Premio IQU 9, Trento: nuovo centro polifunzionale Sanbapolis

Realizzazioni Architettura – Trento: nuovo centro polifunzionale Sanbapolis
Referente progetto:
Arch. Giulio Desiderio


Scarica la scheda del progetto.

 

Il nuovo centro polifunzionale di Sanbàpolis è una struttura a servizio dello studentato universitario di Trento, che offre a tutta la comunità la possibilità di usufruire di una serie di nuovi utili servizi: un palazzetto dello sport, un teatro, una palestra di roccia, ristorazione, uffici, negozi.

 

A tempo di record
Realizzato in soli trenta mesi, il nuovo centro Sanbàpolis è una modernissima struttura polifunzionale costruita nel massimo rispetto per l’ambiente circostante. Il progetto, voluto dall’Opera Universitaria di Trento, è stato realizzato da STS Trentino Engineering,  affiancato dalla STS s.p.a. per il coordinamento generale di progetto (Arch.Giulio Desiderio) e lo sviluppo delle varie fasi del progetto preliminare, definitivo ed esecutivo impiantistico (Ing. Mario Berriola), strutturale (Ing. Emilio BonaVeggi) e architettonico (Arch.Giulio Desiderio), coadiuvati nello sviluppo architettonico preliminare e definitivo dallo studio spagnolo Palerm y Tabarez de Nava. La costruzione è stata affidata al Consorzio Lavoro Ambiente, che si è valso del lavoro delle cooperative Cle di Bolzano e Btd Servizi Primiero, oltre alla collaborazione di una decina di imprese artigiane trentine. I lavori sono iniziati nel gennaio del 2011, con il vincolo di terminare in trenta mesi; si è trattato di un tempo quasi record per un’opera così complessa di circa 90.000 metri cubi; la consegna dell’edificio all’Opera è stata fatta nel luglio del 2013. L’inaugurazione è avvenuta nel settembre seguente.

 

Un’opera “nascosta”
La struttura, che si sviluppa su cinque livelli, è per lo più interrata in quella che una volta era un pendio scosceso inaccessibile. Una soluzione che la rende poco appariscente e perfettamente integrata con il luogo che la ospita; si è trattato di scavare per rimuovere circa 73.000 metri cubi di terreno e si è realizzato un edificio che ospita strutture molto complesse impiantisticamente quasi completamente interrato, nessun impianto è a vista in copertura, concepita per essere una piazza all’aperto, luogo di aggregazione tra gli studenti.


L’area sportiva
Aperto a tutti, il nuovo Sanbàpolis è frequentato soprattutto dagli studenti, che hanno a disposizione un’area sportiva con strumenti e soluzioni di alto livello tecnologico. L’obiettivo di questa edificazione era il completamento delle residenze universitarie che si trovano a monte, che possono ospitare fino a 900 studenti, trasformando il luogo in un vero e proprio campus, con annessi una serie di servizi all’avanguardia. Tra i nuovi servizi spicca una zona per lo sport indoor, in particolare un nuovo palazzetto dello sport con 600 posti a sedere, omologato per discipline agonistiche come volley, basketball e calcio a 5, con relativi spogliatoi per giocatori e arbitri, infermeria, primo soccorso. Nella parte sportiva, affianco al palazzetto, si trova la più grande palestra di arrampicata indoor in Italia, la terza in Europa grazie ai suoi circa 2.300 metri quadri di superficie arrampicabile.


L’area culturale
Oltre alla parte sportiva, il progetto sviluppa anche un’area culturale; il quadrante culturale è composto da un teatro contemporaneo sperimentale, che nel corso dei lavori è diventato uno spazio teatrale polivalente, che a seconda dell’esigenza può essere cinema, teatro tradizionale, teatro sperimentale, sala conferenze con 550 posti a sedere. Accanto alla sala principale, ci sono delle salette polivalenti teatrali per corsi di ballo, recitazione, piccole produzioni, prove di band musicali. Poi ci sono 1000 metri quadri di uffici, un ristorante di 650 metri quadri e un lunch bar panoramico di circa 400 metri quadri. A tutto questo vanno aggiunte anche delle attività commerciali.


L’edificio eco sostenibile: Certificato Leed Platinum
Sanbàpolis si distingue per il suo alto livello di eco-sostenibilità. Le scelte fatte già nella prima fase del progetto preliminare hanno permesso di ottenere il certificato Leed a livello Platinum, ossia il livello massimo di tale certificazione. Tra le decisioni prese che hanno portato a questo riconoscimento c’è quella di aver reso la struttura energicamente indipendente. Tutto il fabbisogno di energia termica e frigorifera, per la climatizzazione estiva e invernale, e la produzione dell’acqua calda sanitaria, sono forniti dal più grande impianto geotermico che sia stato realizzato in Trentino Alto Adige: è composto da 47 sonde, che arrivano fino a 150 metri di profondità e che sono alimentate da due grosse pompe geotermiche, che funzionano a energia elettrica la cui maggior parte è fornita dall’impianto fotovoltaico. Uno dei requisiti fondamentali per ottenere la certificazione Leed, ha riguardato la scelta dei materiali, infatti per ottenere la certificazione, si è dovuto rispettare una serie di requisiti, compreso l’utilizzo di una buona percentuale di materiali riciclati, o comunque rinnovabili. Ad esempio, tutti i rivestimenti delle pavimentazioni fredde sono in pietra di fabbrica, che nasce interamente da scarti di produzione industriale. A livello di eco-sostenibilità si è puntato molto sul legno che proviene da foreste “certificate”; tutte le coperture sono state realizzate in legno lamellare. Si tratta di una copertura imponente, perché oltre a fungere da copertura è anche il piano di calpestio delle piazze superiori. Ovviamente si è cercato di utilizzare quanto più possibile i materiali del luogo, una scelta fondamentale per ottenere la certificazione. Una grandissima componente di porfido trentino è stata impiegata sia per la realizzazione della maggior parte delle pavimentazioni esterne, sia per la grande facciata ventilata in porfido, un’opera che nessuno aveva mai realizzato prima: la facciata di 150 m di lunghezza è stata realizzata con una serie di lastre in porfido di scarto, che sono state fresate e appese su una sottostruttura in alluminio, realizzando così uno straordinario effetto estetico finale.

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