Previdenza Architetti: in malattia stop al versamento dei contributi

Previdenza Architetti: in malattia stop al versamento dei contributi

Dalla scorsa settimana, quando è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il collegato alla Legge di Stabilità 2016 che pone nuove e più forti tutele nei confronti dei liberi professionisti, si susseguono gli aggiornamenti sui contenuti del c.d. Jobs Act per i lavoratori autonomi. Vediamo dunque, tra le tante misure, quelle che possono interessare di più la categoria degli Architetti in materia di previdenza.

Prima novità è il blocco, almeno per un altro anno ancora, dell’aliquota contributiva per i lavoratori con Partita IVA che hanno scelto l’iscrizione in via esclusiva alla gestione separata INPS. In linea teoria, secondo quanto stabilito dal decreto Milleproroghe, la percentuale del prelievo si sarebbe dovuta alzare al 28%. Invece, buona notizia, l’aliquota, anche per il 2016 i liberi professionisti sarà bloccata al 27%.

Ricordiamo che sono tenuti all’iscrizione alla gestione separata INPS gli Architetti che, pur esercitando una attività per la quale è prevista l’iscrizione all’ordine, non sono tenuti al pagamento dei contributi presso la relativa cassa previdenziale (Inarcassa).

Ma nel Jobs Act per i lavoratori autonomi è presente un’altra importante novità relativa alla tutela in caso di malattia. Di cosa si tratta? In pratica in caso di malattia grave del professionista, ossia che impedisca di esercitare la propria attività lavorativa per un periodo superiore ai 60 giorni, è possibile congelare il versamento dei contributi previdenziali.

Il periodo per cui è ammissibile la sospensione dei pagamenti alla cassa previdenziale è fissato in 2 anni. I pagamenti verranno ripresi in rate mensili a partire dal mese successivo al termine della malattia. È inoltre possibile dilazionare i pagamenti arretrati per un periodo pari al triplo del massimo in cui si sono congelati, quindi 6 anni.

Terza novità, ma non meno importante, riguarda invece la tutela delle madri Architetto, alle quali l’indennità di maternità sarà versata direttamente dall’INPS dietro presentazione di apposita domanda. L’indennità sarebbe riconosciuta anche nel caso in cui la professionista non dovesse necessariamente sospendere del tutto l’attività professionale.

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