Premio IQU 9, Straluce

Progettazioni Architettura – Straluce

Referente progetto: Officinevida

 

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Straluce è un progetto di valorizzazione notturna del centro storico di San Sperate, paese che a partire dal 1968 ha iniziato il suo percorso di trasformazione da centro meramente agricolo a centro internazionale di scambi e di confronti culturali aperto alla produzione artistica. Grazie ad una forte e continua sinergia tra il suo direttore artistico Pinuccio Sciola, la comunità, le associazioni e centinaia di artisti provenienti da ogni parte del mondo, è divenuto un vero e proprio laboratorio a cielo aperto, a cui è stato attribuito l’appellativo di Paese Museo, per le oltre 400 opere – soprattutto murales – presenti nello spazio pubblico.

 

Il progetto nasce dall’osservazione del degradante appiattimento generato dall’illuminazione pubblica tradizionale che, senza alcuna analisi del contesto, spesso tratta gli ambiti urbani indistintamente, illuminando paradossalmente allo stesso modo il centro storico e le zone industriali.

Tale constatazione risulta ancora più evidente a San Sperate dove, da una diurna esplosione di colori si passa, ogni sera, ad una macchia giallo arancione che impasta le architetture e le strade. Infatti i corpi illuminanti costituiti da lampade al sodio su pali di altezza di circa dieci metri e braccio di circa due metri, vengono posizionati a bordo strada con un passo standard di venticinque metri, senza considerare l’ampiezza della sezione stradale, l’altezza dell’edificato e le componenti architettoniche ed artistiche presenti in situ.

 

La sostituzione dell’illuminazione pubblica tradizionale con spot scenografici a LED a bassissima potenza persegue molteplici obiettivi che spaziano dalla valorizzazione artistico architettonica, alla mitigazione delle difformità dell’ambito paesaggistico storico, al continuo coinvolgimento di artisti e comunità locale sino ad arrivare al risparmio energetico.

 

Gli attuali corpi illuminanti per la loro altezza e modalità di diffusione della luce mal si sposano con l’edificato storico caratterizzato da sezioni stradali molto strette, dando vita sui prospetti ad un alternarsi di zone d’ombra e chiazze di luce di colore giallo disposte in maniera casuale. Gli elementi architettonici di forte valore simbolico come i tradizionali portali ad arco e le opere d’arte risultano spesso non illuminati o mal illuminati.

 

L’installazione di spot scenografici a LED con gradazione di colore regolabile, previo spegnimento dei lampioni, offre l’opportunità di creare un tappeto di luce omogeneo sulla superficie stradale – spesso colorata – e di illuminare gli elementi architettonici ed artistici più significativi. Questa selezione permette inoltre di “spegnere” quegli edifici o parte di essi realizzati perlopiù tra gli anni ’70 e ’90 in forte contrasto con le componenti del centro storico, garantendo – almeno la notte – la mitigazione delle difformità perseguita dal Piano Paesaggistico Regionale.

 

Nel scegliere gli elementi a cui dare risalto attraverso la luce, non sarà trascurato l’apporto degli artisti e della comunità che a San Sperate è sempre parte attiva della trasformazione urbana, pertanto l’illuminazione scenografica dei vari tratti stradali sarà di volta in volta abbinata ad una manifestazione culturale, ad un omaggio, ad un laboratorio artistico o didattico, ecc…

 

Il primo prototipo realizzato nell’ottobre 2011 ha visto il coinvolgimento dei fotografi Gianluigi Colin, Danilo De Marco e Attila Kleb con le loro opere fotografiche rappresentanti i volti di madri provenienti da tempi lontani, abbracci materni d’altri mondi e mamme del hic et nunc. L’installazione fotomuralistica realizzata ed illuminata per l’occasione è stata inaugurata dai cittadini di San Sperate insieme alla scrittrice sarda Michela Murgia.

 

Il secondo prototipo realizzato nell’ottobre 2012 è partito come omaggio al defunto concittadino Pablo Volta – fotografo italo argentino – e ha visto il coinvolgimento dell’intera comunità e del fotografo sardo Salvatore Ligios.

 

La realizzazione dei due prototipi ha permesso di migliorare l’idea progettuale, ad esempio constatando durante il primo la necessità di illuminare la superficie stradale, e soprattutto di valutare il risparmio energetico ottenibile. Infatti ciascuno spot ha un assorbimento pari a 8 W, che confrontati con i 150 W degli attuali corpi illuminanti, garantirebbero un risparmio energetico per l’illuminazione pubblica pari al 90%.

 

I principali destinatari del progetto sono i cittadini di San Sperate, ma considerata la fama internazionale del Paese Museo non si può negare l’importanza che un’opera di questo tipo potrà avere per i visitatori, i turisti e gli artisti.

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