Premio IQU 9, Torino: La casa tra gli alberi

Realizzazioni Architettura –  Torino: La casa tra gli alberi
Referente progetto: Studioata


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Il recupero di un edificio esistente diviene l’occasione per riflettere sulla modalità con cui immaginiamo si debba trasformare il tessuto urbano e utilizzare nuove categorie come quelle dell’ “agopuntura urbana”: un singolo intervento deve essere in grado di generare effetti benefici nel suo intorno.

 

Il progetto ha previsto la Ristrutturazione edilizia e la conversione ad uso abitativo di un basso fabbricato artigianale. L’edificio con tetto piano e con cortile di proprietà, è inserito all’interno di un tipico isolato torinese e si presenta come cellula edilizia indipendente all’interno del tessuto urbano.

 

La casa tra gli alberi” sorge in un contesto unico e singolare: un quartiere, San Salvario, che negli ultimi decenni ha vissuto un processo di trasformazione economica, sociale e fisica senza precedenti. Centro dei principali flussi migratori che hanno plasmato la città a partire dal secondo dopoguerra, segnato da uno straordinario processo di gentrification che ne ha profondamente mutato non solo la composizione sociale e generazionale, ma anche il paesaggio costruito. Il quartiere ha visto l’emergere, negli anni più recenti, di nuove forme insediative e abitative, che hanno portato a ripensare i modi tradizionali dell’abitare attraverso soluzioni innovative che si pongono come risposta a una domanda ormai rinnovata e all’invecchiamento del patrimonio residenziale (il co-housing, l’abitare da studenti, il loft, la casa-studio, la villa unifamiliare).

 

Nella cornice di queste trasformazioni sociali, economiche e spaziali, che hanno profondamente mutato la struttura originaria del quartiere, “la casa tra gli alberi” prende le distanze da un modello di sviluppo che si attesta prevalentemente lungo gli assi stradali e sembra scommettere esclusivamente sulla riqualificazione dei fronti commerciali. In questo caso il progetto intercetta invece il sistema più complesso di trasformazioni minute che prende forma all’interno degli isolati. Era desiderio dei proprietari abitare in uno spazio in forte connessione con l’esterno, luminoso e a contatto con il verde. Il progetto prevede di “riplasmare” la volumetria esistente con interventi di demolizione e ricostruzione. La demolizione delle parti incongrue al basso fabbricato originale, la costruzione di una nuova manica a nord del lotto e la realizzazione di un muro cieco sul limite della proprietà, definiscono due vuoti, il cortile e il patio, intorno ai quali il progetto organizza lo spazio abitativo.

 

Il cortile diventa il cuore del progetto, atrio aperto su cui tutti gli ambienti della casa si affacciano. Il patio come una “camera a cielo aperto” è collegato alla zona giorno con grandi serramenti scorrevoli. Le vetrate, nei mesi invernali, garantiscono l’apporto di luce naturale;d’estate, completamente aperte, dilatano lo spazio, assicurando un totale rapporto di continuità tra interno ed esterno.

 

Le coperture piane del fabbricato esistente e della nuova manica sono state trasformate in giardino pensile e terrazzo per valorizzare tutto lo spazio esterno disponibile. L’inserimento di lucernari sulle coperture permettono di captare, anche in condizioni stagionali sfavorevoli, la luce naturale e garantiscono un piacevole affaccio sul cielo. Gli elementi vegetativi diventano vero e proprio materiale da costruzione. Dieci alberi e circa 160mq di prato sono distribuiti nel cortile, nel patio e sulle coperture.

 

Lo spazio abitato si sviluppa intorno e sotto al verde. Le finestre a tutta altezza del cortile e le grandi vetrate scorrevoli del patio contribuiscono a creare un rapporto di continuità tra interno ed esterno e ad integrare lo spazio abitato con gli elementi vegetali. Il verde è stato utilizzato per un confort percettivo, visivo ma anche termico. Gli alberi contribuiscono all’ombreggiamento estivo e nella stagione invernale, perdendo le foglie, lasciano entrare la luce naturale. Il basso fabbricato e il suo cortile sono stati trasformati in una “casa tra gli alberi” e in un vero e proprio giardino per il piacere dei proprietari ma anche degli abitanti dei palazzi vicini.

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