Premio IQU 9, Torino: Casa del Senato

Realizzazioni Architettura –  Torino: Casa del Senato
Referente progetto: STUDIO DE FERRARI ARCHITETTI

 

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CRITERI GENERALI DELL’INTERVENTO
L’intervento interessa una piccola porzione della Casa del Senato che insiste sul sedime di una costruzione più antica della quale si è salvata esclusivamente una porzione di facciata. Durante il periodo bellico infatti l’intero isolato subì gravi danni che portarono nel 1951 alla demolizione totale, (ad esclusione della facciata su largo IV Marzo) e alla ricostruzione dell’intero corpo di fabbrica verso via Conte Verde.

 

Il progetto ricuce lo strappo compositivo e funzionale provocato dalla riedificazione post bellica con l’inserimento di un fulcro tra la facciata storica sulla piazzetta e la facciata anni ’50 su via Conte Verde (di altra proprietà). La tipologia a torre, presente nell’intorno sia con esempi del passato (torre del Municipio, campanili,…) sia recenti (ad esempio l’hotel Santo Stefano progettato da Gabetti e Isola), è stata da noi ritenuta una convincente mediazione per proporre un manufatto in riconoscibile successione temporale rispetto alla preesistenza. I colori, i particolari strutturali e di rivestimento sono quelli della tradizione (seppure adeguati alle nuove tecnologie a secco).

 

Le aperture sono disegnate invece in funzione della residenzialità interna (ultimo piano a doppia altezza) ma in dialogo con l’irregolarità compositiva che troviamo nei reperti rimaneggiati nel tempo. La facciata storica è stata restaurata valorizzando le riplasmazioni settecentesche, la sovrapposizione con le aperture neomedioevali realizzate a soggetto dall’ing. Riccardo Brayda nel 1890, la loggia di coronamento che, col talento del falsario, fu realizzata nel 1957 dall’arch. Gualtiero Casalegno.

 

ASPETTI DISTRIBUTIVI E FUNZIONALI
All’interno degli ambienti è previsto il riordino dei livelli dei solai in modo da ridurre l’altezza dei davanzali delle aperture storiche ad un metro circa, quindi fruibile da tutti gli utenti potenziali, bambini e disabili. Si è agito anche sulla composizione degli spazi interni dell’edificio, tendendo a riscattarli dall’impianto anni ’50: abbiamo conservato la scala, ma gli alloggi riecheggiano i tagli della preesistenza demolita, con ambienti non ortogonali, salti di quota nel pavimento, serramenti con immagine coerente tra interno e esterno, nuovi solai in legno, e recupero bdel paramento murario medioevale anche dall’interno .

 

Le funzioni di progetto sono le seguenti:
· attività commerciali al piano terra
· residenza ai piano primo, secondo, terzo, quarto e quinto (attico/sottotetto)
· centrali termiche e gruppo frigo, cantine e locali tecnici condominiali al piano interrato.
Si prevedono due attività commerciali dotate di ingresso dall’esterno e servizio igienico proprio. Le vetrine sono proposte secondo i seguenti criteri: nella porzione “storica” conservazione delle dimensioni esistenti, ripristino di serramenti in legno in sostituzione degli attuali in metallo, sistemi di chiusura con elementi interni; nella parte “nuova” serramenti a tutto vetro con sottili telai metallici in grado di recuperare la visione dello spazio urbano attraverso il negozio.

 

L’impostazione originale della scala è conservata nell’andamento. Le tipologie degli alloggi prevedono due piccoli alloggi (monolocali o bilocali) ai piani 1° e 2°, un alloggio per piano ai piani superiori, dove al 5° è presente un esclusivo terrazzo in copertura. La superficie utile lorda totale è pari a 479 mq.

 

NOTE SUL RESTAURO
L’intervento di conservazione della facciata storica di Largo IV Marzo ha previsto le seguenti lavorazioni
· pulitura di tutte le superfici in laterizio (mq. 120 circa)
· trattamento biocida delle muffe presenti in facciata;
· preconsolidamento e consolidamento delle superfici in laterizio, intonaco ed in cotto;
· trattamento di pulitura e anticorrosivo a carico degli elementi metallici storicizzati presenti in facciata (catene e ganci antichi);
· restauro conservativo della monofora e n° 2 finest re in cotto riferibili al XV° sec.;
· ricostruzione puntuale degli elementi in laterizio, mediante l’uso di malte
preconfezionate a base di coccio pesto, preventivamente pigmentate;
· ristilatura delle fughe dei giunti ove fortemente ammalorate e/o mancanti;
· stesura di soluzione idrorepellente atta a garantire il dilavamento delle acque meteoriche

 

Dato l’alto interesse storico artistico del manufatto storico si è provveduto ad effettuare una campagna stratigrafica preventiva da eseguirsi sulle porzione di intonaco poste alla base e sommità della facciata. Le operazioni di ricostituzione materica hanno riguardato le sole parti complanari piane, mentre per gli elementi a rilievo delle formelle in cotto si è eseguito un calco siliconico delle porzioni speculari e il ripristino delle formelle stesse con materiale del tutto compatibile (coccio pesto).
Ove necessario, si è riproposta infine la stilatura dei giunti, mediante l’uso di malte compatibili con l’originale per colorazione e granulometria.

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