Premio IQU 9, Studio progettuale di un sistema di stazioni per la metropolitana di superficie Cosenza-Rende

Progettazioni Architettura – Studio progettuale di un sistema di stazioni per la metropolitana di superficie Cosenza-Rende

Referente progetto: Francesco Spada

 

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Con il progetto in esame, si è andati a configurare tre prototipi di stazione più una stazione di testata per la metropolitana di superficie Cosenza-Rende.

Dall’analisi territoriale è stato possibile capire come il progetto della nuova ferrovia metropolitana vada ad inserirsi all’interno del tessuto urbano e come la nuova infrastruttura, qualora opportunamente integrata con la rete ferroviaria esistente, possa contribuire a ridisegnare l’intero trasporto pubblico provinciale grazie ad una mobilità completamente su rotaia sia per quanto riguarda l’area urbana sia per quanto riguarda l’area metropolitana.

 

Successivamente, si è passati ad un’analisi puntuale volta a capire in che modo la sede tramviaria si relazionasse alla sede stradale. Sono emerse quattro situazioni, tipiche di un’infrastruttura di questo tipo:

– tratti a binario singolo che fiancheggia la sede stradale (situazione che si verifica nell’area urbana di Rende);

– tratti a binario doppio accoppiato paralleli alla sede stradale e che sono separati da quest’ultimi mediante la banchina (situazione che si verifica nel tratto che collega l’area urbana di Rende all’Università della Calabria);

– tratti a binario doppio non accoppiato che fiancheggiano le corsie stradali e al centro dei quali si sviluppa la banchina (situazione che si verifica nell’area urbana di Cosenza, sul viale Parco)

– tratto terminale del binario in corrispondenza dell’Università della Calabria.

Configurando un sistema di stazioni per un’infrastruttura di questo tipo, si è andati a delineare un modello ibrido tra un sistema rapid transit tradizionale e un sistema di bus rapid transit.

 

Da un punto di vista dell’approccio progettuale, si è optato per un  sistema aperto. Partendo da un organismo edilizio “base”, si è pervenuti, per successiva aggiunta di “pezzi”, ad elementi compositivamente e funzionalmente più complessi.

 

Ciò ha consentito la realizzazione di stazioni tipizzate e codificate il cui compito è far acquisire all’infrastruttura un’immagine propria all’interno del tessuto urbano, creando con quest’ultimo dei punti di connessione, dei landmark, che fanno da “ricucitura” alle discontinuità che un sistema su rotaia quasi sempre comporta.

 

La fermata diviene un luogo nel quale è possibile mantenere una percezione dell’intorno urbano. L’uso della metropolitana diviene un’esperienza visivamente gratificante tanto per il viaggiatore, tanto quanto per chi vive la città indipendentemente dal sistema trasportistico.

 

La collocazione in serie nel tessuto urbano delle stazioni, elementi puntuali concepiti sulla base di una logica comune, va a delineare un’immagine identitaria all’intero progetto dell’infrastruttura, il quale, a sua volta, diventa un elemento in grado di restituire un’immagine di città contemporanea.

 

In quest’ottica, il progetto di un’infrastruttura può rappresentare occasione di riconfigurazione del paesaggio e dei luoghi urbani. I volumi diventano segni, nodi, nuovi punti di riferimento per la città; opportunità di ridefinizione degli spazi pubblici.

 

L’impostazione costruttiva che consente la ripetibilità tecnica dei manufatti-prototito diventa il segno che rende riconoscibile l’impianto trasportistico nel contesto di riferimento, diventando, a sua volta, riferimento e landmark per il contesto stesso.

 

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