, architetti e ingegneri) nell’Esecutivo c’è chi propone un disegno di legge collegato, al posto del decreto legge, che assicurerebbe più tempo al confronto parlamentare e eviterebbe le insidie del voto di fiducia. All’esame del Consiglio dei ministri di oggi ci sarebbe infatti anche il collegato per la riforma.

 

Occorre comunque evitare che passi l’idea degli Albi come strumenti corporativi e non di garanzia per i cittadini. “Per come ora sono scritte, le misure contro le restrizioni ingiustificate – afferma Claudio Siciliotti, presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti – non hanno ricadute, visto che l’articolato fa salvi notai e farmacisti, le uniche professioni che hanno un numero programmato e regole per la distribuzione territoriale delle sedi. D’altra parte aver enumerato – accanto a notai e farmacisti – architetti, ingegneri, avvocati e autotrasportatori suona come una provocazione per le altre professioni: i medici, per esempio”.
La norma non parla mai dell’esame di Stato ma solo di “autorizzazioni”, “licenze” per l’esercizio, una formula che mal si addice alle professioni intellettuali e che forse si riferisce alle professioni commerciali e artigianali.

 

Il Presidente del Comitato unitario degli Ordini Marina Calderone ricorda che nei mesi scorsi è stato avviato il confronto con il Ministro della Giustizia Alfano per realizzare un testo condiviso. Il ministro potrebbe voler quindi veicolare nel Ddl i risultati degli incontri.

 

Esistono anche punti di vista molto sbilanciati, e decisamente superificiali, come quello di ilgiornale.it che dice “Tra i laureati che hanno scelto di non seguire la strada dell’iscrizione all’albo spiccano gli agronomi con un calo del 61 per cento, ma anche architetti e ingegneri, scendono rispettivamente del 36 e del 31 per cento. Insomma tanta lena per fortificare la cittadella delle professioni per poi accorgersi che nessuno ci vuole più entrare”.

 

Oggi, 30 giugno 2011, scopriremo come andrà a finire. Forse.

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