Premio IQU 9, San Sperate: Colore Identità

Realizzazioni Architettura –  Colore Identità – Valorizzazione del centro storico di San Sperate con le strade colorate
Referente progetto: Officinevida snc

 

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Per poter cogliere il senso di Colore Identità è necessario conoscerne il contesto.

 

San Sperate è sino agli anni ’60 un paese di terra dove lo spazio pubblico risulta caratterizzato dalla monocromia: la terra battuta delle strade e i mattoni in terra cruda delle facciate degli edifici. Lo spazio privato con la tipica casa campidanese, chiusa in se stessa, definisce una componente architettonica fondamentale, il muro: elemento di separazione tra spazio pubblico e spazio privato.

 

Nel 1968, San Sperate è capace di trasformarsi architettonicamente, socialmente e culturalmente. La trasformazione lega la storia personale di Pinuccio Sciola ad una storia collettiva, quella della sua comunità. Lasciare il paese per andare incontro ad un mondo ricco di stimoli creativi o lavorare affinché quel mondo potesse entrare a far parte del suo paese, era la domanda che Sciola si poneva quotidianamente. La scelta della seconda strada ha coinvolto tanti giovani speratini che, armati di calce, trasformarono un paese di terra in un paese dai muri bianchi.

 

Un paese di colori
Guidati da Pinuccio, giovani e bambini iniziarono a disegnare sui muri e con loro artisti provenienti da tutto il mondo. Il muro, da elemento di separazione tra spazio pubblico e spazio privato, si trasformava in elemento di unione, di comunicazione, un supporto alla partecipazione sociale di una comunità capace di costruirsi una nuova identità. Da oltre 40 anni si continua questo percorso: sono centinaia gli artisti che ogni anno lavorano nelle strade del paese e oltre 400 i murales attualmente presenti.

 

Il colore, dai muri alle strade
Nell’estate del 2007, in occasione del festival Cuncambias, parte delle strade del centro sono state dipinte di blu per simulare il mare. A pochi mesi di distanza le tracce di azzurro hanno lasciato spazio ad una vasta gamma di colori e disegni fatti dai bambini delle scuole elementari. Contemporaneamente Sciola ha acquarellato le strade di una vecchia planimetria del paese e, convinto del progetto, ha coinvolto lo studio di architettura Officinevida che ha ritenuto opportuno andare oltre e realizzare un’analisi approfondita che ha portato all’elaborazione del progetto Colore Identità, successivamente vincitore del premio IQU 2008 e finanziato dalla Regione Autonoma della Sardegna.

 

Dall’idea al progetto
Con Colore Identità si è passati dalla visione estetico-cromatica di un’idea ad uno studio volto alla valorizzazione del tessuto stradale e sociale garantendo contestualmente la manutenzione di un ambito urbano in via di degrado. Colore Identità è quindi un’opera pubblica e al tempo stesso un pretesto per lo sviluppo di un momento di partecipazione comunitaria così come lo sono stati i passati passaggi dal colore della terra al bianco della calce, ai colori dei murales, ai colori sulle strade. Sia il muralismo che il colore delle strade non rappresentano una pittura, ma un “interEvento” capace di interagire con l’architettura, con la società e col paesaggio, valorizzandoli. Tra il muro e la strada c’è una continuità garantita dal fatto che in entrambi i casi si lavora nello spazio pubblico, con i cittadini e con il colore.
Da una lettura critica del tessuto urbano volta a riconoscerne i valori e le peculiarità, si è rilevato un arco stradale di percorrenza che attraversa l’edificato storico mettendo in relazione le 3 chiese del paese. Dall’analisi cromatica dei prospetti prospicienti tale arco stradale, sono stati determinati i possibili colori della pavimentazione, attraverso un metodo strumentale.

 

Materiali
Il risultato effimero degli interventi artistici del 2007 ha portato ad interrogarsi sui materiali più adatti. Il forte valore attribuibile al passaggio diretto dalla terra battuta all’asfalto avvenuto negli anni ’70 nelle strade del paese, senza passare per pavimentazioni quali l’acciottolato o il lastricato, ha dato la risposta ad ogni quesito: asfalto colorato!

 

Il progetto partecipato
Nell’affrontare un tema così delicato come cambiare il colore alle strade è stata coinvolta in modo diretto la cittadinanza attraverso laboratori di progettazione partecipata. I progettisti sono stati affiancati da professionalità altamente qualificate nel campo della Psicologia Ambientale, della Percezione del Colore e dell’Arte. I laboratori sono stati suddivisi in tre macro aree:
. laboratori scolastici;
. laboratori di architettura;
. test cromatici.
Parallelamente è stata svolta un’attività di monitoraggio ante e post operam.

 

Il cantiere
La difficoltà tecnica incontrata dall’impresa nel realizzare l’asfalto colorato a caldo previsto in progetto ha portato all’utilizzo di una resina. Questo materiale, posabile con facilità, ha permesso di coinvolgere la cittadinanza e gli artisti anche nella fase di cantiere. Ecco quindi che i cittadini hanno colorato i loro ingressi ed i cordoli stradali, e l’artista danese Nanna Mallan ha realizzato il vicolo “camminare sull’acqua” inaugurato con una grande festa di quartiere.

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