Professional Day, il CNAPPC non ci sarà

Il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC) non parteciperà al Professional Day indetto dal CUP (Comitato Unitario Permanente degli Ordini e Collegi Professionali), dal PAT e dall’ADEPP (Associazione degli Enti Previdenziali Privati).

 

Il Consiglio Nazionale degli Architetti aveva dichiarato nei giorni scorsi che il futuro Primo Ministro e le future forze di governo devono “rigenerare l’Italia” concentrando “sulle città un’azione integrata di rigenerazione, che metta a sistema progetti innovativi di riuso radicale delle aree urbane. Serve, tra l’altro, smettere di consumare suolo e recuperare quelle vaste parti delle città abbandonate; assicurare agli italiani case sicure, abitabili, efficienti e belle, anche demolendo e ricostruendo; incentivare i risparmi energetici ed idrici, la messa in sicurezza sismica, razionalizzare il ciclo dei rifiuti fin dentro casa, realizzare infrastrutture digitali utili a ridurre la mobilità tradizionale”.

 

Andando oltre questo appello, con una lettera-circolare datata martedi 12 febbraio 2013, il Cnappc dichiara che non parteciperà al Professional Day poiché, in preparazione dell’evento “non vi è stato alcun serio confronto sulle proposte politiche per condividerle e integrarle, né sui modi di esplicitarle”: l’iniziativa non propone una strategia integrata di provvedimenti utili ai cittadini e all’Italia, ma è “la rappresentazione della presenza e della forza di un gruppo sociale che vuole influenzare le future decisioni politiche”. La polemica è tutta contro il Cup e il PAT che “vanno oltre il ruolo di coordinamento per assumersi ruoli politici di preminenza a nome e per conto dei Consigli Nazionali che, almeno il nostro, non ne ha dato mandato”. Le organizzazioni di coordinamento “hanno dimostrato tutti i loro limiti perché ambiscono a tenere assieme – almeno formalmente – professioni che, lo si è visto nel percorso della Riforma, hanno progetti e fini differenti e, forse giustamente, non ritengono di dovervi rinunciare nemmeno quanto l’obiettivo di uno è contrastante con quello di molti”.

 

Prosegue il CNAPPC: la Giornata delle Professioni, così come è organizzata, non è utile agli architetti italiani. “Solo superando gli steccati, lavorando in sinergia con il resto del mondo del lavoro e la società, uscendo dalla gabbia dei professionisti in antagonismo con i dipendenti o gli imprenditori, si possono ottenere risultati importanti”.
Cnappc non partecipa all’iniziativa “non per rinunciare a difendere gli interessi dei nostri iscritti o perché non siamo fieri della nostra cultura”, ma perché “se vogliamo essere una parte importante del tessuto economico e sociale dobbiamo lavorare assieme a tutti coloro che – nei diversi campi d’azione – possono condividere un percorso”.

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