Premio IQU 9, SigarOne – Progetto di riconversione del Magazzino ex SIR – Ravenna

Progettazioni Architettura – SigarOne – Progetto di riconversione del Magazzino ex SIR – Ravenna

Referente progetto: Nuovostudio

 

Scarica la scheda del progetto

 

L’edificio esistente, denominato Sigarone, fu realizzato alla fine degli anni ‘50 come magazzino di stoccaggio concimi dello stabilimento SIR (Società Interconsorziale Romagnola, impegnata nella produzione e commercializzazione di prodotti chimici per l’agricoltura).

 

Le imponenti dimensioni sono legate alla destinazione d’uso originaria: in pianta misura m30 x m175, e si eleva per un’altezza di circa m17,5, sviluppando una superficie coperta di circa mq 5.000.  L’asse longitudinale è orientato in direzione nord-est. La forma a paraboloide, analoga ad altri manufatti italiani del medesimo periodo, qui realizzata attraverso la una sequenza di 34 archi a tre cerniere in cemento armato coperti in laterizio, discende da motivazioni prettamente funzionali, legate cioè alla necessità di ottimizzare il rapporto tra geometria e comportamento statico della struttura in ragione delle sollecitazioni prodotte dai carichi connessi all’uso del manufatto (deposito inerti).

 

Il Sigarone è inserito nel quartiere portuale Darsena di Città, oggetto, nel suo insieme, di un esteso Programma di Recupero Urbano volto a convertire e riqualificare gli usi industriali, originariamente insediati, in usi urbani, con lo scopo di “ricucire” e ridefinire, conferendo al contempo nuova vita, un’importante porzione di città che ad oggi risulta irrisolta.

 

L’edificio si colloca in posizione baricentrica rispetto al quartiere e, pur non essendo “straordinariamente importante” dal punto di vista puramente architettonico, riveste un grande valore per la città, in quanto portatore di memoria: il Sigarone è l’emblema  di un recente passato che ha caratterizzato la storia di Ravenna, e come tale, riteniamo, debba essere  recuperato; la memoria di una Ravenna, divenuta, in quegli anni, polo industriale e portuale di rilievo nazionale è “patrimonio collettivo”; come tale,  il recupero dell’edificio deve essere portatore di una funzione attrattiva e al contempo fruibile da tutti.

 

Questo è il motivo che ha condotto il percorso progettuale verso la definizione di una serie di risposte ad alto contenuto collettivo: la conservazione della struttura dell’edificio quale simulacro della memoria storica del passato;  l’individuazione al suo interno di uno spazio e di una serie di luoghi e piazze pubblicamente fruibili, atti ad ospitare eventi, mostre e attività di interesse pubblico (arena estiva; eventi dell’ormai tradizionale Ravenna Festival; installazioni e mostre temporanee; proiezioni e performance in genere).

 

Ciò nondimeno va sottolineato che l’edificio è inserito all’interno di un comparto di proprietà interamente privata, e che pertanto il recupero di questo luogo, così importante per la città, deve trovare la giusta mediazione ed il giusto equilibrio con gli aspetti connessi alla sua fattibilità economica.

 

Il progetto prevede la realizzazione di una grande “piastra” privata, in quota, destinata a piazza di uso pubblico, realizzata sfruttando il dislivello che si è generato fra l’edificio esistente e la recente strada di servizio al comparto; al di sotto di questa prima piazza sono collocati, celati all’esterno, i parcheggi privati necessari.

 

Al di sopra di tale piastra è posta parte delle nuove destinazioni d’uso, ed in particolare la quota di commerciale, la cui copertura piana diviene ulteriore spazio privato di uso pubblico; una seconda piazza atta ad ospitare una sala polivalente per eventi culturali.

 

Sopra la seconda struttura e lateralmente all’edificio esistente, è prevista la realizzazione di un edificio a torre, compatto e a pianta rettangolare, di 6 piani fuori terra, entro cui è “condensata” la maggior parte della superficie utile generata dal lotto.

 

Questo consente di poter “svuotare” il Sigarone, conservandone integralmente la spazialità interna, vero elemento di pregio dell’edifico esistente; inoltre il nuovo manufatto stabilisce una relazione “proporzionale” con il vicino edificio a torre progettato dall’architetto Cino Zucchi.

 

Le destinazione d’uso previste sono le seguenti: al primo livello pubblici esercizi (bar, ristorante); al secondo palestra e centro benessere; poi due livelli destinati al direzionale, agli ultimi piani residenze di qualità.

 

Il progetto di recupero dell’edificio esistente prevede il mantenimento e il consolidamento della struttura esistente ed in particolare della grande “ossatura”  in cemento armato; i paramenti in laterizio che definiscono la copertura verranno viceversa demoliti e sostituiti da una rete metallica stirata, a maglia larga, che ha lo scopo di recuperare l’immagine spaziale dell’ex magazzino, e al contempo di “alleggerire e deresponsabilizzare” la struttura dai carichi accidentali; infine di aumentare l’illuminazione naturale dello spazio durante le ore del giorno.

 

Di sera invece l’illuminazione degli archi, dal basso verso l’alto, potrà assumere differenti colorazioni, anche in relazione agli eventi ospitati, conferendo all’edificio uno scenografico “effetto lanterna”, e rendendolo visibile dalle varie parti della città.

 

Il parco limitrofo esistente verrà in parte prolungato fin dentro la struttura, definendo così uno spazio di mediazione alquanto suggestivo.

 

Il progetto è stato inserito nel dossier di candidatura “Ravenna 2019 – capitale della cultura europea”

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